Marco "killer mantovano" Piva's Review

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Alla ricerca della città perduta di Quivira....
“Ogni grande civiltà nasce dalle ceneri della sua distruzione” (Will Durant)
“Maledizione” rappresenta uno dei rari esperimenti nei quali, il talentuoso duo di scrittori americani, si è discostato, temporaneamente, dalla saga di successo avente protagonista il bel tenebroso agente Aloysius Pendergast. Oltre al presente romanzo il poker di storie senza personaggio fisso comprende “Mount Dragon”, “Marea” e “Ice limit”. Ai più attenti lettori però non può essere sfuggito il simpatico riferimento della partecipazione nel cast dei personaggi principali, del giornalista Bill Smithback, già protagonista della fortunata saga iniziata con “Relic”.
Nora Kelly è una giovane archeologa che lavora come ricercatrice nell’importante Istituto di Santa Fè. Quasi per casualità trova nel ranch di famiglia una lettera scritta dal padre, lui stesso famoso archeologo disperso anni prima in una importante spedizione, che fa riferimento alla scoperta di una leggendaria città dell’oro degli indiani Anasazi. Nora cerca testardamente di organizzare una spedizione perché si rende conto che potrebbe trovarsi di fronte ad un ritrovamento di portata sensazionale e, soprattutto, per cercare indizi sulla scomparsa del padre, le cui tracce condurrebbero proprio in questa misteriosa città; ma oscuri presagi e presenze inquietanti sembrano insidiare questo pericoloso viaggio.
“Maledizione” è fondamentalmente un romanzo adventure con una forte componente soprannaturale. Fate un mix di “Relic”, “Indiana Jones” e “Rovine” di Scott Smith e potete farvi una idea della storia con la quale andrete a fare i conti; tra paesaggi suggestivi e misteriosi, leggende indiane e antiche credenze popolari non mancano gli ingredienti per costruire una storia che, sicuramente, non manca di affascinare gli amanti della coppia di scrittori. “Maledizione” è il classico romanzo che potrebbe rappresentare manna per gli attenti produttori cinematografici hollywoodiani, in certi passaggi il libro mi ha ricordato tantissimo il recente “Apocalypto” di Mel Gibson.
E’ fuori discussione l’abilità e la maestria della coppia di scrittori ma, a conti fatti, non riesco a nascondere un senso di parziale delusione e insoddisfazione. E’ impressione che i due volponi scrittori abbiano capito ciò che cerca il loro pubblico di lettori e spingano un po’ troppo nelle autocitazioni, nei deja-vù e nei soliti clichè triti e ritriti. E’ Innegabile, in ogni caso, la capacità della coppia di riuscire ad immergere il lettore nei luoghi raccontati, che vengono descritti in maniera maniacale con estrema dovizia di particolari; altro punto forte sono le incredibili conoscenze storiche e scientifiche sempre piacevoli e di arricchimento. Rimane però la percezione che siano abbondanti gli stereotipi e i luoghi comuni, tanto che alla fine viene a mancare proprio l’effetto sorpresa che dovrebbe essere caratteristica primaria di questo genere di romanzi.
“Maledizione” non è un brutto romanzo, mi rendo conto che tutto è curato all’inverosimile e il tutto sia “freddamente” perfetto ma, manca di quella magia che mi ha saputo coinvolgere ed emozionare in altri lavori del duo. Con i tuoi scrittori preferiti è proprio così: quando si è abituati al meglio è dura ritornare alla normalità.
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Alla ricerca della città perduta di Quivira....
“Ogni grande civiltà nasce dalle ceneri della sua distruzione” (Will Durant)
“Maledizione” rappresenta uno dei rari esperimenti nei quali, il talentuoso duo di scrittori americani, si è discostato, temporaneamente, dalla saga di successo avente protagonista il bel tenebroso agente Aloysius Pendergast. Oltre al presente romanzo il poker di storie senza personaggio fisso comprende “Mount Dragon”, “Marea” e “Ice limit”. Ai più attenti lettori però non può essere sfuggito il simpatico riferimento della partecipazione nel cast dei personaggi principali, del giornalista Bill Smithback, già protagonista della fortunata saga iniziata con “Relic”.
