Madrigale senza suono
by Andrea Tarabbia
(*)(*)(*)(*)( )(103)
Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico.
Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congeg
... More

coscinedipollo's Review

coscinedipollocoscinedipollo wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
Barocchissimo (!) e geniale
Questo, più che un romanzo è una suggestione, un crogiolo di rimandi ad altre opere, autori e generi... un libro “maledetto” che ricorda le atmosfere del film “ La nona porta “ (da “Il club Dumas” di Reverte) ma anche il romanzo picaresco (Lazarillo de Tormes); lo stile di Tarabbia è potente e sensuale.
Siamo davanti ad un metaromanzo, un romanzo nel romanzo, che ci porta in un labirinto infinito di autori possibili , il che lo imparenta già col fantastico di Borges e Cortázar. Si tratta della biografia apocrifa del compositore barocco “maledetto” Carlo da Venosa; nella finzione narrativa, la cornice è una lettera che Igor Stravinski invia a uno studioso americano , avvertendolo che gli sta spedendo un manoscritto in cui lui stesso sembra essersi imbattuto “per caso” ma del quale resta impossibile stabilire la paternità, giacché l’autore (che si firma Gioachino Arditty ) pare non essere un personaggio storico, né tantomeno aver prestato servizio presso il grande compositore italiano Carlo da Gesualdo. Quest’ultimo è tristemente famoso per aver ucciso la moglie e l’amante con cui lo tradiva.
Stravinski, secondo narratore, non si limita però a inviare il testo originale, ma lo arricchisce e lo commenta a sua volta, proprio mentre sta lavorando ad un omaggio dedicato al madrigalista campano. È un libro dionisiaco, affascinante come da tempo non ne leggevo. La (vera?) storia di Carlo narrata dal misterioso servitore è percorsa dalla tematica della dannazione e dal diabolus in musica ,che ci riporta alle atmosfere de “Il nome della rosa” ma anche dei vari Don Juan e Mefistofele. Forse il paragone più azzeccato è quello con Il maestro e Margherita di Bulgakov. Insomma siamo davanti a un manoscritto che sembra “essersi scritto da solo”, che riporta però eventi che recenti studi su Gesualdo hanno confermato veri ....ma alla fine, che importa se sia vero o no, se tutta l’arte non è che eterna riscrittura di ciò che è già stato composto o scritto?
coscinedipollocoscinedipollo wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
Barocchissimo (!) e geniale
Questo, più che un romanzo è una suggestione, un crogiolo di rimandi ad altre opere, autori e generi... un libro “maledetto” che ricorda le atmosfere del film “ La nona porta “ (da “Il club Dumas” di Reverte) ma anche il romanzo picaresco (Lazarillo de Tormes); lo stile di Tarabbia è potente e sensuale.
Siamo davanti ad un metaromanzo, un romanzo nel romanzo, che ci porta in un labirinto infinito di autori possibili , il che lo imparenta già col fantastico di Borges e Cortázar. Si tratta della biografia apocrifa del compositore barocco “maledetto” Carlo da Venosa; nella finzione narrativa, la cornice è una lettera che Igor Stravinski invia a uno studioso americano , avvertendolo che gli sta spedendo un manoscritto in cui lui stesso sembra essersi imbattuto “per caso” ma del quale resta impossibile stabilire la paternità, giacché l’autore (che si firma Gioachino Arditty ) pare non essere un personaggio storico, né tantomeno aver prestato servizio presso il grande compositore italiano Carlo da Gesualdo. Quest’ultimo è tristemente famoso per aver ucciso la moglie e l’amante con cui lo tradiva.
Stravinski, secondo narratore, non si limita però a inviare il testo originale, ma lo arricchisce e lo commenta a sua volta, proprio mentre sta lavorando ad un omaggio dedicato al madrigalista campano. È un libro dionisiaco, affascinante come da tempo non ne leggevo. La (vera?) storia di Carlo narrata dal misterioso servitore è percorsa dalla tematica della dannazione e dal diabolus in musica ,che ci riporta alle atmosfere de “Il nome della rosa” ma anche dei vari Don Juan e Mefistofele. Forse il paragone più azzeccato è quello con Il maestro e Margherita di Bulgakov. Insomma siamo davanti a un manoscritto che sembra “essersi scritto da solo”, che riporta però eventi che recenti studi su Gesualdo hanno confermato veri ....ma alla fine, che importa se sia vero o no, se tutta l’arte non è che eterna riscrittura di ciò che è già stato composto o scritto?