Nevernight: i grandi giochi
by Jay Kristoff
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Mia Corvere, distruttrice di imperi, ha trovato il suo posto tra le Lame di Nostra Signora del benedetto omicidio, ma sono in tanti all'interno della Chiesa Rossa a pensare che non se lo meriti. La sua posizione è fragile, e non si sta affatto avvicinando alla vendetta cui agogna. Ma dopo uno scontro letale con un vecchio nemico, Mia inizia a sospettare quali siano i veri moventi della Chiesa Rossa. Al termine dei grandi giochi di Godsgrave, Mia tradisce la Chiesa e si vende come schiava per avere la possibilità di mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Sulle sabbie dell'arena, Mia trova nuovi alleati, feroci rivali e domande ancora più incalzanti sulla sua affinità con le ombre.

All Reviews

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MaxKenderMaxKender wrote a review
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Corrado 3gambeCorrado 3gambe wrote a review
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Sangue nel Venatus
Nonostante le ottime premesse e il risultato, lo ritengo il meno riuscito della trilogia. In particolare, per l’idea di partenza trita e ritrita – gladiatori che si ribellano, e non spoilero nulla, è chiaro dalla quarta di copertina – al punto che mi aspettavo l’arrivo del classico “Al mio segnale, scatenate l’inferno!”.

Questo grosso punto di domanda, germogliato già prima dell’apertura del libro, si inerpica fuori dal terreno e comincia a sbocciare al secondo inciampo, con un inizio poco scorrevole. Il lettore viene catapultato mesi avanti rispetto a dove aveva lasciato le vicende di Godsgrave e all’inizio risulta spaesato, poco coinvolto, a tratti pericolosamente annoiato.

In poche decine di pagine il romanzo riesce finalmente a decollare ed è un crescendo di tensione unico, con un finale mozzafiato che da solo avrebbe meritato una votazione più alta; tuttavia non si può sorvolare sulla menomazione di cui sopra. Anche sul finale ci sarebbe molto da dire. L’autore ci inganna, ed è sua libertà farlo; anzi, se ci riesce, merita quantomeno un applauso. Però avrei preferito più coraggio da parte sua. Non voglio spoilerare altro, leggete e giudicate. Quando arriverete al capitolo a cui mi riferisco lo capirete certamente.

Arrivato lì, sulla soglia, giunge il passo indietro. Dove un passo avanti poteva davvero essere un altro solco sul cannone che vuole Kristoff sparato nell’empireo degli autori del Fantastico più innovativi degli ultimi dieci anni. Peccato.

Resta comunque un gran libro, e io sono qui a fargli le pulci solo per il gusto di sviscerarlo. I personaggi, come sempre, sono pochi ma strepitosi, ben curati, vivi e vividi.
E le lacrime, stavolta, cominciano ad arrivare.
Marco BartoliMarco Bartoli wrote a review
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ClaudiaClaudia wrote a review
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Secondo romanzo della saga degli Accadimenti dell'Illuminotte.
In buona parte i lati positivi sono gli stessi del primo libro: affascinante il world-building, interessante la trama generale, l’ambientazione, la tratteggiatura della protagonista e dello sfondo sul quale scivola tutta la storia che, tutto sommato, risulta abbastanza credibile.
I difetti sono, anche qui, gli stessi del primo libro: la presenza di un’odiosa voce narrante, saccente e superflua, la presenza delle note a piè di pagina, il mancato approfondimento di alcuni aspetti fondamentali o di personaggi intriganti.
Ritroviamo anche qui uno stile un po’ alla “vorrei ma non posso”. Un tono a tratti volgare e sboccato che però non suona come naturale, fluido, ben inserito all’interno della scrittura.

Bella l'introduzione di alcuni personaggi nuovi che però, anche qui, non vengono approfonditi per bene, specie per quanto riguarda le loro "uscite di scena". In un paio di casi (Arkades e Furian, ma questo vale in particolar modo per Arkades) vengono cancellati come con un colpo di spugna, con motivazioni poco convincenti e con una rassegnazione che mal collima con il carattere di alcuni di essi.
Il voler concentrarsi sul sistema Collegio-Gladiatii-Magni da una parte permette di scavare a fondo in questo microsistema e fa si che il lettore riesca a capirne bene i meccanismi e a lasciarsi coinvolgere in modo completo ma dall'altro rende il tutto un po' ripetitivo: allenamento-umiliazione-scontro-mattanza-vittoria...alla lunga diventa un tantino prevedibile...no?
I dialoghi (specie quelli tra i due "passeggeri" di Mia) alla lunga risultano ripetitivi, come se seguissero un copione mal pensato.

