Michelangelo. La grande ombra
by Filippo Tuena
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Perché Michelangelo, ormai anziano e malato, declinò i continui inviti di Cosimo de' Medici a fare rientro a Firenze? Era trattenuto a Roma dagli obblighi di lavoro per il papa o era altro a impedirgli il ritorno in patria? Da questa domanda prende spunto "Michelangelo. La grande ombra". Uno dopo l'altro, idealmente interrogati dallo scrittore, sfilano e raccontano la propria versione i tanti personaggi che lo conobbero da vicino: dai domestici agli amanti romani e fiorentini, dai mecenati ai pochi amici sinceri, fino a Benvenuto Cellini e Giorgio Vasari.

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Daisy (in perpetuo volo)Daisy (in perpetuo volo) wrote a review
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"Da dove mi trovo io, le duecento miglia di via Cassia che separano Firenze da Roma non sono più lunghe dell'avanzo di un filo di cotone che una ricamatrice, dopo aver cucito un bottone, spezza con i denti pensando ad altro."
Altrove, in assenza di tempo e di spazio

Chi "parla" è Daniele da Volterra, pittore e scultore, e la strada è quella che Michelangelo avrebbe dovuto percorrere in senso inverso – ma non lo fece, perché? – nell'ultima parte della sua vita. E non da morto come poi avvenne.
Ma quella del Braghettone è solo una delle tante voci che compongono questo bel romanzo corale, molte di personaggi noti, altri (a me) ignoti.
C'è il Vasari, amico e biografo fra tanti altri anche di Michelangelo. C'è il duca Cosimo I de' Medici che non si dà pace perché non è riuscito a convincere "il suo Michelagniolo" a rientrare a Firenze e a terminare le opere che vi aveva lasciate incompiute. C'è Benvenuto Cellini che viene incaricato di organizzare le esequie fiorentine del Buonarroti, ma poi non vi partecipa, forse per gelosia. Perché Michelangelo già all'epoca proiettava la sua immensa ombra sui suoi colleghi, e costoro in parte vi trovavano riparo e ispirazione, in parte se ne sentivano schiacciati. Troppo grande era l'abisso che li separava dal suo genio artistico, troppo misteriose le strade che conducevano alla sua anima.
È bravo Filippo Tuena a dar voce a tutti questi personaggi, che per breve o lungo tempo sono venuti in contatto con Michelangelo, soprattutto negli ultimi anni della sua lunghissima vita. È bravo anche perché li fa parlare in una lingua che riecheggia l'italiano dell'epoca, e questo rende più verosimili le loro testimonianze, le quali comunque si basano tutte su fatti storicamente documentati. Inoltre attraverso i loro interventi – in pratica è come se essi rispondessero a un intervistatore venuto dal futuro, cioè lo stesso autore – si viene a conoscenza di tanti particolari che contribuiscono a tracciare un ritratto più "umano" del grande, immenso, artista. Un uomo solitario, dal carattere difficile, un uomo che pur essendo ricchissimo visse nella assai modesta casa di Macel de' Corvi, quasi volesse celarsi, lui che avrebbe potuto comprarsi un palazzo. Quando vi morì, tanto era grande la sua fama, la casa fu letteralmente spogliata, perché già allora si era consapevoli del valore di ogni oggetto che gli era appartenuto. Anche se molto purtroppo andò bruciato per volere dell'unico nipote ed erede, il quale probabilmente voleva eliminare documenti compromettenti che riguardavano la vita privata del celeberrimo zio.
Andarono letteralmente a ruba disegni e sculture incompiute, fra cui la "Pietà principiata", divenuta poi famosa con il nome di Pietà Rondanini, ma questa lasciata per volere del suo autore in eredità all'ultimo domestico.
Questa nuova edizione è arricchita, oltre che di tre nuovi monologhi (uno intitolato "Tre madri", particolarmente bello) anche di una serie di immagini, opere, manoscritti, disegni… Fra cui la sua ultima Pietà, a cui pare Michelangelo abbia lavorato fino a pochi giorni prima di morire, un mese prima di compiere novant'anni.
