Longbourn House
by Jo Baker
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Pranzi da mettere in tavola, grandi pulizie, vestiti da rammendare, pavimenti da spazzare, signorine da preparare per il ballo, lettere da consegnare e montagne di patate da pelare… le incombenze di un domestico, nel mondo di Jane Austen, sono numerose, pesanti e da svolgere con la massima discrezione. Ma, sebbene facciano di tutto per sembrare invisibili, le cameriere e i maggiordomi di casa Bennet conducono vite tutt'altro che trascurabili, tra amori che sbocciano, segreti a lungo custoditi, dolorosi compromessi e incontri inaspettati. In questo romanzo Jo Baker spalanca le porte di Longbourn per raccontarci le storie della servitù. A farci da guida, tra personaggi familiari e insospettabili retroscena, sarà la schietta e giudiziosa Sarah, cameriera diciottenne cresciuta in casa Bennet dopo un'infanzia passata all'orfanotrofio. A fianco di Mrs Hill, la governante, e degli altri dipendenti della casa, da Mr Hill, maggiordomo di Mr Bennet, alla servetta Polly, di buon cuore ma un po' dura di comprendonio, Sarah si barcamena senza troppi scossoni, tra le innumerevoli faccende da sbrigare. Al contrario delle cinque signorine Bennet, Sarah non si è mai concessa il lusso di sognare… almeno fino all'arrivo di James Smith, giovanotto taciturno e misterioso che prenderà servizio come valletto e stalliere, portando lo scompiglio nella proprietà e nei cuori dei suoi occupanti.

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eddy64eddy64 wrote a review
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“Lei era solamente una delle molte ombre che andavano e venivano ai margini della luce”

Un romanzo parallelo al celeberrimo “orgoglio e pregiudizio” di Jane Austin, che narra le vicende della servitù di Longbourn House, senza interferire con la ben più nota trama. Così rimangono sullo sfondo i maneggi dei Bennet per maritare qualcuna delle cinque figlie, i patemi sentimentali di Jane ed Elisabeth, la delusione di Mary, la scandalosa fuga di Lydia, le crisi e gli sproloqui della madre, la distanza del padre, i tira e molla con i vari Darcy, Bingley, Wickam, Collins, tra un ballo, un viaggio e un ricevimento. Qui i protagonisti sono la governante Mrs Hill e il marito, la serva Sarah, la sguattera Polly, il valletto James, una famiglia di fatto che si è formata negli anni, con i suoi principi morali e le sue rigide regole, persone che mentre lavorano, cucinano, servono, accorrono al richiamo della campanella, hanno speranze, sentimenti, segreti propri. Il lavoro è duro, basti pensare al lavaggio dei panni descritto del primo capitolo con geloni alle mani e secchi da portare e schiene piegate per ripulire i bei vestiti che le figlie portano ad ogni occasione per non parlare della biancheria. Si vive per i padroni, legati alla loro fortuna, nella loro casa, da cui è difficile allontanarsi (Londra è a venti chilometri ma sembra in capo al mondo) se non per accompagnarli in viaggio, si condividono gioie e dolori, ma alla dovuta distanza. Sarah, che assiste nella toletta e nella vestizione le figlie e ne ammira lo splendore della giovinezza, lei, con gli abiti di seconda mano e gli stivaletti scalcagnati, si sente come “una delle molte ombre che andavano e venivano ai margini della luce”.

La trama prevede una storia d’amore tra Sarah e James, un po' sconclusionata - prima sembrano non sopportarsi, poi la passione, ma il passato misterioso di lui lo costringe a fuggire senza dare notizie – che si intreccia con il segreto che Mrs Hill si porta dentro da anni. Beh, siamo sul dramma sentimentale, con qualche ovvio cliché, ma anche le vicende “parallele” delle figlie dei Bennet a sbirciare la trama di Orgoglio e Pregiudizio (romanzo che non ho mai letto) non sono da meno.

