Madrigale senza suono
by Andrea Tarabbia
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Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico. Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno ip... More

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Madrigale senza suono delinea la relazione sul piano artistico tra Carlo Gesualdo, principe di Venosa, e Igor Stravinskij, due musicisti, distanti per i secoli che li dividono ma non per il gusto della ricerca e della sperimentazione.
Le loro voci e i loro pensieri si intrecciano e si inseguono, durante la narrazione, proprio come succede in un madrigale, e le parole, mute sulla pagina, acquisiscono un suono, solo interiore, durante la lettura.
A sostanziare, giustificare la relazione tra i due musicisti c’è l’intenzione di Stravinskij di “edificare” un Monumentum pro Gesualdo, riscrivendo in chiave strumentale tre madrigali composti dal principe di Venosa, ovvero "Asciugate i begli occhi" , "Ma tu cagion di quella atroce pena" ," Beltà poi che t'assenti ". La stesura della partitura si accompagnerà, nel romanzo, alla lettura di un misterioso manoscritto, opera di un essere deforme al servizio di Gesualdo; il testo, ritrovato, in una singolare circostanza, in una libreria antiquaria, si presenterà, pur nella incerta attendibilità, come il mezzo per rendere possibile a Stravinskij la conoscenza, da una particolare prospettiva, del principe, delle ossessioni e dei desideri che lo definiscono e ne determinano il destino, dell’idea che ha della funzione della musica e delle sue potenzialità espressive.
Stravinskij interviene nel romanzo commentando i momenti del manoscritto che più lo suggestionano e che riguardano non solo la ricerca compositiva di Carlo Gesualdo ma anche la drammatica esperienza privata del principe di Venosa, e dunque l' omicidio della prima moglie e dell’amante di questa.
Più voci, più punti di vista, più lettori, visto che oltre a Stravinskij che nel romanzo commenta la storia che sta leggendo, c’è, naturalmente, il lettore del romanzo di Tarabbia. Un intersecarsi di sguardi e di sensibilità, uno spartito a più voci destinato a produrre effetti ogni volta diversi in relazione all’unica variabile, quella del lettore di tutte le voci di una narrazione in forma di madrigale.


ilcavallodibrunilde.blogspot.com/2020/01/madrigale-senza-suono.html
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Madrigale senza suono delinea la relazione sul piano artistico tra Carlo Gesualdo, principe di Venosa, e Igor Stravinskij, due musicisti, distanti per i secoli che li dividono ma non per il gusto della ricerca e della sperimentazione.
Le loro voci e i loro pensieri si intrecciano e si inseguono, durante la narrazione, proprio come succede in un madrigale, e le parole, mute sulla pagina, acquisiscono un suono, solo interiore, durante la lettura.
A sostanziare, giustificare la relazione tra i due musicisti c’è l’intenzione di Stravinskij di “edificare” un Monumentum pro Gesualdo, riscrivendo in chiave strumentale tre madrigali composti dal principe di Venosa, ovvero "Asciugate i begli occhi" , "Ma tu cagion di quella atroce pena" ," Beltà poi che t'assenti ". La stesura della partitura si accompagnerà, nel romanzo, alla lettura di un misterioso manoscritto, opera di un essere deforme al servizio di Gesualdo; il testo, ritrovato, in una singolare circostanza, in una libreria antiquaria, si presenterà, pur nella incerta attendibilità, come il mezzo per rendere possibile a Stravinskij la conoscenza, da una particolare prospettiva, del principe, delle ossessioni e dei desideri che lo definiscono e ne determinano il destino, dell’idea che ha della funzione della musica e delle sue potenzialità espressive.
Stravinskij interviene nel romanzo commentando i momenti del manoscritto che più lo suggestionano e che riguardano non solo la ricerca compositiva di Carlo Gesualdo ma anche la drammatica esperienza privata del principe di Venosa, e dunque l' omicidio della prima moglie e dell’amante di questa.
Più voci, più punti di vista, più lettori, visto che oltre a Stravinskij che nel romanzo commenta la storia che sta leggendo, c’è, naturalmente, il lettore del romanzo di Tarabbia. Un intersecarsi di sguardi e di sensibilità, uno spartito a più voci destinato a produrre effetti ogni volta diversi in relazione all’unica variabile, quella del lettore di tutte le voci di una narrazione in forma di madrigale.


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