Margherita Dolcevita
by Stefano Benni
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Margherita Dolcevita è una ragazzina allegra, intelligente e appena sovrappeso, con un cuore che di tanto in tanto perde un colpo. Vive con la famiglia fra città e campagna. Un giorno, davanti alla sua casa, spunta, come un fungo, un cubo di vetro nero circondato da un asettico giardino sintetico e da una palizzata di siepi. Sono arrivati i signori Del Bene, i portatori del "nuovo", della beatitudine del consumo. Amici o corruttori? La famiglia di Margherita cade in una sorta di oscuro incantesimo, nessuno rimane immune. E su chi fa resistenza alla festa del benessere, della merce, del potere s'addensa la nube di misteriose ritorsioni.

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zombie49zombie49 wrote a review
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Raccontino social- ecologico condito all'aceto
Margherita, quattordicenne grassottella e un po’ sfortunata, vive con la famiglia in una casetta al confine tra città e campagna. Non ama la scuola e non lega molto con i coetanei: preferisce fantasticare e i suoi compagni sono il cane Pisolo e un’amica immaginaria, la Bambina di Polvere, nata da una triste leggenda, che vive nel prato dietro casa. Un giorno arrivano nuovi vicini, che si fanno costruire un cubo di vetro nero dotato delle più futuribili e improbabili comodità. Presto tutta la scombinata famiglia di Margherita si lascia travolgere dalla corruzione industriale e consumistica, presa da invidia e ammirazione x gli sciagurati vicini Del Bene. Margherita è l’unica che non si lascia coinvolgere dalla new age e dice cose di sagace buon senso lottando contro la malvagia cospirazione degli adulti. Il finale è un pistolotto antimilitarista: solo i bambini si salvano dalla corruzione incalzante, ma perderanno presto la loro innocenza. E’ un raccontino leggero sul trito tema ecologico e sociale stile “Il ragazzo della via Gluck”. La storia propone il confronto fra un mondo becero e materialista e uno romantico e idealista. E’ un minestrone dei più banali e sfruttati argomenti di moda: ecologia, difesa della natura e degli animali, insetti compresi, consumismo, invidia sociale, oggetti status symbol. Una semplificazione infantile da “Fattoria degli animali”: industriale = cattivo, naturale = buono. Lo stile, elementare come il blog di un’adolescente, propone perle di saggezza con battute che vorrebbero essere umoristiche, ma sono spesso stupidaggini surreali e insensate. Benni è un Arcimboldo letterario che scrive x neologismi, paradossi e allegorie, che all’inizio divertono, poi annoiano e infastidiscono. Molti autori, quando trovano una formula di successo, tendono a replicarla all’infinito, senza accorgersi di copiare se stessi. Benni dice cose sensate, ma l’acredine polemica rende sgradevole la lettura.
CaRoCaRo wrote a review
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