Nora Kelly è una giovane archeologa che lavora come ricercatrice nell’importante Istituto di Santa Fè. Quasi per casualità trova nel ranch di famiglia una lettera scritta dal padre, lui stesso famoso archeologo disperso anni prima in una importante spedizione, che fa riferimento alla scoperta di una leggendaria città dell’oro degli indiani Anasazi. Nora cerca testardamente di organizzare una spedizione perché si rende conto che potrebbe trovarsi di fronte ad un ritrovamento di portata sensazionale e, soprattutto, per cercare indizi sulla scomparsa del padre, le cui tracce condurrebbero proprio in questa misteriosa città; ma oscuri presagi e presenze inquietanti sembrano insidiare questo pericoloso viaggio.
“Maledizione” è fondamentalmente un romanzo adventure con una forte componente soprannaturale. Fate un mix di “Relic”, “Indiana Jones” e “Rovine” di Scott Smith e potete farvi una idea della storia con la quale andrete a fare i conti; tra paesaggi suggestivi e misteriosi, leggende indiane e antiche credenze popolari non mancano gli ingredienti per costruire una storia che, sicuramente, non manca di affascinare gli amanti della coppia di scrittori. “Maledizione” è il classico romanzo che potrebbe rappresentare manna per gli attenti produttori cinematografici hollywoodiani, in certi passaggi il libro mi ha ricordato tantissimo il recente “Apocalypto” di Mel Gibson.
E’ fuori discussione l’abilità e la maestria della coppia di scrittori ma, a conti fatti, non riesco a nascondere un senso di parziale delusione e insoddisfazione. E’ impressione che i due volponi scrittori abbiano capito ciò che cerca il loro pubblico di lettori e spingano un po’ troppo nelle autocitazioni, nei deja-vù e nei soliti clichè triti e ritriti. E’ Innegabile, in ogni caso, la capacità della coppia di riuscire ad immergere il lettore nei luoghi raccontati, che vengono descritti in maniera maniacale con estrema dovizia di particolari; altro punto forte sono le incredibili conoscenze storiche e scientifiche sempre piacevoli e di arricchimento. Rimane però la percezione che siano abbondanti gli stereotipi e i luoghi comuni, tanto che alla fine viene a mancare proprio l’effetto sorpresa che dovrebbe essere caratteristica primaria di questo genere di romanzi.
“Maledizione” non è un brutto romanzo, mi rendo conto che tutto è curato all’inverosimile e il tutto sia “freddamente” perfetto ma, manca di quella magia che mi ha saputo coinvolgere ed emozionare in altri lavori del duo. Con i tuoi scrittori preferiti è proprio così: quando si è abituati al meglio è dura ritornare alla normalità.

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Splendida recensione Killer!
Come già sai, a me è piaciuto molto, mi ha catturata e affascinata dall'inizio alla fine pur non essendo la componente "avventura" il mio pane quotidiano, anzi tutt'altro. E' proprio lo stile della coppia a catturarmi e l'intrecciarsi anche di vicende umane, nonché lo am
... More
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Splendida recensione Killer!
Come già sai, a me è piaciuto molto, mi ha catturata e affascinata dall'inizio alla fine pur non essendo la componente "avventura" il mio pane quotidiano, anzi tutt'altro. E' proprio lo stile della coppia a catturarmi e l'intrecciarsi anche di vicende umane, nonché lo am
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io gli ho dato una stellina in più,nonostante la partenza"lenta",poi mi ha coinvolta e interessata per tutta la lettura,che pur restando nell'ambito di"intrattenimento" è comunque di qualità superiore alla media in circolazione dello stesso genere e approfondita dal punto di vista"storico"e "geograf... More
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io gli ho dato una stellina in più,nonostante la partenza"lenta",poi mi ha coinvolta e interessata per tutta la lettura,che pur restando nell'ambito di"intrattenimento" è comunque di qualità superiore alla media in circolazione dello stesso genere e approfondita dal punto di vista"storico"e "geograf... More
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Mai letto nulla di questa coppia!
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Mai letto nulla di questa coppia!