Los desposeídos
by Ursula K. Le Guin
(*)(*)(*)(*)(*)(961)
Shevek, un físico brillante, originario de Antares, un planeta aislado y “anarquista”, decide emprender un insólito viaje al planeta madre Urras, en el que impera un extraño sistema llamado el “propietariado”. Shevek cree por encima de todo que los muros del odio, la desconfianza y las ideologías, que separan su planeta del resto del universo civilizado, deben ser derribados. En este contexto la autora explora algunos de los problemas de nuestro tiempo: la posición de la mujer en la estructura social, la complejidad de las relaciones humanas, los méritos y las promesas de las ideologías, las perspectivas del idealismo político en el mundo actual.

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Cane FantasmaCane Fantasma added a quotation
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Takver si destò all'alba. Si appoggiò sul gomito e guardò al di là di Shevek al rettangolo grigio della finestra, e poi a lui. Egli era sdraiato sulla schiena, e respirava così tranquillamente che il suo petto non pareva neppure muoversi; il suo volto era un po' tirato all'indietro, e appariva remoto e austero nella luce sottile. Siamo venuti, pensò Takver, da una grande distanza, l'uno incontro all'altro. Abbiamo sempre fatto così. Superando grandi distanze, superando gli anni, superando abissi di fortuna. Ed è perché egli viene da tanto lontano, è per questo che niente ci può separare. Niente, nessuna distanza, nessun intervallo di tempo può essere più grande della distanza che c'è già tra noi, la distanza del nostro sesso, la differenza del nostro essere, della nostra mente; lo iato, l'abisso che scavalchiamo con un'occhiata, con un tocco, con una parola, la cosa più facile al mondo. Guarda quanto è lontano, quando è addormentato. Ma ritorna, ritorna, ritorna...
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Takver si destò all'alba. Si appoggiò sul gomito e guardò al di là di Shevek al rettangolo grigio della finestra, e poi a lui. Egli era sdraiato sulla schiena, e respirava così tranquillamente che il suo petto non pareva neppure muoversi; il suo volto era un po' tirato all'indietro, e appariva remoto More
Chase Insteadman MountbattenChase Insteadman Mountbatten added a quotation
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"Un bambino libero dalla colpa della proprietà e dal fardello della competizione economica crescerà con il desiderio di fare ciò che deve essere fatto e la capacità di provare gioia nel farlo."
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"Un bambino libero dalla colpa della proprietà e dal fardello della competizione economica crescerà con il desiderio di fare ciò che deve essere fatto e la capacità di provare gioia nel farlo."
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事物會變化,變化,你不可能真正擁有什麼……你最不可能擁有的就是現在,除非你接受現在的同時,也接受過去和未來。不只現在,還有未來。不只未來,還有過去,因為它們才是真實的,只有它們才能讓現在變得真實。
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事物會變化,變化,你不可能真正擁有什麼……你最不可能擁有的就是現在,除非你接受現在的同時,也接受過去和未來。不只現在,還有未來。不只未來,還有過去,因為它們才是真實的,只有它們才能讓現在變得真實。
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在人生的旅途上,愛只是許多路中其中的一條,它有可能是錯誤的一條,然後會消失。
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在人生的旅途上,愛只是許多路中其中的一條,它有可能是錯誤的一條,然後會消失。
Giovanni StimoloGiovanni Stimolo added a quotation
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«Va bene. Sono d'accordo sul fatto che sia saggio, probabilmente, avere paura di Urras. Ma perché odiare? L'odio non è funzionale; perché ce lo insegnano? O forse la spiegazione è che se sapessimo com'è in realtà Urras, ci piacerebbe... qualche suo aspetto... a una parte di noi? Che la cosa che il CDP intende evitare non sia, semplicemente, che alcuni di loro vengano qui, ma che alcuni di noi desiderino andare lassù?»
«Andare su Urrass?» disse Shevek, stupito.
Discutevano perchè amavano le discussioni, amavano la rapida corsa della mente libera lungo i sentieri delle possibilità, amavano mettere in dubbio ciò che non veniva mai messo in dubbio.

