Nodo di sangue
by Laurell K. Hamilton
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Anita Blake, occhi e capelli neri, carnagione chiara, fisico atletico, una ragazza come tante tranne per un piccolo particolare, lavora come "risvegliante" per la Animators di St. Louis: rianima i morti per i motivi più diversi e di secondo lavoro fa la cacciatrice di vampiri.

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GresiGresi wrote a review
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Anita Black. Una ragazza comune, sveglia, bella, donna in carriera come tante altre. Una schiera di vampiri famelici e assetati di sangue. Spuntano dal nulla come macchioline nere in una tela bianca e ordinano all'ambiziosa Anita di prestargli ascolto e aiutarli in una missione alquanto importante. Il vampiro bello e avvenente che siede dinanzi a me, mi fissa, come se sapesse della mia presenza, e, quando ascolto ciò per cui lo induce a chiedere aiuto a una cacciatrice di vampiri proprio come Anita, ci urtiamo ed lui mi invita a seguire la Risvegliante in questa folle ma splendida avventura. Orge di sangue, ragazze seminude, in una miscela disomogenea di luce, ombre e colori. Donne che piangono silenziosamente, con gioia o dispiacere, con consapevolezza e inconsapevolezza, ma con voluttuosa soddisfazione. La mia anima semplice e romantica non ama questo genere di situazioni, quasi litiga con la mia coscienza, perché una ragazza come me non ama rompere la monotonia intrufolandosi in un covo di vampiri proprio come quello de Il circo dei dannati. Anita sa perfettamente cosa si nasconda al suo interno, sa che al suo interno potrei trovare schiere di vampiri che cantano e danzano di fronte a mortali ignari, proprio come lo ero io prima che l'eccentrica Anita mi seducesse a continuare. Una dama in bianco camuffata in maschiaccio, con una pistola quasi sempre appresso, mi indusse a muovermi agile e a seguirla come un ombra. A questo punto sentirsi trascinare via dalla mia inutile vita, quasi come un moto forte e involontario, è stato davvero inevitabile. Inspiegabile, ma straordinariamente impressionante. Sangue caldo e copioso che imbratta qualunque luogo, posto o persona che mi si para dinanzi, una melodia che scaturisce dalle note di uno strumento per me sconosciuto. Ho avuto come l'impressione di aver consegnato ogni rimasuglio della mia vita, della mia identità a questa giovane Buffy, insieme alle mie ansie ai miei dilemmi. Come? Dissolvendomi nell'atmosfera, nel meraviglioso paesino di St. Louis, fra fiumi di sesso, alcol e sangue, nel ghiaccio, nel freddo, nella notte, nel pianto inudibile tanto caro quanto straziante di povere e sfortunate vittime, nelle carezze degli occhi dell'autrice. Tutto emanava e trasudava freddezza. distacco, sfiorimento. Non mi reputo simile ad Anita, sebbene qualche aspetto del suo carattere è stato conforme al mio, la cui anima è tuttavia frammentata in mille pezzi già da un pezzo. Eppure sono stata un tutt'uno con un mare di sensazioni, di scintille, di sete di possesso, di pelle, di occhi, bocche e desiderio.
Tornare nella mia stanza dopo aver seguito scrupolosamente le indagini di una poliziotta straordinaria proprio come Anita, in un pomeriggio mite e soleggiato, precisamente quando di questa giovane donna sapevo poco e niente, di fronte a un mondo nuovo, a persone nuove, a un nuovo paese, mi ci sono apprestata incuriosita, coraggiosa, odiando gli ostacoli che talvolta mi impedirono di seguire con molta più foga le vicende a St. Louise, con i suoi misteri, le nuove possibilità di conoscere gente forte e avvenente, di errori dovuti dalla mancanza di coraggio, la paura, la mancanza di sicurezza, hanno ristretto il mio mondo, limitando i miei interessi esclusivamente ad Anita. A questa ragazza che stavo conoscendo intimamente. Una delle tante conseguenze che mi hanno impedito a staccarmene completamente.
Ho creduto e amato profondamente questo mondo, questo nuovo modo di leggere fantasy e anche molto altro, fra le pagine di Nodo di sangue, scorgendone la faccia, la sua figura piccola e non tanto esile, carpito segreti di un mondo che ha vasti richiami a quello ritratto nel telefilm Buffy. L'ammazza vampiri. Nonostante siano passati anni, quando la televisione era l'unico passatempo e i libri erano già l'unico surrogato a cui mi aggrappavo. Durante il corso della lettura mi è sembrato di toccare quei tasti che, quando bisognava fare spazio alle brutali vicende di cui sarà invischiata la nostra Anita, che popolano le sue nottate inquiete, mi si avvicinò senza nemmeno io me ne accorgessi.
