Maria
by Lalla Romano
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La storia di una famiglia negli anni Trenta e Quaranta, ritratta nel flusso quotidiano e inesorabile di affetti, avvenimenti, drammi. Ogni gesto o sentimento è evocato con la discrezione e il riserbo di chi vuole mantenere intatta la voce segreta che ciascun personaggio porta con sé. Accanto a Maria, le figure di Fredo, il nipote prete morto di tisi, lo zio Barba e molte altre donne, tutte rivelatrici di un mondo austero, malinconico («anche voler bene stanca») e dolcissimo, cosí tenero da diventare straziante. Completano questa edizione la Prefazione di Benedetta Centovalli e la Postfazione di Giorgio Zampa. Antologia critica, cronologia della vita e delle opere, bibliografia a cura di Antonio Ria.

Enrico Sapienza's Review

Enrico SapienzaEnrico Sapienza wrote a review
14
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Le lettere che compongono parte della copiosa appendice di questo libro mi hanno dato lo strumento alla luce del quale guardarlo: una vita insignificante come quella di Maria, che di per sé non ha niente -assolutamente niente- di attraente, viene nobilitata dalla scrittrice, che la prende, evidentemente colpita da qualche aspetto di questa insignificanza, e la modella vestendola di vaghezza -quante volte torna nel libro il concetto di “mistero”- e, quindi, di fascino. 
O almeno, immagino che questa fosse una delle ambizioni di Lalla Romano, quando ha scritto questo libro. 
Ahimè, su di me la vita di Maria, pur estrusa dalla faticosa trafila della scrittrice, non ha esercitato la benché minima curiosità.
Non mi interessa la vita di una beghina; non mi interessano le vicende dei suoi parenti, né la vita al Villar; non mi interessa esser guidato nella ricerca del mistero dove è palese che non ve ne sia. 
Non mi interessa leggere un libro scritto con una forma tale da farlo somigliare al diario di uno studente di scuola media
Non c’è niente, qui, almeno per me.
Leggendo del Villar ho ripensato a quel mostruoso villaggio di un altro libro, Eschberg, con quella spiacevole sensazione di essere tornato in un luogo meschino dal quale è meglio restare lontani. 
Ho letto altri libri, libri meravigliosi, dove le esistenze mediocri di personaggi mediocri vengono eroicizzate e portate in apoteosi, senza retorica e con grazia. 
Questo libro, invece, è mediocre al pari della sua protagonista, a tratti stucchevole. Mi passerà di mente come passa un sapore insipido: l’ho appena finito e l’ho già dimenticato. 
Enrico SapienzaEnrico Sapienza wrote a review
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Le lettere che compongono parte della copiosa appendice di questo libro mi hanno dato lo strumento alla luce del quale guardarlo: una vita insignificante come quella di Maria, che di per sé non ha niente -assolutamente niente- di attraente, viene nobilitata dalla scrittrice, che la prende, evidentemente colpita da qualche aspetto di questa insignificanza, e la modella vestendola di vaghezza -quante volte torna nel libro il concetto di “mistero”- e, quindi, di fascino. 
O almeno, immagino che questa fosse una delle ambizioni di Lalla Romano, quando ha scritto questo libro. 
Ahimè, su di me la vita di Maria, pur estrusa dalla faticosa trafila della scrittrice, non ha esercitato la benché minima curiosità.
Non mi interessa la vita di una beghina; non mi interessano le vicende dei suoi parenti, né la vita al Villar; non mi interessa esser guidato nella ricerca del mistero dove è palese che non ve ne sia. 
Non mi interessa leggere un libro scritto con una forma tale da farlo somigliare al diario di uno studente di scuola media
Non c’è niente, qui, almeno per me.
Leggendo del Villar ho ripensato a quel mostruoso villaggio di un altro libro, Eschberg, con quella spiacevole sensazione di essere tornato in un luogo meschino dal quale è meglio restare lontani. 
Ho letto altri libri, libri meravigliosi, dove le esistenze mediocri di personaggi mediocri vengono eroicizzate e portate in apoteosi, senza retorica e con grazia. 
Questo libro, invece, è mediocre al pari della sua protagonista, a tratti stucchevole. Mi passerà di mente come passa un sapore insipido: l’ho appena finito e l’ho già dimenticato. 

Comments

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Mi spiace che non l'abbia apprezzato. Lalla romano è sicuramente tra i miei autori preferiti.
Questo è il suo primo libro in prosa, certo non viene considerato il suo capolavoro. A me è piaciuto anch'esso perché ogni libro dell'autrice è un tassello del grande mosaico che è la sua opera completa
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Mi spiace che non l'abbia apprezzato. Lalla romano è sicuramente tra i miei autori preferiti.
Questo è il suo primo libro in prosa, certo non viene considerato il suo capolavoro. A me è piaciuto anch'esso perché ogni libro dell'autrice è un tassello del grande mosaico che è la sua opera completa