LudovicaLudovica wrote a review
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Volevo rileggerlo, già che c’ero ho preso l’altra edizione, la prima: il ricordo di un bellissimo libro, la nostalgia degli argomenti, il dubbio di non aver goduto appieno, che qualcosa sia sfuggito nel tempo…come a volte succede con la lettura, mentre leggi hai chiara la sensazione che ti dà il libro, sai raccontarlo com’è veramente, l’hai ancora appena finito ma in pochi istanti, se provi a scriverlo, il tempo di mettere giù la penna e ti sfugge, e quello che hai fatto diventa meno di quello che avevi immaginato e che rimane sedimentato dentro come sensazione, ma a compierlo nella realtà rimane solo un accenno.
Tutto questo è per introdurre questo libro, perché è di questo che parla, e di ricordi e bellezze e sogni che si confondono nelle ombre di ideali incompiuti, di desideri non realizzati, di frammenti di verità che l’ombra più netta della morte cela per sempre, la verità sui pensieri di Michelangelo che dopo la sua morte non possiamo più conoscere, se non attraverso le opinioni di chi lo conobbe in vita e che l’autore immagina di intervistare, le sue opere non-finite, i progetti che erano stati immaginati, da lui e da altri, e che non sono stati attuati, e quelli che sono stati sognati, come la Scala; e di nostalgie, di un tempo che non è più, di passioni espresse in candido marmo, di opere che volevano raccontare ideali perfetti, di un uomo, della sua fine, di vecchiaia.
Bella scrittura e bel libro, che dalla ricostruzione delle parole dei vari personaggi, ognuno con il suo stile e la sua storia, ti avvicina a un’epoca, a uno stato d’animo, all’arte, all’uomo.
ScratScrat wrote a review
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MaigretMaigret wrote a review
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"Oh, quanto tempo,. Quanto tempo. Io non so perché il tempo mi vola intorno a questa testa balzana e sciocca." A parlare è Cosimo I de' Medici, Granduca di Toscana. Questo magnifico libro è una sorta di documentario inteso in senso moderno e televisivo del termine, di quei documentari fatti di interviste ai personaggi, di storie vere raccontate da uomini veri, dove i fatti piano piano vengono alla luce quasi auto-costruendosi, come i documentari di Zavoli per intenderci. Una pagina alla volta riesci a farti un quadro, ad avere via via le idee sempre più definite, fino a che, alla fine, pensi di averci capito qualcosa anche tu. Frammento su frammento qualcosa si costruisce, e questo "qualcosa" è la personalità di Michelangelo negli ultimi anni della sua vita. Un Michelangelo vecchio, malato e bizzoso come sempre. Caparbio tanto che per non dare la soddisfazione a Cosimo di progettare la Biblioteca Laurenziana, si inventa di aver fatto un sogno e come tale lo descrive a Giorgio Vasari e a Bartolomeo Ammannati, senza fare un solo disegno, senza dare soddisfazione di perder tempo per quell'uomo e quell'opera, descrive con immagini straordinarie e realizza, per mani di altri, il capolavoro che tutti conosciamo. Tuena è l'interlocutore, l'intervistatore, il giornalista che compie un salto nel tempo di oltre cinquecent'anni e si fa raccontare tante piccole storie per capire, per interpretare, per svelare la personalità di un grande di tutti i tempi. Una storia fatta da piccole storie apparentemente slegate tra loro, ma che tutte assieme creano un quadro fantastico. Il linguaggio è quello dei personaggi, schietto, vero e senza fronzoli, tanto che ne restiamo stupefatti. L'immagine immaginata di un'epoca, del Rinascimento, si svela appieno sentendo parlare in modo semplice e naturale gli uomini che l'hanno costruita e vissuta. Un'epoca unica nella storia dell'uomo, fatta di eccelso e di misero, di vittorie e fallimenti, di grandezze e meschinità, di speranze e delusioni, un "rinascimento mancato" per concomitanze storiche o per ineluttabile passaggio di quel soffio che fa nascere decine di geni nello stesso luogo e nello stesso tempo e che poi non torna per secoli e millenni. Un libro che si "deve" leggere e che non può mancare nella "biblioteca" di conoscenze che ognuno di noi si costruisce e che ci aiuta a vivere, apprezzando il mondo che ci circonda, il mondo fatto di meraviglia per il genio di altri uomini che hanno condiviso con noi, anche in altre epoche, l'esistenza su questa terra.
Silvia BonaciniSilvia Bonacini wrote a review
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