La caduta suprema però l'abbiamo con il finale: un po' troppo alla "Luke sono tuo padre!". Alcune fantomatiche rivelazioni mi sanno più di cliché camuffati malamente da colpi di scena.

Tirando le somme direi che è stata una lettura carina, non entusiasmante nella sua totalità, con qualche punta particolarmente notevole. In complesso: meno bello del primo volume.
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Lucilla - per RFS
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Siamo arrivati al secondo capitolo della Saga di Nevernight, siete pronti?
In questo nuova storia, seguiremo Mia in una missione difficile e molto pericolosa. La nostra protagonista, come sempre, è pronta a mettere in gioco la sua vita per raggiungere il suo unico obiettivo: la vendetta.
Anche questa volta, saremo spettatori di scene di violenza molto crude, e assisteremo a momenti di grande destrezza e spietatezza.
Mia dovrà rinunciare a tutto, perfino alla sua libertà, e come schiava, verrà venduta per diventare carne nei grandi giochi; non posso fare a meno di paragonarli in tutto e per tutto ai giochi che si svolgevano nell’antica Roma.
Ovviamente, il piano iniziale escogitato da Mia, subirà qualche modifica forzata e non tutto andrà come immaginato dalla nostra Lama: tutto ciò non farà altro che mettere in risalto la sua forza e il suo cuore.
Da sottolineare il fatto, che in questo secondo libro iniziamo a conoscere più a fondo la nostra protagonista, e vi assicuro che le sorprese non mancheranno di certo.
Odio e amore si alternano nella storia, come la luce e l’ombra. Non vi rivelo nulla, ma in mezzo a tutta questa violenza l’autore riesce a trovare lo spazio anche per una bellissima e travagliata storia d’amore.
Mia domina le ombre, e i suoi poteri sono molto più forti di notte, col buio, ma la sua mente brillante riesce a limitare i danni e risolvere le situazioni più spinose.
La trama è complessa e articolata, ma la scrittura risulta molto più semplice e meno ricercata rispetto al primo libro, e questo lo rende piacevole e veloce da leggere.
Non vi nascondo che le ultime pagine sono davvero da cardiopalma e piene di colpi di scena, impossibile riuscire a staccarsi dalla lettura! Il finale poi, ci lascia in sospeso, con mille domande; non vi nascondo, che ho iniziato immediatamente l’ultimo libro per scoprire quale sarà il destino di Mia e dei suoi compagni di avventura.
Quindi ci rivedremo presto per le valutazioni finali.
Buona lettura, Fenici.
Nekkina93/72Nekkina93/72 wrote a review
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Spoiler Alert
Il tradimento di Ashlinn e Osrik ha inflitto un duro colpo alla Chiesa Rossa.
Facendo perdere a tutti loro non solo i ¾ delle Lame e delle Mani, ma anche quasi tutti i passaggi tramite la magia di Adonai.
Mia, ancora provata dal tradimento di Ashlinn e dalla morte di Tric per mano sua,
e dalla morte di Carlotta sempre per mano loro.
Inizierà così la sua carriera come Lama, per niente ben voluta dagli Shahiid, visto il suo fallimento nella prova finale.
All’inizio di Godsgrave, (I grandi giochi in Italiano), ci troviamo completamente in una nuova realtà e il lettore si trova momentaneamente spiazzato.
Il romanzo è nuovamente suddiviso in tre parti, e nella prima parte troviamo la narrazione che si suddivide nuovamente in due archi temporali, presente e passato.
Ritroviamo Mia dopo 8 mesi dagli avvenimenti di Nevernight e la vediamo all’opera nel compiere le uccisioni per mano della Chiesa.
Mia metterà in pratica tutto quello che le è stato insegnato, ma allo stesso tempo, vediamo una Mia all’opera con un piano che risulta subito comprensibile, essere solamente frutto della sua testa.
Le prime pagine risultano inevitabilmente lente, ma è normale, Jay Kristoff ci presenta un nuovo inizio.
Il lettore si ritrova a dover incominciare da capo a capire dove si trova.
Il lettore sarà diviso tra vedere Mia all’opera come Lama, e una Mia che si fa schiavizzare volutamente per raggiungere il suo fine.
