Loro
by Roberto Cotroneo
(*)(*)(*)(*)( )(66)
Può il memoriale di una giovane donna sconvolgere a tal punto, da turbare persino coloro che si avventurano abitualmente nei recessi più oscuri della mente? È quanto accade in queste pagine, nelle quali Margherita B. narra dei fatti accaduti nel 2018, quando prende servizio, stando alle sue parole, come istitutrice presso una famiglia aristocratica, gli Ordelaffi, in una magnifica villa progettata da un celebre architetto alle porte di Roma: la casa di vetro. Il compito che le viene affidato è prendersi cura delle gemelline Lucrezia e Lavinia. Nella casa di vetro, tutto sembra meraviglioso quell'estate. Ogni cosa è scelta con gusto, con garbo, con dedizione. Le gemelle, identiche, sono una meraviglia di educazione e di talento. Lucrezia ama il pianoforte, Lavinia l'equitazione. Ma pochi giorni dopo l'arrivo di Margherita cominciano a rivelarsi presenze terrificanti. Sono loro, dicono le bambine, gli antichi ospiti della casa, tornati per riportare in luce l'orrore. "Loro" rivisita le ossessioni che da anni segnano la narrativa di Roberto Cotroneo: il tema della verità e dell'ambiguità, del bene e del male, della violenza, del sacro e della felicità, quando brucia fino a farsi cenere. Le sue pagine, oscure e strazianti, si muovono per territori sinistri, e indagano soprattutto quella terra di nessuno che è la nostra mente. Un romanzo che, nel suo finale del tutto imprevedibile, è un omaggio alla grande letteratura e, nello stesso tempo, un racconto nitido che si muove dentro uno scenario torbido e sa guardare oltre l'ignoto. Alla fine, a prevalere saranno il fallimento di ogni ragione e il trionfo di un mondo che non è di questo mondo. Perché, come ha scritto Nietzsche: «quando scruterai in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te».

All Reviews

9
CriStingCriSting wrote a review
235
(*)(*)(*)(*)( )
Margherita B. si occupò delle gemelle Lavinia e Lucrezia Ordelaffi dalla fine di luglio alla metà di agosto del 2018. La stesura del diario ha richiesto poco meno di dieci giorni. La calligrafia, nitida e leggibile, non tradisce incertezze e questo mi sorprende perché nessuno, nella sua condizione, avrebbe potuto mantenere una tale lucidità.
In una lettera che accompagnava il testo, Margherita mi assicurava di non aver raccontato questa storia a nessuno, mi chiedeva di tenerla riservata, mi lasciava, però, la facoltà di sottoporre queste pagine a persone in grado di spiegare i fenomeni che accaddero in quelle settimane.
Le tre persone che hanno letto questo manoscritto sono state poi incapaci di aggiungere una sola parola e non sono mai tornate sull’argomento. Lascio alla sua competenza il beneficio del dubbio, ma so che è difficile accettare quello che viene raccontato.
Ho corretto poche frasi: qualche data errata, qualche riferimento inesatto. Nient’altro. Glielo affido con la speranza che la sua saggezza possa rischiarare le tenebre di questo orrore.
Ecco, a me già l'incipit mia ha fatto venire i brividi e per tutta la lettura ho avuto la certezza, sgradevole, che qualcosa di brutto ma tanto brutto, sarebbe successo. Dal momento in cui Margherita arriva in questa villa di vetro in mezzo al nulla, al momento in cui conosce Alessandra il marito Umberto e le due gemelle Lavinia e Lucrezia e fino a che non decide di avventurarsi nel parco, fila tutto liscio, a parte le sue sensazioni che potrebbero sembrare anche esagerate, non c'è nulla che non vada in quella famiglia ma durante la narrazione lei anticipa sempre di qualche pagina quello che accadrà, una prolessi costante che in un crescendo di tensione porta ad finale che, credetemi, è perfetto, P E R F E T T O e inimmaginabile. In una sorta di diario Margherita racconta con sorprendente lucidità quanto accaduto in quei giorni, nel racconto rivive le paura e insinua nel lettore castelli di dubbi che un attimo dopo spazza via per sostituirli con altri dubbi e altre paure e noi siamo li a guardarci intorno a confondere realtà e fantasia, perché l'altro colpo di genio in questo romanzo è che alla fine, per come è strutturato è questo che ci si chiede, è vero? è tutto vero??? a voi la scoperta buona lettura e occhio allo sguardo della bimba in copertina che da la giusta misura di quanto sia inquietante questo romanzo, il mio primo Cotroneo e ora mi tocca leggerli tutti.

Ci sono momenti della vita in cui si cresce e si invecchia in poco tempo. Accade nel dolore, certo, accade anche nello smarrimento, nel fatto che prima il mondo ha la terra e il cielo e poi il mondo ha l’inferno, la terra e il cielo.

PiperitapittaPiperitapitta wrote a review
311
(*)(*)(*)(*)( )
Afterward

Cotroneo prende Giro di vite, lo scompone, lo decostruisce e lo riscrive. Anzi, scrive un'altra storia, ambientata ai nostri giorni in una irriconoscibile luminosa, calda e inquietante Roma estiva (una non Roma fuori dal perimetro del centro storico e anche dal Raccordo, immersa e celata dal verde): ci sono Miles e Flora, certo, ma non sono loro le due gemelle della storia, e i fantasmi, certo: in fondo è solo una storia di fantasmi, che appaiono non solo con il favore delle tenebre, ma anche alla luce del sole e nella propria mente.


Iniziato ieri pomeriggio e finito stanotte: e chi poteva andare a dormire senza sapere… ma chi poteva dormire anche sapendo!

Wow, che storia, e che scrittura sempre colta e coinvolgente quella di Cotroneo: per me Niente di personale è sempre un gradino sopra a tutto quello che ho letto di suo, ma per chi ama le storie di fantasmi (Henry James, certo, evocato e omaggiato, ma anche quelli alla luce del sole di Edith Wharton - Afterward: Dopo ) in tutte le loro accezioni (vorrei citare, ma non cito per non spoilerare), questo è destinato a diventare un imprescindibile.


La villa in cui è ambientata la storia potrebbe essere ispirata a Villa dell'Ava, progettata a Ovest di Parigi dall'architetto danese Rem Koolhaas.

Giordano BrunoGiordano Bruno wrote a review
24
(*)(*)(*)(*)( )
Rumble_FishRumble_Fish wrote a review
03
(*)(*)( )( )( )
YupaYupa wrote a review
15
(*)(*)( )( )( )
Gingolph65Gingolph65 wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )