Messia di Dune
by Frank Herbert
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Dodici anni dopo la vittoria dei Fremen sull'Imperatore Pascià Shaddam IV, Paul Muad'Dib, erede degli Atreides, è ancora il temuto Imperatore della galassia e governa l'universo dalla sua capitale su Arrakis. La forza del mito che lo circonda viene però intaccata da un complotto che vede protagonisti il Bene Gesserit, la Gilda Spaziale, i Tleilaxu e alcuni Fremen ribelli: al centro della cospirazione c'è il tentativo di indebolire la sua capacità di comando e rendere instabile la dinastia degli Atreides ostacolando la nascita di un erede. Tuttavia, il prezioso dono della prescienza dà a Paul la consapevolezza che la strada da seguire è quella indicata dal suo destino: indirizzare il proprio popolo su un percorso che lo allontani dall'autodistruzione e dalla miseria, verso un futuro armonioso e duraturo, un obiettivo che è disposto a raggiunge anche a costo del proprio sacrificio...

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Leonardo ColombiLeonardo Colombi wrote a review
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GagliozGaglioz wrote a review
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Seconda puntata della saga.
Con un balzo temporale rispetto al volume apripista, troviamo Paul Atreides non solo imperatore assoluto e spietato di mondi (studia sugli antichi testi le strategie di un certo comandante Hitler...), ma considerato un dio vivente, come la sorella Alia: il pianeta Arrakis è meta di pellegrinaggi, sono stati eretti templi dove tributare culti ai fratelli Atreides, la politica è la concretizzazione di antiche leggende e di visioni del futuro ottenute mediante la famosa spezia del deserto. Non tutti però interpretano le tracce alla stessa maniera, non tutti accettano di essere condizionati: molti vogliono condizionare e piegare la storia secondo trame concepite da antiche congregazioni o da consorterie commerciali. La teocrazia di Paul traballa, anche perché non si capisce bene se la sua posizione è frutto di predizioni a cui , volente o nolente, non ha potuto sottrarsi, o se lui stesso e sua sorella continuino a generare predizioni autoreferenziali che confermano i loro ruoli.
Il romanzo è intriso di elementi esoterici e di interminabili discussioni sofistiche tra i membri della corte e le delegazioni in visita. La realtà esiste o tutto è evanescente? I fini e i mezzi sono distinguibili o si trasformano gli uni negli altri? Chi detiene l’autentica vista, il cieco o il vedente?
Ogni tanto qualche sprazzo esterno alle congiure di palazzo: il pianeta sta mutando la sua natura. Il deserto essenziale e spartano si sta modificando per l’avvento dell’acqua, inizialmente considerata preziosa, ormai forse smascherata come veleno della cultura e della struttura stessa del pianeta.
Se il primo volume può essere considerato una sorta di cosmogonia visionaria e innovativa, questa teogonia mi è parsa inconcludente e frastornante.
ChángjǐnglùChángjǐnglù wrote a review
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