Mal di pietre
by Milena Agus
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L'autrice racconta la storia di una nonna (nonna della narratrice), della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori. In quest'ordine, appunto, perché alla nonna tutto capita un po' in ritardo, quando ormai non ci spera più. Il matrimonio sembrava una possibilità sfumata (per via di una sentimentalità troppo accesa che faceva fuggire i pretendenti), quando a Cagliari, nel '43, arriva un uomo che viene ospitato dalla famiglia e si sdebita sposandone la figlia. Ma non è ancora l'amore, quell'amore vagheggiato e sognato da tutti i personaggi di Milena Agus, con tanto sfortunato ardore. Ed ecco che sembra arrivare inaspettato, durante un viaggio in Continente, durante una cura termale per curare il "mal di pietre", i calcoli renali.

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SUN50SUN50 wrote a review
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Coinvolgente nella sua semplicità
1. Periodo e luogo d'ambientazione: dagli anni della II guerra mondiale ai giorni nostri, ambientato quasi totalmente in Sardegna (brevi escursus a Milano e Genova, oltre alla stazione termale nel “continente”)
2. Trama: la nipote racconta la storia dell’ amore extraconiugale di sua nonna con un uomo soprannominato il Reduce, incontrato in un luogo termale dove entrambi curano il “mal di pietre”, ovvero i calcoli renali. I ricordi della relazione clandestina, rievocati a tratti con un misto tra nostalgia e dolcezza, si mescolano con i ricordi della vita familiare, il quotidiano, il rapporto senza amore col marito, le vacanze, i figli.
3. PRO: libro molto breve (l’ho letto in tre ore). La lingua usata dalla Agus è colloquiale, spigliata, a tratti volutamente sgrammaticata e con inserti in sardo (che ho apprezzato particolarmente). Ambientazioni molto ben costruite sia di Cagliari che di Gavoi. Il finale è a sorpresa.
4. CONTRO: Alcune parti volgari(le cosiddette prestazioni da “case chiuse”) le ho trovate gratuite e slegate dal resto del racconto, a tratti poetico
5. .Voto in stelle anobiane: 3 stelle e ½ (mezza stella l’ho tolta a causa del CONTRO)
6. .Aggettivo: Màcca (vd.punto 7)
7. Curiosità (citazioni, articoli inerenti, canzoni, immagine, ecc ecc): “Màcca esti,” urlava la mia bisnonna “Màcca schetta! In sa cittadi a fai sa baldracca bòliri andai, chi scetti kussu pori fai, chi non sciri fai nudda cummenti si spettada, chi teniri sa conca prena de bentu, de kandu fiada pitica!”
8. Miglior Personaggio femminile non protagonista: l’altra nonna, Lia (personaggio enigmatico)
9. Scena clou/iconica: il ritrovamento del libriccino nero con la riga rossa e lettera del Reduce
10. "non consigliato a": a chi non ama i salti temporali.
newlifenewlife wrote a review
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È difficile individuare dei motivi oggettivi per cui questo libro mi è piaciuto tanto. Non amo le storie di amore, eppure questa è una storia d’amore. Una storia d’amore verso la vita, soprattutto.
Mi ha affascinato moltissimo la vicenda di questa donna ritenuta “pazza” perchè pretendeva di vivere una passione vera, autentica, trascinante. Indimenticabile l’immagine di lei ragazza che, per aver scritto di nascosto lettere infuocate ai propri pretendenti, li faceva scappare terrorizzati. Come indimenticabile è l’immagine di lei che si arrabbia con Dio, perchè, se non vuole che trovi l’amore, che la lascia vivere a fare? Ecco, questo libro è stato per me un susseguirsi di scene indimenticabili, toccanti, vive.
E la scrittura è ciò che rende questa materia, a ben vedere così semplice e poco originale, qualcosa di speciale. Basta pensare alla poesia del titolo, che tanto mi incuriosiva prima di sapere a cosa si riferisse... Magari “mal di pietre” per indicare i calcoli renali è solo un’espressione del dialetto sardo e Milena Agus non ha fatto niente di speciale. Eppure dentro quel “mal di pietre” vi è tutto il dramma e insieme la forza che sprigionano da questo libro, tanto che, dopo essere tornata dalla cura presso gli stabilimenti termali “nel continente” - dove ha conosciuto “il reduce”, di cui si innamora e da cui viene finalmente amata - la donna sembra guarire non solo dai calcoli, ma anche dall'incapacità di avere figli o piuttosto di “trattenerli” nel grembo fino a darli alla luce. La malattia fisica è quindi strettamente intrecciata al "mal d’amore" e a una sorta di “mal di vita” dai quali però la donna sembra non guarire del tutto, fino alla fine della sua vita.
A raccontare tutto questo è la nipote della protagonista, l’io narrante. A ben vedere questo libro è anche la storia dell’amore di quest’altra donna per sua nonna, e in fin dei conti per tutta la sua famiglia. Il senso profondo della famiglia, delle proprie origini, è un elemento imprescindibile del romanzo, il suo filo conduttore.
Bello, bellissimo nella sua semplicità.
“E la nostalgia è una cosa triste, ma anche un po' felice.”
“In una famiglia il disordine deve prendere qualcuno perchè la vita è fatta così, un equilibrio fra i due, altrimenti il mondo si irrigidisce e si ferma. Se la notte noi dormiamo senza incubi (...) è merito di nonna che ha pagato per tutti. In ogni famiglia c’è sempre uno che paga il proprio tributo, perchè l’equilibrio tra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non fermi.”
“Non bisogna mettere ordine nelle cose ma assecondare il casino universale e suonarci sopra.”
Zabo2Zabo2 wrote a review
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