Ursula K. Le Guin "I reietti dell'altro pianeta", 1974.
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«Va bene. Sono d'accordo sul fatto che sia saggio, probabilmente, avere paura di Urras. Ma perché odiare? L'odio non è funzionale; perché ce lo insegnano? O forse la spiegazione è che se sapessimo com'è in realtà Urras, ci piacerebbe... qualche suo aspetto... a una parte di noi? Che la cosa che il More
Giovanni StimoloGiovanni Stimolo added a quotation
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La Luna era già alta al di sopra dell'Istituto Regionale Settentrionale per le Scienze Nobili e Materiali. Quattro ragazzi di quindici e sedici anni, seduti sulla cima di una collinetta, in mezzo a macchie contorte di holum cespugliosi, guardavano in basso verso l'Istituto Regionale, e in alto verso la Luna.
«Strano» disse Tirin. «Non ho mai pensato...»
Commenti degli altri tre sulla verità di queste parole.
«Non ho mai pensato» riprese Tirin, senza scomporsi, «al fatto che forse ci sono delle persone sedute su una collinetta, lassù, su Urras, che guardano verso Anarres, verso di noi, e dicono: "Guarda, c'è la Luna". La nostra terra è la loro Luna; la nostra Luna è la loro terra».
«Dove starà, dunque, la Verità?» declamò Bedap.
«Nella collina dove ciascuno ha la ventura di sedere» disse Tirin.
Continuarono tutti a fissare il turchese brillante, velato, sospeso su di loro: non era perfettamente rotondo, il giorno aveva passato la pienezza.

Ursula K. Le Guin "I reietti dell'altro pianeta", 1974.
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La Luna era già alta al di sopra dell'Istituto Regionale Settentrionale per le Scienze Nobili e Materiali. Quattro ragazzi di quindici e sedici anni, seduti sulla cima di una collinetta, in mezzo a macchie contorte di holum cespugliosi, guardavano in basso verso l'Istituto Regionale, e in alto verso More
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C'era un muro. Non pareva importante. Era fatto di ciottoli uniti senza pretese, con un po' di malta. Gli adulti potevano guardare senza sforzo al di là del muro, e anche i bambini non avevano difficoltà a scavalcarlo. Dove incontrava la strada, invece di avere un cancello degenerava in una pura geometria, una linea, un'idea di confine. Ma l'idea era reale. E importante. Da sette generazioni non c'era nulla di più importante, al mondo, di quel muro.
Come ogni altro muro, anch'esso era ambiguo, bifronte. Quel che stava al suo interno e quel che stava al suo esterno dipendevano dal lato da cui lo si osservava.

Ursula K. Le Guin, "I reietti dell'altro pianeta", 1974.
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C'era un muro. Non pareva importante. Era fatto di ciottoli uniti senza pretese, con un po' di malta. Gli adulti potevano guardare senza sforzo al di là del muro, e anche i bambini non avevano difficoltà a scavalcarlo. Dove incontrava la strada, invece di avere un cancello degenerava in una pura geometria, More
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- Riposerò su Anarres questa notte - egli pensò. - Riposerò accanto a Takver. Mi piacerebbe aver portato la fotografia, la piccola pecora, per darla a Pillun.
Ma non aveva portato nulla. Le sua mani erano vuote, come sempre.
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- Riposerò su Anarres questa notte - egli pensò. - Riposerò accanto a Takver. Mi piacerebbe aver portato la fotografia, la piccola pecora, per darla a Pillun.
Ma non aveva portato nulla. Le sua mani erano vuote, come sempre.
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Molto tardi, la successiva notte della nave, Shevek era nel giardino del Davenant. Le luci erano spente, ed era illuminato soltanto dalla luce delle stelle. L'aria era fredda. Un fiore che sbocciava di notte, proveniente da qualche mondo inimmaginabile, si era aperto fra le foglie scure e diffondeva il proprio profumo con paziente e vana dolcezza per attirare qualche inimmaginabile falena, a trilioni di chilometri di distanza, nel giardino di un mondo che ruotava intorno a un'altra stella. Le luci solari sono diverse, ma c'è soltanto una oscurità.
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Molto tardi, la successiva notte della nave, Shevek era nel giardino del Davenant. Le luci erano spente, ed era illuminato soltanto dalla luce delle stelle. L'aria era fredda. Un fiore che sbocciava di notte, proveniente da qualche mondo inimmaginabile, si era aperto fra le foglie scure e diffondeva More
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"La Rivoluzione è nello spirito individuale, oppure non è da nessuna parte. E' per tutto, oppure non è niente. Se la si vede come qualcosa che abbia un fine preciso, una fine precisa, non avrà mai veramente inizio."
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"La Rivoluzione è nello spirito individuale, oppure non è da nessuna parte. E' per tutto, oppure non è niente. Se la si vede come qualcosa che abbia un fine preciso, una fine precisa, non avrà mai veramente inizio."