Mogli e concubine
by Su Tong
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Lamicianera🐱Lamicianera🐱 wrote a review
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UNO DEI POCHI CASI IN CUI IL FILM E' PIU' BELLO DEL LIBRO!!
Siamo nella Cina del Nord, una Cina prerivoluzionaria e vagamente feudale. La diciannovenne Songlian, la cui famiglia è caduta in rovina, è costretta ad abbandonare gli studi e ad accettare di diventare la «quarta moglie e concubina» del ricco Chen Zuoqian. L’azione si svolge per intero nel palazzo-castello di Chen, retto da leggi che assomigliano sinistramente a quelle di un’ «istituzione totale», carcere o manicomio che sia: in una funerea clausura dove ogni gesto ha un puro valore rituale, si consumano le rivalità e gli odî tra le «quattro signore» per la conquista del privilegio di ospitare lo sposo durante la notte e guadagnarne i favori e la considerazione.
Con le altre mogli i rapporti non sono buoni: parla e passa del tempo con loro ma, in realtà, in ognuna vede il marcio, la cattiveria, l’egoismo. Non riesce a confidarsi, né a stringere una vera amicizia con nessuna. Per questo si scopre a pensare che le donne siano una specie diversa rispetto agli uomini: invece di essere solidali e complici tra loro, le donne si fanno una continua guerra fredda, ciascuna con i suoi mezzi e le sue armi. Tutte lottano per ottenere e mantenersi il favore del padrone, in un crescendo di ripicche, dispetti e cattiverie che culmina nella tragedia. Songlian non riesce a sopportare tutto questo e, alla lunga, impazzisce, rifugiandosi in un mondo altro.
A differenza degli altri scrittori cinesi a lui contemporanei (come Mo Yan, Yu Hua e altri), Su Tong non affida alla donna un ruolo materno o, per così dire, ‘casalingo e benigno’: anzi, al contrario, le donne da lui descritte sono, prima di tutto, donne perfide e crudeli. Malvagie con le altre e con sé stesse.
Creature fredde, calcolatrici, pericolose, dalle quali è bene guardarsi e stare il più possibile alla larga. Ma questa cattiveria non è una caratteristica innata o specifica del genere femminile: si tratta più di una forma di difesa appresa e tramandata, violenta ma per questo efficace, che permette alle donne di sopravvivere in un universo maschile in cui non hanno mai le stesse opportunità degli uomini. nuoce alle proprie simili per salvare sé stessa e tutelare la propria vita.
In questo, non c’è nessuna accusa gratuita alle donne in sé, ma una ben più profonda e sottile denuncia della situazione e delle cause che hanno generato questi esseri così, forzatamente, crudeli. Questo romanzo può anche essere letto come una lucida rappresentazione del Potere (maschile, in questo caso) e delle gerarchie, che alla lunga producono effetti diversi sugli individui:“Mogli e concubine” è un romanzo unico e speciale: si può leggere piacevolmente come una storia affascinante e esotica di costumi e usanze di un Paese lontano nello spazio e nel tempo oppure, a un livello più profondo, come una critica amara e disincantata a una realtà che, seppure in forme e modi diverse, non è poi così tanto lontana né nel tempo né tantomeno nello spazio.

Non posso tacere sul bellissimo film "Lanterne rosse del 1991 diretto da Zhāng Yìmóu,
Il film fu proibito nella Repubblica Popolare Cinese
youtube.com/watch?v=up7sTLqTNMk
Daria49Daria49 wrote a review
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Spoiler Alert
Siamo nella Cina del Nord, una Cina prerivoluzionaria e vagamente feudale. La diciannovenne Songlian, la cui famiglia è caduta in rovina, è costretta ad abbandonare gli studi e ad accettare di diventare la «quarta moglie e concubina» del ricco Chen Zuoqian. L’azione si svolge per intero nel palazzo-castello di Chen, retto da leggi che assomigliano sinistramente a quelle di un’ «istituzione totale», carcere o manicomio che sia: in una funerea clausura dove ogni gesto ha un puro valore rituale, si consumano le rivalità e gli odî tra le «quattro signore» per la conquista del privilegio di ospitare lo sposo durante la notte e guadagnarne i favori e la considerazione. Tra le quattro signore, la sola Songlian, il cui passato di studentessa le dà una sorta di «doppia vista», intuisce il carattere effimero di tale privilegio: e sarà questa intuizione, priva di una vera autoconsapevolezza, a renderla prima estranea e poi folle.
Nella «autobiografia» che ha scritto per questa edizione Su Tong si presenta in modo pacatamente ironico come un cittadino modello, ubbidiente, solitario, estraneo a qualsiasi vocazione di impegno politico; sembra lontanissimo dagli scrittori suoi fratelli maggiori come Acheng, e Mo Yan, segnati, al contrario di lui, dal dramma della Rivoluzione culturale. Eppure a soli venticinque anni Su Tong ha scritto, con Mogli e concubine — divenuto subito in Cina un libro di culto, ancor prima che il regista Zhang Yimou ne traesse il film Lanterne Rosse — una delle più limpide e raggelate rappresentazioni del Potere, una critica sociale dissimulate ma implacabile contro l’oppressione dell’individuo, e in particolare della donna; un’analisi incisiva dei meccanismi che regolano l’esistenza di un universo claustrofobico e concentrazionario come è quello che tiene legati assieme, in unico cerchio di vittime e carnefici, i protagonisti di questa novella. Costruita come un melodramma freddo, in cui la sobrietà dello stile rende ancor più intenso il gioco delle passioni, Moglie e concubine finisce col raccontarci, dietro la sua esibita inattualità, conflitti e sentimenti della Cina dei nostri giorni.
SayuriSayuri wrote a review
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asfodeloasfodelo wrote a review
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LaVannyTondaLaVannyTonda wrote a review
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