Master I Margarita
by Mikhail Bulgakov
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Mikhail Bulgakov's devastating satire of Soviet life was written during the darkest period of Stalin's regime. Combining two distinct yet interwoven parts-one set in ancient Jerusalem, one in contemporary Moscow-the novel veers from moods of wild theatricality with violent storms, vampire attacks, ... More

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47 + 2009 in other languages
Massimo GalganiMassimo Galgani wrote a review
02
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CcrissCcriss wrote a review
213
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E' un romanzo complesso a sfondo polemico e filosofico, e il fatto che l'autore sia morto lasciandolo incompiuto non ne aiuta certo la comprensione.
Quindi si: è farraginoso, scomposto, fluviale, come avviene spesso per i romanzi russi, ma come avviene altrettanto spesso, almeno per i più famosi, è splendido. Consiglio a chi legge di armarsi di pazienza e, cosa che sarebbe utile anche per qualsiasi altro romanzo russo, munirsi di matita su cui segnare sul risvolto di copertina il nome e la funzione dei vari personaggi; se non si ha una memoria favolosa e se non si legge il libro tutto di un fiato, come del resto viene voglia di fare, ci si potrebbe infatti perdere facilmente fra tutti quei patronimici che, oltre tutto, nel romanzo hanno intenti polemici e sono quindi più abbondanti che altrove.
Io consiglio di sorvolare sugli intenti polemici, di lasciarsi andare al piacere di un'avventura improbabile e tuttavia così pregna di verità. Può essere una chiave di lettura il fatto che ogni volta che si nomina il Diavolo esso compare ed è quindi strettamente connaturata alla vita umana questa essenza diabolica che in qualche modo la travalica ma anche l'interpreta.
Bellissimo il personaggio di Margherita che cede al Diavolo per amore pur conservando intatta la sua purezza e il suo ditacco ma soprattutto la propria dignità e così facendo conquista, se non proprio "il padrone del mondo", almeno il suo rispetto.
A me il romanzo è apparso coerente e compiuto nelle sue parti pur così diverse; lo ho letto in età molto verde e ricordo che mi piacque moltissimo ma penso che la rilettura di ora mi abbia permesso di scendere meglio nei meandri incantati e un po' misteriosi delle pagine di Bulgakov.
Peccato solo che il famosissimo gatto esca dalle pagine molto meno elegante di quello in copertina che è invece molto più simile a quello dei miei ricordi.
MarinaMarina wrote a review
02
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ClaudioClaudio wrote a review
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His Majesty the Devil and his acolytes, in perfect shape
They hang around, poking at mankind's fragility and stupidity, and they look precisely as one would imagine them except, at the same time, also as one would never imagine them.

After all, this fabulous story is actually two fabulous stories at the same time, deeply intertwined across two thousand years of history and yet taking place simultaneously, perfectly synchronized, under the very same black shadow of an approaching storm. We, the readers, are fully aware of this while Bulgakov carries us back and forth, from one story to the other. He doesn't worry too much, as the 33 chapters unroll quietly before our eyes as if they belonged together (yes, we all noticed: 33 like the years of the weird but familiar prophet Ha-Nozri). And, well, they do belong together.

But there's even more to it: this fabulous story is actually many fabulous stories, each of which is peculiar and different, and yet still the same. It's also the story of Bulgakov himself, the Master, a disillusioned man who burned down his novel because he couldn't see a future as a writer ahead.

Ultimately, this is a story about stories: the stories we tell ourselves; the story we tell others; the stories we believe firmly and those we reject just as firmly; those we burn down, out of discouragement; those that make us afraid and proud at the same time; those that make us look like poor and hopeless poets trapped inside a hospital room; and those that make us who we are, persons of integrity, respectable and upright, yet in desperate need of someone showing us an unbeaten path.
Simone P.Simone P. wrote a review
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