Quello di arrivare a Duomo e Scaeva.
Ma come sarà arrivata alla conclusione di farsi schiavizzare e combattere tra i Gladiatii?
Non vi resta che iniziare questa nuova avventura.
Mia credeva di aver nemici solamente fuori dal Culto e fuori dal negozio di Mercurio.
Ma cosa succederà, quando scoprirà che forse il nemico è più vicino di quello che pensava?
Cosa succederà, quando il nemico sarà proprio tra quelle mura che l’hanno addestrata?
Cosa succederà, quando scoprirà il motivo per cui ancora non le hanno fatto uccidere Scaeva?
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Se durante il primo romanzo abbiamo avuto per tutto il tempo la narrazione spezzata tra passato e presente, in questo seguito, troviamo questo stile di narrazione che personalmente avevo apprezzato tantissimo, solo nella prima parte.
Nella seconda e terza parte la storia si svolge tutta al presente e devo dire che alcune parti di lei all’interno del mondo dei Gladiatii, le ho trovate un po’ lente come narrazione.
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Non ho apprezzato il non averci mostrato quando ha ideato il piano.
Si, fa intuire al lettore che le è venuto in mente un piano folle, però avrei voluto leggere di cosa ne pensava Mercurio magari.
Avrei preferito più scene con Mercurio e meno con altri personaggi che non mi interessano, tipo di Ashlinn.
Non riesco ne a comprendere come abbia potuto perdonarla dopo quello che ha fatto.
Ne come abbia potuto andarci insieme, dimenticando le cose che Ashlinn ha commesso.
L’autore non ci mostra il loro rapporto man mano che cambia, quindi non riesco neanche a prenderlo in considerazione per questo.
Un momento prima Mia ancora non si fida (con ragione) e un momento dopo vanno a letto insieme.
In quei mesi che si trova tra i Gladiatii, non si vedono così spesso come sembra.
Non lo trovo credibile per entrambe le motivazioni.
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In più, avrei voluto leggere di più missioni di lei come Lama.
Personalmente avrei preferito che Jay spezzasse la narrazione con momenti del passato come ha fatto in precedenza.
Mostrandoci anche i primissimi casi come Lama e non solo gli ultimi due.
Avrei preferito che la narrazione della sua vita come schiava, venisse spezzata dai momenti di lei come Lama.
Avrei voluto proprio leggere una frase tipo: “per poter uccidere Scaeva, devo tradire il Culto”.
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Mia quando pensa al piano, non sa esattamente cosa si troverà davanti e si renderà conto che l’addestramento come schiava non è per niente semplice e facile.
Soprattutto quando si troverà costretta a reprimere la sua vera forza per non far capire chi è lei veramente.
Ha un solo obiettivo, quello di arrivare al Magni come Campione del Collegio e così avere l’occasione di uccidere finalmente Duomo e Scaeva.
Non ha nessuna intenzione di affezionarsi ai suoi compagni schiavi, eppure la vera natura di Mia verrà sempre fuori.
Dimostrando ancora una volta, quanto lei non sia esattamente nel posto giusto.
Questa sua bontà, rischia di farla uccidere e di farla desistere dal suo obbiettivo.
Ma alla fine, non è questo che tutti amano di Mia?
Lei che pensa di non essere un eroe, ma che in fondo invece lo è?
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In una corsa contro il tempo, tra l’addestramento come Gladiatii e il non far sapere nulla al Culto.
Mia si ritroverà in un gioco che forse rischia di essere più pericoloso di quello che pensava.
Con un finale da cardiopalma, che vi lascerà con il fiato sospeso e senza parole.
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Ho apprezzato le note e gli approfondimenti, rendono il mondo più reale e il racconto come se fosse antico.
E si nota l’enorme studio, lavoro e la passione dell’autore per l’antica Roma e il mondo dei gladiatori.
Tutto è curato nei minimi dettagli e nulla è lasciato al caso.
Voto: 4.25/5.