Joe Baker riesce a scrivere una storia autonoma rispetto all’originale, che si può leggere senza conoscere, come me, Orgoglio e Pregiudizio. Insiste molto, a volte troppo, con descrizioni puntuali delle attività quotidiane della servitù, destinata a restare nell’ombra a svolgere una mole di lavoro imprescindibile per consentire la luminosa vita dei padroni… I personaggi sono comunque ben caratterizzati, credibili per l’epoca in cui è ambientato (inizio 800, durante le guerre napoleoniche)… la trama scorre senza troppi rallentamenti… Insomma una lettura piacevole, non troppo impegnativa, per qualche ora di svago… tre stelle e mezzo

MedialunaMedialuna wrote a review
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Si lascia leggere, ma se ne può fare a meno.
Avevo grandi aspettative nei confronti di questo libro, perché l'idea di fondo mi era sembrata assai intrigante: raccontare Orgoglio e Pregiudizio con gli occhi della servitù.
In generale non amo gli spin off, ma di tanti che sono nati negli anni intorno a Orgoglio e pregiudizio (in genere stravolgendolo o inventando finali alternativi più o meno strampalati), questo mi era parso particolarmente interessante perché intende capovolgere il punto di vista sulla vita nel periodo regence senza toccare la storia originale.
In effetti questa parte è resa benissimo nel romanzo, che in certi punti risulta fin troppo crudo (ma assolutamente veritiero) nel raccontare le incombenze quotidiane della servitù, come svuotare i pitali o smacchiare le sottogonne dal fango o le pezze dal sangue mestruale o fare il sapone col grasso del maiale appena ucciso. Alcuni fatti raccontati sono veramente crudi e tristi, ma del tutto storicamente plausibili, possibili e financo probabili. Bambini indesiderati abbandonati, piccoi orfani presi nelle famiglie a lavorare, soldati frustati, domestici umiliati ... fatti normali nella società del primo ottocento.
Su questa parte dunque niente da criticare, anzi è scritta molto bene.
MI è piaciuto anche il continuo riferimento al romanzo principale, con riportato all'inizio di ogni capitolo una frase tratta dall'originale che fa capire la datazione dei fatti e il loro parallelismo.
Altra cosa resa molto bene è la stretta relazione fra la famiglia benestante e la propria servitù, che condivide le gioie e i dolori familiari (con più o meno partecipazione a seconda degli impatti che ne subisce) perchè comunque la casa era una piccola comunità, con ruoli ben delineati dal punto di vista sociale ma molto più sfumati sul piano personale (la governante ad esempio ha visto nascere e accudito le cinque bambine quando erano piccole ed è molto affezionata sia a loro che alla loro insopportabile madre che coccola come una bambina).
Le cose che non mi sono piaciute e che mi hanno fatto dare un voto soltanto medio al romanzo sono sostanzialmente due:
la storia è particolarmente banalotta: due che all'inizio non si piacciono si innamorano, vengono separati dal destino crudele ma poi si ritrovano e vivono felici e contenti (che è sostanzialmente la stessa storia di Elizabeth e Darcy, magari fare un piccolo sforzo di immaginazione in più per uscire dall'archetipo?)
Questo rende il libro banale, si aspetta fino in fondo il colpo di scena che invece non arriva mai.
Ma il peggio secondo me è che i personaggi presi in prestito dal vero Orgoglio e pregiudizio sono caratterizzati malissimo, al punto da essere quasi irriconoscibili. Capisco il voler portare in primo piano chi nel romanzo sta sempre sullo sfondo e viceversa, quindi non approfondire troppo la trama conosciuta e non parlare molto dei padroni, ma i caratteri dei personaggi non vengono rispettati o almeno non proposti con la stessa forza dell'originale.
Mrs Bennet in Orgoglo e Pregiudizio è insopportabile, qui non nomina i suoi poveri nervi nemmeno una volta. Lydia leziosa e stupidina qui è quasi simpatica. Ma soprattutto Lizzie non avrebbe mai dimenticato qualcosa di importante per la giovane cemeriera e non l'avrebbe mai lasciata andare senza saperne i motivi e trattandola quasi con freddezza. No, non ci siamo: si annusa la storia di Orgoglio e progiudizio senza il calore umano dei protagonisti perciò alla fine si percepisce un senso di vuoto e delusione che immagino non fosse voluto dall'autrice. Peccato.
anita61anita61 wrote a review
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LuthienLuthien wrote a review
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Spoiler Alert
Noioso, nient'altro da dire. Espedienti narrativi a mio avviso ridicoli. Quando metti in mezzo figli illegittimi, amorazzi da stalla e pedofilia tutto in un romanzo almeno dovresti sapere che davvero non può funzionare.
Non sono nemmeno riuscita a finirlo.