Lo stupro di Nanchino
by Iris Chang
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Nel dicembre 1937, nell'allora capitale della Cina, ci fu uno dei più brutali massacri della storia della guerra. L'esercito Giapponese penetrò nella città di Nanchino e nel giro di poche settimane non solo la distrusse e bruciò ma torturò, violentò e uccise più di 300.000 persone. La storia del massacro continua ad essere negata dal governo giapponese. "Lo stupro di Nanchino" racconta la storia da tre punti di vista: quello dei soldati giapponesi che lo perpetrarono; quello dei civili cinesi che lo subirono e quello del gruppo di americani ed europei che rifiutarono di abbandonare la città e si prodigarono a salvare quasi 300.000 persone.

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Account deletedAccount deleted wrote a review
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Un capitolo atroce di storia molto poco conosciuto.
La trattazione è piuttosto approfondita e interessante. Le considerazioni iniziali lasciano un po' a desiderare, ma quelle finali fanno fare un salto di qualità verso l'alto decisamente considerevole.
Il libro dovrebbe essere letto da tutti coloro che, come me, amano la cultura giapponese, anche solo per un atto di oggettività verso se stessi e verso il Giappone.
Come tutti i libri di questo tipo, oltre alle dovute critiche e accuse verso le nazioni che si sono macchiate di atti vergognosi come questo, ribadiscono e confermano il mio personale rifiuto, schifo e odio verso i militari e militarismi (TUTTI), i nazionalismi (TUTTI), i razzisti (TUTTI) e tutti coloro che accampano squallide e patetiche idee di superiorità di qualsiasi genere verso chiunque altro.
Inoltre il libro tiene aperto gli altri squallidi capitoli della propaganda (quali balle non si raccontano pur di sostenere pietose e insostenibili teorie), delle convenienze economiche e politiche sia in tempo di guerra sia in tempo di pace, e delle cecità verso fatti che vengono percepiti come lontani e non di diretto interesse.
Come giustamente dice l'autrice, l'uomo è una creatura ben strana in questi casi: masse numerose restano inspiegabilmente ferme e si fanno passivamente fare qualsiasi cosa da pochi individui che urlano più degli altri e con più "convinzione"; così come ci si limita ad allargare le braccia o voltarsi dall'altra parte o al massimo esprimere parole di "commossa vicinanza" che non costano nulla quando certi fatti sono visti come lontani via TV o Internet o perché semplicemente raccontati anche se da testimoni oculari.
Daniela ADaniela A wrote a review
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LallaLalla wrote a review
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The Rape of Nanking 1997
1997 Iris Chang. Corbaccio editore, II° edizione marzo 2000, "Collana storica". Traduzione di Sergio Altieri.

Nel Luglio 1937 le truppe cinesi invasero, con un colpo di stato, Pechino e qualche settimana dopo Shanghai, proseguendo l' avanzata sullo Yangtse. I cinesi, sia quelli nazionalisti, sia i comunisti, lottarono strenuamente per impedire l' avanzata giapponese. Non ci riuscirono. La Società delle Nazioni e gli Stati Uniti condannarono i giapponesi ma le loro proteste non ebbero seguito. Quando i giapponesi arrivarono a Nanchino , che era allora la capitale, la "punirono", uccidendo i civili a fil di spada, come in un sanguinoso assedio medioevale. Qualche anno dopo il Tribunale Militare Internazionale calcolò che i civili massacrati a Nanchino, dal ' 37 al '38 furono circa 260.0000. Altri calcoli portarono i morti a 350.000 e le donne stuprate a 80.000. L' autrice di questo libro è giunta alla conclusione che nessuna altra città, nel corso della seconda guerra mondiale ebbe, in proporzione,un così elevato numero di vittime, nemmeno Nagasaki, Hiroshima, Dresda. Iris Chang è una giovane scrittrice americana, i cui genitori fuggirono in America. Ascoltando le storie della famiglia e della numerosa comunità cinese americana decise di ricostruire e raccontare "lo stupro di Nanchino". Quello che viene fuori da questo resoconto è un orrore . Ci furono anche manifestazioni di pietà e solidarietà umana tra i rappresentati della colonia europea, che tentarono di salvare i cinesi, imbarcandoli su navi e barconi. Viene raccontata la storia di un uomo d'affari tedesco e nazionalsocialista che salvò decine di migliaia di cinesi organizzando la fuga nella zona delle ambasciate. Venne chiamato il << Budda di Nanchino >>. Questo è un' altro eccidio della storia del Novecento che per decenni rimase dimenticato. Di fatto i giapponesi tentarono di cancellare le loro responsabilità in tutti i modi, strappando alle vittime il loro posto nella storia.Iris Chang ha riparato a questa ignominia, con il suo libro, ben scritto e ben documentato. Qualche anno dopo si uccise. Libro angosciante ma indispensabile. Tre stelle ma possono essere quattro o nessuna. Per certi libri si fa fatica a mettere stelline, palline, o altro.