Messa di mezzanotte
by Paul Wilson
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Come possono dei comuni mortali sconfiggere un esercito immortale e praticamente invincibile? I vampiri sono sempre esistiti in segreto nella lande dell'Europa centrale. Con la caduta del comunismo, sono usciti allo scoperto e hanno cominciato a rovesciare i governi e ad assoggettare la popolazione ... More

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Terre Di ConfineTerre Di Confine wrote a review
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La Recensione di Terre di Confine
I vampiri sbarcano in America in silenzio, quasi soffiati dalla nebbia, e silenzio resta dopo il loro passaggio. Sono un'orda assetata, che avanza ineluttabile come il montare della marea ad ogni movimento di Luna.

E quel silenzio non è solo il tacere di chi si nasconde, o la quiete macabra che accompagna la morte, quanto piuttosto la naturale espressione dell'individualismo (quasi) perfetto, quello di chi può "vivere" libero da ogni laccio morale e da (quasi) ogni necessità.

È il silenzio dei negozi chiusi, delle strade vuote, delle luci spente, delle radio e delle televisioni mute, della "civiltà dai mille bisogni" che scompare per lasciare il posto a una civiltà nuova, il cui bisogno è uno solo: bere.

Attirati allo scoperto dal vuoto di potere seguito al disfacimento dell'ex Unione Sovietica, protetti dalla cappa di caos e miseria, i nonmorti hanno infranto un equilibrio demografico che reggeva da sempre. Inarrestabili quanto la loro bramosia di sangue, sono dilagati in Europa e in Asia moltiplicandosi come locuste: un folle delirio da proselitismo che ha azzerato le prede lasciandoli a sgomitare in una savana di soli predatori.

Ci troviamo ora nella costa atlantica degli Stati Uniti l'indomani dell'invasione vampirica. La lezione è servita: i succhiasangue si sono organizzati. Con efficienza paramilitare, hanno liquefatto ogni resistenza, eliminando e "convertendo", ma questa volta con metodo.

La caccia è adesso regolamentata giorno e notte. Al calare del buio iniziano le empie orgie di sangue dei nonmorti; col sorgere del sole subentrano i rastrellamenti dei vichy: squallidi collaborazionisti che, in cambio della salvezza e nel miraggio di una futura e longeva nonvita, hanno accettato di servire l'orda, procurandole il cibo e vegliando sul suo letargo diurno.

Chi viene catturato deve solo sperare di morire in modo veloce e definitivo. Se poi la preda è una giovane femmina, finirà tradotta in una delle tante "fattorie", dove verrà ingravidata e lasciata a produrre il succulento sangue dei neonati. Emulando insomma le rispettive "fonti di cibo", vampiri e umani ne hanno ricalcato in pochi mesi l'antico processo evolutivo, i primi passando da cacciatori ad allevatori, i secondi da selvaggina a bestiame.

Calato in quest'inferno c'è però chi si ritaglia il ruolo di Nemesi: nella parrocchia di St. Anthony, qualcuno sta meticolosamente assassinando i vichy. È una prima, fastidiosa scintilla di rivolta, destinata ad attirare l'attenzione dei padroni dell'oscurità...

Questo è il mondo immaginato da FRANCIS PAUL WILSON in Messa di Mezzanotte (Midnight Mass), ufficialmente un'opera protesa alla sconsacrazione di un mito, ufficiosamente un altrettanto sfrontato inchino alla commistione dei generi.

È un romanzo dalle due facce, o, meglio, dalle due chiavi di lettura: dissacratoria o utilitaristica.

Wilson si adopera per riportare i vampiri alla forma primigenia, estirpando quella malinconica solitudine tipica del nosferatu stokeriano, o quell'algido edonismo dei romantici succhiasangue in stile Rice, strappando insomma mantello e merletti in favore di una più consona divisa nera a croci uncinate (immaginaria, per ovvie ragioni).

Leggi la Recensione Completa di Terre di Confine:
terrediconfine.eu/messa-di-mezzanotte.html
Alberto FarinaAlberto Farina wrote a review
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L'Apocalisse dei vampiri
In una ideale aristocrazia dei mostri più classici del genere horror, i vampiri sono da sempre considerati l'aristocrazia. Dracula, il capostipite, è un conte - ma anche i suoi innumerevoli emuli tendono in genere ad avere, nella struttura della società, una posizione dominante.

La premessa di "Messa di mezzanotte", pur facendo piazza pulita di qualsiasi riferimento diretto a stemmi nobiliari, porta questo principio alle conseguenze estreme: invece di agire al dettaglio, i vampiri hanno portato l'assalto all'umanità su un altro piano scatenando una vera e propria Terza Guerra Mondiale. L'hanno vinta senza difficoltà e adesso si preoccupano solo di mantenere in vita un numero di umani sufficiente a procacciarsi il sangue che è loro necessario per sopravvivere, evitando di trasformarli in ulteriori bocche da sfamare e mantenendo, invece, interi allevamenti di "fattrici", ossia di donne in grado di produrre nuove prede da svenare.

Ma se il pianeta sembra ormai perduto, un piccolo gruppo di personaggi organizza una faticosa resistenza: il vigoroso padre Joe Cahill, un sacerdote di incrollabile fede cattolica, sorella Carol, una suora che ha imparato a darsi da fare con gli esplosivi (e che con riluttanza non esita a smettere il velo per indossare abiti provocanti in modo da distrarre i suoi avversari) e Lacey, nipote di padre Cahill, lesbica e strenuamente atea.

È una strana combriccola, in cui il quarto improbabile moschettiere è un rabbino mascherato. Ma le vie del Signore sono imperscrutabili e sebbene i vampiri abbiano i tradizionali punti deboli (sono vulnerabili ai pali di frassino, alla decapitazione e ai simboli del cattolicesimo - con grave disagio di chi appartiene ad altre religioni) dalla loro parte ci sono anche schiere di collaborazionisti: sono i cosiddetti "vichy", umani che accettano di servire i vampiri per una decina di anni dietro la promessa di essere trasformati a loro volta conquistandosi la vita (quasi) eterna.

Quello di F. Paul Wilson non è un romanzo particolarmente raffinato: "Messa di mezzanotte" offre azione, azione, azione dalla prima all'ultima pagina però riesce, a sorpresa, a non essere mai ripetitivo, e soprattutto a giocare con la tradizione in modo intelligente, rispettandone i cardini principali ma in modo niente affatto pigro o acritico.

Si arriva alla fine delle sue oltre 400 pagine senza annoiarsi, sorprendendosi dopo un po' a credere completamente al mondo che viene descritto e anche alle scelte più improbabili di personaggi non proprio sfaccettati ma nemmeno totalmente di cartone. Accettando tranquillamente quel tipo di eccesso che di solito si è disposti a perdonare alle migliori graphic novels. Una bella sorpresa, valorizzata da una traduzione particolarmente attenta a chiarire, per i lettori italiani, i riferimenti meno immediatamente riconoscibili alla cultura pop americana di cui Wilson è impregnato.