Lo straniero
by Albert Camus
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Pubblicato nel 1942, "Lo straniero", un classico della letteratura contemporanea, sembra tradurre in immagini quel concetto dell'assurdo che Albert Camus andava allora delineando e che troverà teorizzazione nel coevo "Il mito di Sisifo". Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili consegenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Come Sisifo, Meursault è un eroe "assurdo": la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e sentire. "E' una verità ancora negativa", ebbe a scrivere Camus in una prefazione per un'edizione americana dello "Straniero", "senza la quale però nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile"

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NerebiglieNerebiglie wrote a review
05
Il pozzo
“Lo straniero” di Albert Camus è un libro inaspettato e insospettabile.
La prima pubbicazione è degli anni ‘40 eppure la storia è così attuale che ci fa dimenticare completamente questo dettaglio.
Avevo letto, in precedenza, “La caduta” dello stesso autore ed era stato un meraviglioso viaggio all’interno dell’animo umano, riflessivo, filosofico ricco di molteplici sfumature.
Questo romanzo è esattamente il contrario.
La rete di gallerie attraverso le quali Camus mi ha condotta nella precedente lettura è diventata, in questa, un pozzo profondissimo che non lascia via di fuga.
È un romanzo sulla incredibile capacità di adattamento dell’essere umano.
Lo scrittore francese non fugge davanti alla responsabilità di portare a compimento un’opera che atterrisce e sconcerta il lettore, lasciandolo senza speranza.
L’ordinarietà dell’esistenza che non ha guizzi, prevalentemente a livello sentimentale e, veramente preponderante, l’abbandonarsi totalmente al vuoto pneumatico di un’esistenza liquida che si limita ad esistere nella dimensione di ciò che la contiene di volta in volta, sono spaventosi e magnifici al contempo all’interno di questo romanzo breve.
Affascinanti alcune suggestioni che mi figuro un po’ come uno sguardo dato in alto verso il cielo mentre si è in fondo al pozzo di cui ho accennato, come quel barlume di vita in cui il protagonista, incarcerato in una prigione algerina, per vincere la noia, considera che chi avesse vissuto un solo giorno intensamente avrebbe la possibilità di ricordare a lungo senza morir di noia chiuso in una cella.
MauriziaMaurizia wrote a review
35
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"Cerco un centro di gravità permanente..."??
"Cerco un centro di gravità permanente..."??
L'uomo diviso e dilacerato del XX sec. è tutto qui, in questo libro, una sintesi chiara dell'uomo del dubbio e senza fede, dell'uomo che non chiede, che non riesce a superare l'abisso perché gli manca quella fede che gli consentirebbe di fare quel salto nel vuoto, sicuro che sarà in grado di aggrapparsi al lembo di roccia che sta dall'altra parte.
L' uomo senza fede è Meursault che, alla notizia della morte della madre,rimane indifferente. Meursault mi fa tanta tristezza, circondato com'è da gente pronta a giudicarlo solo dagli atteggiamenti esteriori. E' colpevole perché non vuole che venga aperta la bara per dare un ultimo saluto a sua madre, è colpevole per essere andato a fare un bagno dopo il funerale e per essere stato con Maria. Sembra un tipo superficiale e che agisce d'istinto e senza sapere perché anche quando ucciderà l'arabo. E lo stesso processo sembra più un processo al suo modo di essere, alla sua indifferenza alla vita e a quelli che sono i legami importanti. Che uomo strano Meursault!

Eppure in tutto il libro c'è un indugiare nella descrizione dei particolari di persona tutt'altro che assente. C'è la vita in città e le sue vie animate, il cielo rossastro, bambini che piangono e si fanno trascinare, ragazze che camminano a braccetto e ragazzi che incrociandole dicono spiritosaggini, tram che passano a intervalli regolari.
Alla fine non spera più si è "liberato dalla speranza", così dice. "Forse ha accettato la morte e come Sisifo è felice".

Che la fede serva per accettare la morte?? Accettando la morte ha trovato la fede?
GiuliaGiulia wrote a review
02
Spoiler Alert
Arianna BettinelliArianna Bettinelli wrote a review
00
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IncipitmaniaIncipitmania wrote a review
03
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Idraulico Idraulico wrote a review
01
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