Madrigale senza suono
by Andrea Tarabbia
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Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico.
Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congeg
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zombie49's Review

zombie49zombie49 wrote a review
011
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Delitto d'onore rinascimentale
Igor Stravinskij, musicista russo che vive a Los Angeles, trova in una libreria antiquaria di Napoli una biografia su Carlo Gesualdo da Venosa, principe madrigalista vissuto alla fine del ‘500, un personaggio discusso, autore di musiche dissonanti e disturbanti, difficili da interpretare anche per cantanti di fama mondiale. Il libro è opera di Gioachino Ardytti, servitore di Carlo, ma si nutrono dubbi sull’autenticità. Gesualdo sposa la cugina Maria d’Avalos, di cui è innamorato dall’infanzia, con il benestare della famiglia e la benedizione delle autorità religiose. In breve, però, Maria, una donna di discussa moralità, giovanissima vedova di due mariti morti in circostanze misteriose, tradisce Carlo con Fabrizio Carafa. La storia è sulla bocca di tutti a Napoli, e Carlo deve difendere l’onore proprio e della casata scoprendo i due amanti in flagrante e uccidendoli, con l’aiuto di servi complici, fra cui Gioachino. Sarà il tormento della sua vita, ma anche l’ispirazione per la sua musica. Come sempre Tarabbia propone un racconto a più voci: le lettere che Stravinskij scrisse a un musicologo, con le proprie osservazioni e ipotesi; le considerazioni del servo, un uomo zoppo e deforme che aveva incontrato il principe nel convento dove Gioachino si era rifugiato; le avventure di Carlo Gesualdo. La narrazione da diversi punti di vista, i salti spazio temporali creano confusione, anche quando i fatti sono noti; in questo caso la vicenda, basata su fatti veri romanzati, è poco conosciuta e le osservazioni musicali sono di difficile comprensione per chi, come me, è del tutto digiuno di musica. E’ un romanzo gotico dai toni cupi, a volte anche sgradevoli, con particolari splatter, come la storia del ragazzo lupo tenuto nelle segrete del castello, che vive e si comporta come un animale, e una sessualità distorta e disgustosa da guardoni. I libri di Tarabbia sono disturbanti, i suoi personaggi non suscitano empatia, eppure sono coinvolgenti.
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Delitto d'onore rinascimentale
Igor Stravinskij, musicista russo che vive a Los Angeles, trova in una libreria antiquaria di Napoli una biografia su Carlo Gesualdo da Venosa, principe madrigalista vissuto alla fine del ‘500, un personaggio discusso, autore di musiche dissonanti e disturbanti, difficili da interpretare anche per cantanti di fama mondiale. Il libro è opera di Gioachino Ardytti, servitore di Carlo, ma si nutrono dubbi sull’autenticità. Gesualdo sposa la cugina Maria d’Avalos, di cui è innamorato dall’infanzia, con il benestare della famiglia e la benedizione delle autorità religiose. In breve, però, Maria, una donna di discussa moralità, giovanissima vedova di due mariti morti in circostanze misteriose, tradisce Carlo con Fabrizio Carafa. La storia è sulla bocca di tutti a Napoli, e Carlo deve difendere l’onore proprio e della casata scoprendo i due amanti in flagrante e uccidendoli, con l’aiuto di servi complici, fra cui Gioachino. Sarà il tormento della sua vita, ma anche l’ispirazione per la sua musica. Come sempre Tarabbia propone un racconto a più voci: le lettere che Stravinskij scrisse a un musicologo, con le proprie osservazioni e ipotesi; le considerazioni del servo, un uomo zoppo e deforme che aveva incontrato il principe nel convento dove Gioachino si era rifugiato; le avventure di Carlo Gesualdo. La narrazione da diversi punti di vista, i salti spazio temporali creano confusione, anche quando i fatti sono noti; in questo caso la vicenda, basata su fatti veri romanzati, è poco conosciuta e le osservazioni musicali sono di difficile comprensione per chi, come me, è del tutto digiuno di musica. E’ un romanzo gotico dai toni cupi, a volte anche sgradevoli, con particolari splatter, come la storia del ragazzo lupo tenuto nelle segrete del castello, che vive e si comporta come un animale, e una sessualità distorta e disgustosa da guardoni. I libri di Tarabbia sono disturbanti, i suoi personaggi non suscitano empatia, eppure sono coinvolgenti.