Nelle terre estreme
by Jon Krakauer
(*)(*)(*)(*)(*)(5,142)

All Reviews

680 + 183 in other languages
MargotMargot wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
Ho letto il libro dopo aver visto il film. E per quanto riguarda la narrazione, sono rimasta delusa del fatto che fosse più un saggio giornalistico che la storia della vita di Chris raccontata sotto forma di romanzo. Credo che sotto quella forma, sarebbe riuscita ad arrivare di più al cuore del lettore e in maniera più costante. Invece in questo modo, si salta da pagine profonde a pagine che secondo me potevano anche essere non scritte.
Per quanto riguarda la vita e le motivazioni del ragazzo, invece, si possono dire tante cose. Tutte sbagliate o giuste.
Nel racconto delle sue azioni e della sua personalità ci ho trovato molte contraddizioni. In primis, la sua incapacità di perdonare il padre ma al tempo stesso la sua adorazione per Jack London, quasi certamente non migliore del genitore.
Trovo nel ragazzo un profondo egoismo ma al tempo stesso una voglia pazzesca di vita.
Da un lato, Chris avrebbe potuto trovare se stesso concedendosi delle precauzioni maggiori, ma è anche vero che quelle precauzioni forse gli avrebbero tolto un po' di quel selvaggio e di quell'autenticità che cercava e di cui aveva bisogno.
Non è semplice dare un giudizio, e forse neanche giusto. La bellezza sta proprio nel non poter provare solo odio o solo amore, solo commiserazione o solo ammirazione.
All'ultimo capitolo, ho pianto tutte le lacrime che non erano arrivate nel resto del libro, per come è andata a finire. Spero che, se trovare un senso non è possibile per noi, lo sia stato per lui.
Buon viaggio nell'ultima terra estrema, Chris.
Ajeje BrazovAjeje Brazov wrote a review
210
(*)(*)(*)(*)(*)
Da due anni cammina per il mondo. Niente telefono, niente piscina, niente animali, niente sigarette. Il massimo della libertà. Un estremista. Un viaggiatore esteta la cui dimora è la strada. Scappato da Atlanta. Mai dovrai fare ritorno perchè the west is the best. E adessso, dopo due anni a zonzo, arriva la grande avventura finale. L'apice della battaglia per uccidere l'essere falso dentro di sè e concludere vittoriosamente il pellegrinaggio spirituale. Dieci giorni e dieci notti di treni merci e autostop lo hanno portato fino al grande bianco del Nord. Per non essere mai più avvelenato dalla civiltà, egli fugge, e solo cammina per smarrirsi nelle terre estreme.
Alexader Supertramp
Maggio 1992


Così scriveva Chris McCandless, aka Alex Supertramp, quando si addentrò nella foresta in Alaska, per realizzare il suo sogno di vivere a contatto con la natura più pura, selvaggia ed estrema, non contaminata dalla società capitastico/consumistica della America di inizi anni '90 del Novecento...

Secondo libro di Krakauer che leggo e ho ritrovato quella scrittura così emozionante, già vissuta con la precedente lettura di "Aria sottile". Solo che qui in "Nelle terre estreme" Krakauer non ha vissuto l'avventura in prima persona, come in "Aria sottile". Quindi pensavo di trovare un saggio/biografia più scostante, al limite del freddo resoconto di viaggio. Invece l'autore mi ha ancora di più sbalordito per la capacità di immedesimarsi, senza però edulcorare la storia, ma aggiungendo un ingrediente, per me fondamentale, l'empatia verso una storia che Krakauer sente molto vicina.

Chris ragazzo di poco più di vent'anni, un giorno decide di lasciare la civiltà per come è, quindi egoista, gerarchica, monotona, sedentaria e soprattutto offuscata, obnubilata dalla sete di potere e di denaro e di lasciarsi cullare dalla natura selvaggia. Chris ragazzo a cui piace leggere Lev Tolstoj, Henry David Thoreau e Jack London, ne condivide le idee, i pensieri, lo sprezzo per l'avventura e la vita, lontana dal trambusto della civiltà industriale...
A dir poco, emozionante, ricco di spunti di riflessione, ricco di riferimenti letterari!