Neuromante
by William Gibson
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In un mondo in cui le mafie della finanza e dell'elettronica possono tutto, un mondo attraversato da autostrade informatiche e hacker dai poteri neuromantici, si svolge l'avventura violenta e disperata di Case, l'uomo che ha avuto il torto di mettersi contro l'organizzazione sbagliata. Per vendetta ... More

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GiovanninoGiovannino wrote a review
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BatvaliBatvali wrote a review
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FrancescaFrancesca wrote a review
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La componente noir - hard boiled, che mi ha dato un senso di familiarita' nelle prime pagine, si abbina bene allo stile cyberpunk, qui rappresentato in un mondo decadente, dove l' interesse delle multinazionali prende il posto dell'autorita' del governo e la tecnologia entra in simbiosi con la vita delle persone a livelli estremi. Questa immagine E' molto piu' caotica di quelle proposte da orwell o dick, qui non c' e' un'autorita' a cui dare la colpa dei disagi sociali; si e' semplicemente alla merce' dei piu' potenti (come in un esperimento darwiniano, citando Gibson) e nei panni di Case, come di riflesso anche degli altri personaggi, ho avuto una sensazione di solitudine e abbandono. Mi sono piaciuti quasi tutti (si, anche e soprattutto Riviera!), anche se di alcuni di loro non ho capito davvero le motivazioni, o forse non mi sono sentita coinvolta nei loro pensieri e sentimenti. Le visioni psichedeliche dei viaggi nella matrice sono descritte in modo cosi fantasiosamente dettagliato che mi sono stupita fossero state immaginate da un uomo degli anni 80. La trama viene rivelata piuttosto in fretta ed e' priva di svolte, il piano iniziale viene perseguito fino alla fine senza cambiamenti. Non so, mi pare che cosi vengano sprecate occasioni di rendere piu eccitante la trama. Inoltre, tutti quegli avvenimenti che si susseguono senza sosta paiono avere fretta, arrivando a un finale che mi lascia ancora delle domande. Forse e' per questo che Neuromante avra' 3 stelle e non 4. La lettura comunque e' stata interessante e abbastanza scorrevole nonostante i termini 'tecnici' i quali, anche se non spiegati, sono ripetuti in vari contesti per indurre il lettore a capirne il significato attraverso di essi (e mi sembra che sia uno degli aspetti che rendono affascinante il suo stile, dove le cose non dette o accennate sono quasi piu importanti di quelle dette). La sensazione che non e' stato sfruttato il pieno potenziale di un mondo cosi vasto e particolare e' rimasta fino alla fine, ma dimentico che e' l'inizio di una trilogia. Non mi resta che iniziare 'count zero'..