Naraka
by Caleb Battiago
(*)(*)(*)(*)( )(10)
Naraka - L’Inferno delle Scimmie Bianche è un romanzo SCI-FI a focale distopica che mescola vari generi, dalla fantascienza al thriller-horror, fino all’eros. Il bene e il male si sovrappongono e si confondono in uno spiazzante equilibrio, conducendo il lettore verso una nuova interpretazione, stilistica

All Reviews

5 + 1 in other languages
CorvoRossoCorvoRosso wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
EddyEddy wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
BrontoloBrontolo wrote a review
00
Un libro duro e violento. In un futuro non si sa quanto lontano, astronavi partono giornalmente con destinazione il carcere lunare. A bordo la peggiore feccia terra. Esseri di cui liberarsi. Concetto non nuovo quello di mandare lontano i galeotti. Basti ricordare quanti furono imbarcati nelle rischiosissime spedizioni alla ricerca di nuove terre, e quanti furono invece spediti in Australia. Una volta si spedivano alla parte opposta del mondo, qui vengono mandati sulla Luna, in un carcere dal quale non c’è uscita.
Non vi è uscita, né ipotesi di redenzione o espiazione per le “Scimmie Bianche rinchiuse perché l’umanità intera ormai ha perso qualsiasi valore etico, non conosce più compassione o amore.
La terra è al collasso, un’inarrestabile crescita demografica ne ha esaurito le risorse alimentari, tutto ora è assoggettato al bisogno di nutrirsi e al potere del denaro e della violenza per farlo.
La rete delle convenzioni è crollata, bene e male si sono fusi, l’umanità è alla deriva e in questo marasma ha superato il suo ultimo atavico tabù: l’antropofagia.
Si è giunti a un’economia predatoria, a un’involuzione dell’umanità: Thanatos ha fagocitato Eros
Se in passato per il cibarsi di un nemico aveva un valore religioso o simbolico , cioè la sua celebrazione e l’assunzione della sua forza, o se il mangiare l’amato poteva considerarsi una sublimazione dell’atto sessuale, qui invece l’antropofagia è solo disprezzo, violenza, bisogno di nutrimento. Il sesso è solo un atto violento, feroce, spesso indiretto, che prelude al sacrificio estremo.
La gente rinchiusa nel carcere viene privata del proprio nome, intontita con droghe sintetiche tra le quali la più potente è quella del Sacerdote del luogo, che illude parlando di un” mondo di sopra” nel quale l’anima potrà tornare libera. Quale anima però? L’unica speranza rimane quella della follia, dell’estraniazione.
Naraka è il nome del carcere: il nuovo inferno lunare.
Intanto sulla terra , ridotta ormai a un immenso allevamento di risorse alimentati per chi se le può permettere, regna la stessa violenza: il male ormai ha messo le sue radici ed è in continua espansione e sta letteralmente divorando e infettando tutto e tutti.
Un fanta-horror che porta nelle viscere di un mondo devastato, usando un linguaggio crudo, diretto, tagliente ( e non immaginate quanto ..) inserendo qua e là richiami letterari, religiosi e musicali da “ La filosofia del boudoir” di De Sade, all’ “Ode al fegato” di Neruda, all’ Ophelie “ di Rimbaud solo per citarne alcuni ,anche se su tutti forse vale la pena in questo caso sottolineare la citazione dell ‘ Oracolo di Delfi: “Uomo conosci te stesso”.