Madrigale senza suono
by Andrea Tarabbia
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Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico. Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno ip... More

Gauss74's Review

Gauss74Gauss74 wrote a review
04
(*)(*)(*)(*)( )
Ci deve senza dubbio essere un qualche tipo di relazione tra i miei gusti di lettore e gli orientamenti del premio Campiello: fino ad ora mi sono sempre piaciuti più o meno tutti, al di là del fatto che le cinquine mi paiono sempre piuttosto interessanti.

Lo conferma questo "Madrigale senza suono" di Andrea Tarabbia. Un romanzo storico-gotico-musicale che ai tempi del passaggio della sensibilità artistica dal rinascimento al barocco ci racconta la storia di Gesualdo da Venosa; celebre madrigalista ma anche feudatario dell' Irpinia cupo ed arcigno, il cui chiuso castello è spunto per una storia dai caratteri neogotici, noir, direi quasi horror.

La storia va letta dunque su tre piani: quello artistico musicale restituito dal dialogo a distanza di spazio e tempo tra Gesualdo ed il celebre compositore novecentesco Igor Stravinskij su che cosa sia la sèperimentazione nella musica; quello storico politico reso dalla vita pubblica e privata di Gesualdo nell' italia che si avviava a cadere sotto il predominio spagnolo; infine quello dark Gothic (il migliore di tutti) con la storia di un efferato delitto raccontata da quell' indimenticabile homunculus, quasi un goblin infernale, che risponde al nome di Gioachino Ardytti.

Gioachino è uno dei migliori peronaggi che abbia incontrato nelle mie letture di quest'anno, e non a caso credo che "Madrigale senza suono" possa essere goduto come romanzo gotico molto di più che come romanzo storico: sia della vita politica dell' Italia di quegli anni che delle considerazioni musicali di igor Stravinskij arriva poco, anche se devo ammettere che le pagine sull'innovazione della musica novecentesca mi hanno incuriosito. dovrei (ma non ho tempo) ascoltare un madrigale o una composizione dodecafonica di Schonberg per vedere che effetto mi fanno, forse ne varrebbe la pena.

Molto tempo ho passato invece a pensare a quale potesse essere la natura di Gioachino Ardytti, che sapientemente Andrea Tarabbia lascia aperta. Un'invenzione del suo padrone Gesualdo? Magari la personificazione delle perversioni di una mente ottenebrata, quasi uno sdoppiamento di personalità? Uno spirito infernale, che si riesce sempre ad insinuare dove non dovrebbe e che solo una strega cieca riesce a vedere, magari evocata da un barbaro omicidio e da una bestiale schiavitù? Magari un demonio incaricato di portare maledizione e rovina nel paese di Gesualdo, riuscendoci benissimo? Un servitore deforme e distorto anche spiritualmente, che prende la penna per raccontare la storia del suo terribile padrone? Anche se i riferimenti si sprecano, da Frankenstein a Manzoni al Malleus Maleficarum (ma anche Hodgson e Lovecraft), è difficile avere le idee chiare, ma credo che un questo caso sia un plus della storia.

Tanti anni fa avevo incontrato Andrea Tarabbia come Blogger, e come in molti che affrontavano la blogosfera tutto mi sembrava molto fumettistico. Anche se in "Madrigale senza suono" manca la sonorità che un romanzo di questo tipo dovrebbe avere, quì quella dimensione a tinte forti tipica del fumetto si traduce in un bel dark gothic con curiosità e sconfinamenti nello storico e nella musica. Se basti per vincere un premio letterario non saprei, ma il bilancio è comunque positivo.

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Ci deve senza dubbio essere un qualche tipo di relazione tra i miei gusti di lettore e gli orientamenti del premio Campiello: fino ad ora mi sono sempre piaciuti più o meno tutti, al di là del fatto che le cinquine mi paiono sempre piuttosto interessanti.

Lo conferma questo "Madrigale senza suono" di Andrea Tarabbia. Un romanzo storico-gotico-musicale che ai tempi del passaggio della sensibilità artistica dal rinascimento al barocco ci racconta la storia di Gesualdo da Venosa; celebre madrigalista ma anche feudatario dell' Irpinia cupo ed arcigno, il cui chiuso castello è spunto per una storia dai caratteri neogotici, noir, direi quasi horror.

La storia va letta dunque su tre piani: quello artistico musicale restituito dal dialogo a distanza di spazio e tempo tra Gesualdo ed il celebre compositore novecentesco Igor Stravinskij su che cosa sia la sèperimentazione nella musica; quello storico politico reso dalla vita pubblica e privata di Gesualdo nell' italia che si avviava a cadere sotto il predominio spagnolo; infine quello dark Gothic (il migliore di tutti) con la storia di un efferato delitto raccontata da quell' indimenticabile homunculus, quasi un goblin infernale, che risponde al nome di Gioachino Ardytti.

Gioachino è uno dei migliori peronaggi che abbia incontrato nelle mie letture di quest'anno, e non a caso credo che "Madrigale senza suono" possa essere goduto come romanzo gotico molto di più che come romanzo storico: sia della vita politica dell' Italia di quegli anni che delle considerazioni musicali di igor Stravinskij arriva poco, anche se devo ammettere che le pagine sull'innovazione della musica novecentesca mi hanno incuriosito. dovrei (ma non ho tempo) ascoltare un madrigale o una composizione dodecafonica di Schonberg per vedere che effetto mi fanno, forse ne varrebbe la pena.

Molto tempo ho passato invece a pensare a quale potesse essere la natura di Gioachino Ardytti, che sapientemente Andrea Tarabbia lascia aperta. Un'invenzione del suo padrone Gesualdo? Magari la personificazione delle perversioni di una mente ottenebrata, quasi uno sdoppiamento di personalità? Uno spirito infernale, che si riesce sempre ad insinuare dove non dovrebbe e che solo una strega cieca riesce a vedere, magari evocata da un barbaro omicidio e da una bestiale schiavitù? Magari un demonio incaricato di portare maledizione e rovina nel paese di Gesualdo, riuscendoci benissimo? Un servitore deforme e distorto anche spiritualmente, che prende la penna per raccontare la storia del suo terribile padrone? Anche se i riferimenti si sprecano, da Frankenstein a Manzoni al Malleus Maleficarum (ma anche Hodgson e Lovecraft), è difficile avere le idee chiare, ma credo che un questo caso sia un plus della storia.

Tanti anni fa avevo incontrato Andrea Tarabbia come Blogger, e come in molti che affrontavano la blogosfera tutto mi sembrava molto fumettistico. Anche se in "Madrigale senza suono" manca la sonorità che un romanzo di questo tipo dovrebbe avere, quì quella dimensione a tinte forti tipica del fumetto si traduce in un bel dark gothic con curiosità e sconfinamenti nello storico e nella musica. Se basti per vincere un premio letterario non saprei, ma il bilancio è comunque positivo.