Nascita del Superuomo
by Theodore Sturgeon
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Se esiste un'età dell'oro della fantascienza — ed esiste —, il libro che state per leggere è un gioiello a ventiquattro carati, catapultatosi col teletrasporto da un altro tempo direttamente fra le vostre mani. Questo teletrasporto si chiama letteratura. E Theodore Sturgeon, l'autore del libro in questione, è un uomo che meriterebbe di essere fatto oggetto di un culto a parte, una religione jedi tutta dedita a venerare il genio di chi è riuscito a scrivere un capolavoro capace di farci pensare e/o divertire con una maestria ineguagliabile.
dall'introduzione di Giuseppe Genna
Sei esseri soli al mondo scoprono di avere ognuno un meraviglioso talento: mettendosi insieme possono formare un tutto unico d'infinita potenza. Il primo è un idiota, un erculeo bambino che non sa nè pensare né parlare, ma che ha la facoltà di leggere i pensieri negli occhi degli altri. La seconda è una ragazzina che può far muovere gli oggetti al comando del pensiero. Poi ci sono due gemelle nere che possono teletrasportarsi a piacere, un bambino mongoloide che vive nel silenzio, il cui cervello funziona però come un calcolatore elettronico, e infine un ragazzo di otto anni che ha gli istinti di un giovane delinquente, ma un'intelligenza e una forza di comando quasi sovrumane. Unendosi, questi esseri fanno parte come di un unico organismo che acquista una sua potente, devastante personalità...

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"Ascolta," disse lei con passione, "noi non siamo un fenomeno da baraccone. Siamo l'Homo Gestalt, capisci? Siamo un'entità unica, un nuovo tipo di essere umano. Non siamo stati inventati. Ci siamo evoluti. Siamo lo stadio successivo. Siamo soli; non c'è nessun altro come noi. Non viviamo nel genere di mondo in cui vivi tu, con dei sistemi morali o dei codici etici a guidarci. Viviamo su un'isola deserta insieme a un gregge di capre!"
"Io sono la capra."
"Sì, sì, lo sei, non lo vedi? Ma noi siamo nati sull'isola senza nessuno che potesse esserci di insegnamento, dirci come comportarci. Possiamo imparare dalle capre tutto ciò che rende una capra una buona capra, ma questo non cambierà mai il fatto che noi non siamo capre! Non puoi applicare a noi lo stesso insieme di regole che valgono per gli esseri umani qualunque; noi non siamo la stessa cosa!"
Stava per interromperla, ma lei gli fece cenno di aspettare: "Ascolta, hai mai visto uno di quei musei che espongono una fila di scheletri, poniamo di cavalli, a partire dal piccolo Eohippus fino ad arrivare, dopo altri diciannove o venti, allo scheletro di un Percheron? C'è una differenza enorme tra il numero uno e il numero diciannove. Ma che differenza c'è tra il numero quindici e il numero sedici? Una differenza minima!"
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"Ascolta," disse lei con passione, "noi non siamo un fenomeno da baraccone. Siamo l'Homo Gestalt, capisci? Siamo un'entità unica, un nuovo tipo di essere umano. Non siamo stati inventati. Ci siamo evoluti. Siamo lo stadio successivo. Siamo soli; non c'è nessun altro come noi. Non viviamo nel genere di More

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parte terza - moralità
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