Marie la strabica
by Georges Simenon
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Trenette65Trenette65 wrote a review
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threethree wrote a review
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casualmente, ho incontrato nel giro di poche settimane due Marie (diversissime per approccio agli altri ed alla vita) cui Simenon ha dedicato i titoli di due libri.

Questa Marie non ha un briciolo dell'indipendenza mentale della sua omonima del porto: anzi, via via che si procede si capisce sempre meglio che la sua vita ha un senso solo in quanto intrecciata strettamente a quella dell'altra ragazza (non oserei definirla amica) con cui condivide il lavoro stagionale in una cittadina sull'Atlantico. D'altronde, la sua subalternità è quasi fatale: Sylvie è bella, lei no; Sylvie vuole diventare ricca, a lei non importa esserlo; Sylvie gioca ad essere la padrona e lei ci sta, sempre per gioco, ad essere la sua domestica. 

E così Sylvie attuerà il suo progetto ricorrendo ai mezzi di cui dispone una ragazza bella, priva di ingegno, di cultura e di scrupoli, ma molto intraprendente, mentre Marie continuerà la vita più che modesta cui si sente destinata, fino al finale geniale delle loro storie, più che mai intrecciate.

Sbaglierò, ma per me è Sylvie il personaggio più interessante, ed è la sua vicenda quella che dà al racconto un contenuto morale. La sua tensione verso la ricchezza, tutto sommato banale all’inizio, diventa, strada facendo, qualcosa di assoluto, un’ossessione che ha più a che fare con la volontà di riuscire almeno in qualche cosa, di cambiare status, che con la brama di soldi, e le impedisce di fermarsi quando potrebbe accettare un buon compromesso. E quando si perde il senso del limite la rovina è ad un passo, come Marie sembra sapere benissimo.

Il signor RailIl signor Rail wrote a review
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La (torbida) doppia faccia
Difficile recensire questo Simenon (che per certi versi mi ha anche convinto un po' meno di altre volte) senza sfiorare alcuni aspetti della trama, cosa che solitamente non faccio (anche per rispetto a chi non l'ha ancora letto)...dovrò trovare un'altra strada...
Cominciamo dal fatto che è uno di quei Simenon che io chiamo "americani": questo è tale non per l'ambientazione (squisitamente francese) ma nemmeno solo per il fatto di essere stato scritto in Connecticut, bensì (come sempre) per la forza dell'operazione di "lettura" delle (sordide) profondità dell'animo umano. A proposito di "Le persiane verdi" avevo scritto che questo autore ci poneva davanti a uno specchio, lasciandoci liberi di "vederci" per ciò che siamo realmente o di "assolverci" sempre e comunque... ecco, stavolta mi pare che addirittura non ci offra scelta: ci mostra la doppia faccia del nostro io, le ambizioni e le remore (vogliamo chiamarla "coscienza"? o "educazione"? o altro ancora? fate voi)...ce la mostra e poi, una volta di più, ci fa capire che non possiamo sfuggire a questa ambiguità...in fondo la questione (secondo me) non è chi sia la vittima e chi il carnefice: la verità è che non c'è una vera separazione tra vittima e carnefice...
Ripeto, qualcosa non mi ha convinto del tutto e anche la scelta narrativa adottata per separare la prima e la seconda parte mi ha un po' deluso, però Simenon rimane sempre un efficace indagatore e narratore delle "debolezze" umane: scava in profondità anche quando sembra restare più in superficie...e più le profondità sono torbide e ambigue, più lui ti ci "accompagna" con apparente levità...in definitiva, si lascia leggere, eccome, anche questo libro!
tommytvstommytvs wrote a review
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Tulip67Tulip67 wrote a review
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AindaAinda wrote a review
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Simenon appartiene,per me,a quella schietta di rari scrittori che sanno "dipingere"con le parole,che sanno creare atmosfere suggestive e catturare sempre l'attenzione del lettore.In questo libro due amiche Marie che ha un difetto fisico,appunto lo strabismo,e Sylvie che invece è bella ed affascinante,rappresentano ciò che le donne sono sempre state non solo nella penna dello scrittore ma anche nella sua vita,vale a dire la donna forte,affidabile,sempre pronta a donarsi agli altri,e la donna invece egoista,superficiale,belloccia,sensuale e priva di scrupoli un po' femme fatale.Le due protagoniste rispecchiano queste due "visioni"dell'animo femminile dello scrittore e mentre Marie risulta essere sempre sè stessa nel corso del tempo,Sylvie procede ad un lento disfacimento morale e fisico.Simenon non dà giudizi,non si schiera,getta in pasto al lettore i fatti nudi e crudi,gli avvenimenti nel loro evolversi avvolgendoli nella descrizione di una Parigi con i suoi profumi,i suoi colori,le sue stradine,donando "corposità"alla scrittura.