Mio fratello
by Daniel Pennac
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Poco tempo dopo la morte del fratello Bernard, Daniel Pennac allestisce una lettura scenica di un celebre racconto di Melville, "Bartleby lo scrivano". Per il personaggio di Bartleby, lui e Bernard avevano la medesima predilezione. Alternando le pagine dell’adattamento teatrale di Bartleby agli aneddoti su Bernard, ricordi affettuosi, divertenti o spietati e battute piene di humour, Daniel Pennac tratteggia il ricordo del fratello scomparso, vero e proprio complice, insostituibile compagno di vita. E mette contemporaneamente in luce una singolare affinità tra i due personaggi. Come Bartleby, Bernard era sempre più incline a ritrarsi deliberatamente dalla vita sociale, a un rifiuto categorico di aggravare l’entropia. Un singolare libro d'amore, insieme profondo, lucido e toccante.

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9
FatimaFatima wrote a review
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Ancora una volta Pennac sa stupire per la sua capacità di interpretare tutte le sfumature del sentire umano: ironia, malinconia, commozione profonda, penetrazione psicologica. In questo breve romanzo è racchiuso l’universo. Singolare la struttura, che affianca la rilettura del racconto di Melville, Bartleby lo scrivano, al ricordo del fratello Bernard. Avevo già letto questo racconto di Melville, che mi era molto piaciuto, ma quest’accostamento me l’ha fatto apprezzare ancor di più. Sarà la vecchiaia, ma confesso che all’ultima pagina (accompagnata da quella foto struggente, dove lo sguardo di Bernard “medita” mentre le sue mani “proteggono” il piccolo Daniel) ho versato qualche lacrima.
E poi Pennac, con poche righe ha descritto meglio di qualsiasi saggio sul destino di questo mondo, quello che ci aspetta, anzi, che stiamo già vivendo: «… vedevo avvicinarsi il giorno in cui l’intera umanità sarebbe stata pagata per non fare niente, purché continuasse a consumare senza sosta. L’altra possibilità era un conflitto planetario, una gigantesca morìa demografica in cui si spaccava tutto in modo da poter far ripartire il congegno riparando i danni… Che cosa preferisci, il reddito di cittadinanza o la guerra universale?».
E subito dopo questa tragica considerazione, ecco un’ altrettanto tragica ironia: il fratello Bernard, colpito dal “signor Parkinson” e pensando in primo luogo alla moglie, dice a Daniel: «Dice sempre che devo scuotermi un po’, adesso sarà contenta».
Come si fa a non amare Pennac?
Enrico ScebbaEnrico Scebba wrote a review
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