Lo straniero
by Albert Camus
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L'opera, divisa in due parti, racconta della vita di un uomo di origine francese conosciuto come Meursault. La vicenda inizia con la morte della madre del protagonista. Il carattere di Meursault viene subito messo in mostra: sembra non provare nessun tipo di emozione per la madre, rifiuta di vederne le spoglie, beve caffè e fuma vicino alla bara. Il punto di vista è in prima persona, direttamente nella mente di Meursault. Nei giorni dopo il funerale, Meursault inizierà una relazione con una donna conosciuta in spiaggia di nome Marie. Per quanto sembri che Marie sia veramente innamorata di lui, da parte del protagonista c'è solo desiderio fisico.

Meursault si ritroverà a commettere un omicidio su una spiaggia, sparando una volta ad un arabo uccidendolo, e poi sparando altre quattro volte al corpo morto. La pistola gli era stata data da un suo amico Raymond Sintès nemico dell'arabo per una questione d'amore. Meursault verrà messo in prigione per il suo crimine. Durante il lungo processo verrà discusso, più che l'assassinio, il fatto che Meursault sembri non provare alcun tipo di rimorso per quello che ha fatto. Malgrado i tentativi dell'avvocato difensore, e vista anche la poca collaborazione di Meursault che non difende nemmeno se stesso, alla fine Meursault verrà condannato a morte. Meursault non tenta nemmeno di trovare il perdono attraverso dio, rifiutando le visite del prete. La storia finirà con Meursault che realizza quanto l'universo stesso sembri indifferente rispetto all'umanità.

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NerebiglieNerebiglie wrote a review
05
Il pozzo
“Lo straniero” di Albert Camus è un libro inaspettato e insospettabile.
La prima pubbicazione è degli anni ‘40 eppure la storia è così attuale che ci fa dimenticare completamente questo dettaglio.
Avevo letto, in precedenza, “La caduta” dello stesso autore ed era stato un meraviglioso viaggio all’interno dell’animo umano, riflessivo, filosofico ricco di molteplici sfumature.
Questo romanzo è esattamente il contrario.
La rete di gallerie attraverso le quali Camus mi ha condotta nella precedente lettura è diventata, in questa, un pozzo profondissimo che non lascia via di fuga.
È un romanzo sulla incredibile capacità di adattamento dell’essere umano.
Lo scrittore francese non fugge davanti alla responsabilità di portare a compimento un’opera che atterrisce e sconcerta il lettore, lasciandolo senza speranza.
L’ordinarietà dell’esistenza che non ha guizzi, prevalentemente a livello sentimentale e, veramente preponderante, l’abbandonarsi totalmente al vuoto pneumatico di un’esistenza liquida che si limita ad esistere nella dimensione di ciò che la contiene di volta in volta, sono spaventosi e magnifici al contempo all’interno di questo romanzo breve.
Affascinanti alcune suggestioni che mi figuro un po’ come uno sguardo dato in alto verso il cielo mentre si è in fondo al pozzo di cui ho accennato, come quel barlume di vita in cui il protagonista, incarcerato in una prigione algerina, per vincere la noia, considera che chi avesse vissuto un solo giorno intensamente avrebbe la possibilità di ricordare a lungo senza morir di noia chiuso in una cella.
MauriziaMaurizia wrote a review
35
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"Cerco un centro di gravità permanente..."??
"Cerco un centro di gravità permanente..."??
L'uomo diviso e dilacerato del XX sec. è tutto qui, in questo libro, una sintesi chiara dell'uomo del dubbio e senza fede, dell'uomo che non chiede, che non riesce a superare l'abisso perché gli manca quella fede che gli consentirebbe di fare quel salto nel vuoto, sicuro che sarà in grado di aggrapparsi al lembo di roccia che sta dall'altra parte.
L' uomo senza fede è Meursault che, alla notizia della morte della madre,rimane indifferente. Meursault mi fa tanta tristezza, circondato com'è da gente pronta a giudicarlo solo dagli atteggiamenti esteriori. E' colpevole perché non vuole che venga aperta la bara per dare un ultimo saluto a sua madre, è colpevole per essere andato a fare un bagno dopo il funerale e per essere stato con Maria. Sembra un tipo superficiale e che agisce d'istinto e senza sapere perché anche quando ucciderà l'arabo. E lo stesso processo sembra più un processo al suo modo di essere, alla sua indifferenza alla vita e a quelli che sono i legami importanti. Che uomo strano Meursault!

Eppure in tutto il libro c'è un indugiare nella descrizione dei particolari di persona tutt'altro che assente. C'è la vita in città e le sue vie animate, il cielo rossastro, bambini che piangono e si fanno trascinare, ragazze che camminano a braccetto e ragazzi che incrociandole dicono spiritosaggini, tram che passano a intervalli regolari.
Alla fine non spera più si è "liberato dalla speranza", così dice. "Forse ha accettato la morte e come Sisifo è felice".

Che la fede serva per accettare la morte?? Accettando la morte ha trovato la fede?
GiuliaGiulia wrote a review
02
Spoiler Alert
Arianna BettinelliArianna Bettinelli wrote a review
00
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IncipitmaniaIncipitmania wrote a review
03
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Idraulico Idraulico wrote a review
01
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