Nodo di sangue è il primo volume di una saga lunga, ma, sono certa, straordinaria e ammaliante che, nonostante parla di vampiri, inzuppa la nostra anima di fatti ed eventi di cui non credevamo fosse possibile, ha il dono dell'eleganza. Non mi riferisco alla copertina, che poi tanto elegante non è, ma allo stile. Ai suoi modi, alla maniera in cui mi si è rivolto, di come mi ha narrato le vicende di questa sfortunata - oh forse no! - ragazza. Fra le trame di una storia semplice, venata di romanticismo e un po' di mistero, che mi ha regalato delle piacevolissime ore in sua compagnia senza che io gli chiedessi e senza attendermi nulla in cambio. In realtà, fu proprio Anita a scegliermi di condurmi fra le sue pagine e grazie al suo lavoro ha sortito un certo fascino sin da subito. A quel punto tornare indietro sarebbe stato molto difficile.
Quel che mi ha lasciato di sasso è che, seppur non propriamente perfetto ne originale, Nodo di sangue è stata un'esperienza straordinaria che l'autrice in qualche modo mi ha invitato a intraprendere. Forse dovuta dal fatto che la sua storia ha vasti richiami alla serie televisiva americana di Buffy, o, per esagerare, dall'aura misteriosa che si cela dietro la sua figlia di carta?
Un disegno oscuro, ricco di passioni e sensualità, ammaliante e seducente accostato al fuoco della narrativa contemporanea, della scrittura in tutta la sua interezza. Una lettura in cui non si può fare a meno di divenire un tutt'uno con la sua protagonista, avvertendone persino ogni minimo contatto e di cui io ho avvertito così bene.
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Care appassionate e cari appassionati di urban fantasy, ho il piacere di recensire uno dei migliori romanzi che io abbia mai letto!
“Nodo si sangue” è il romanzo d’esordio della serie di Anita Blake, una risvegliante, nonché tostissima cacciatrice, legalmente autorizzata, che collabora anche con la polizia di St. Louis.
Il libro incomincia in medias res e mano mano che si procede nella narrazione siamo trasportati in una St. Louis parallela, in cui umani e vampiri coesistono, non sempre pacificamente, anzi; i vampiri hanno una società tutta loro, fatta di Master e “sudditi”, tenuti sotto controllo dai cacciatori, che eliminano fisicamente i trasgressori della legge.
In questo romanzo, Anita, verrà ricattata dalla Master di St. Louis, Nikolaos, e si ritroverà per questo a dover indagare sulle morti sospette di alcuni vampiri. Tra ratti mannari e vecchi nemici, dovrà fare i conti anche con lo splendido Jean-Claude, bellissimo sottomesso della master … che sembra proprio avere un debole per lei! In tutto questo è spalleggiata dal letale collega Edward e dai suoi immancabili e mortali “giocattolini”.
Insomma, una storia piena, quasi un giallo, ma magistralmente spiegata dalla Hamilton che riesce a renderla fluida e dinamica, senza le interminabili descrizioni e macchinazioni tipiche dei thriller, pur dipingendo una chiara ambientazione, spesso molto cruenta e colorita. La cosa più spettacolare dell’intero romanzo è sicuramente la protagonista stessa, che, per una volta tanto, non è per niente la classica damigella in cerca di protezione, ma piuttosto una spietata killer, pragmatica e logica, e, nonostante questo, divertentissima!
Inoltre, le tinte forti che permeano la storia, non sono per niente in contrasto con la sensibilità dei personaggi e tutto – amore, odio, violenza e sensualità – si amalgama a comporre una vicenda completa e intrigante. Ovviamente, essendo il primo libro della serie, non tutto è svelato e questo invoglia ancora di più il lettore a leggere gli altri romanzi… o almeno a me ha fatto questo effetto!!!
Come potete ben intuire, personalmente lo consiglio, anzi lo “consiglissimo”!!!
valina91valina91 wrote a review
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Sono un pochino interdetta. Questo libro ha ricevuto moltissime critiche super-positive, la Hamilton è stata descritta come una delle migliori scrittrici in campo Fantasy-horror-vampiri, Anita Blake dovrebbe essere un pilastro del vampirismo non-harmony-sdolcinato... e allora perché io ho questo amaro in bocca?
Volevo disperatamente che questo libro mi piacesse e mi colpisse e mi facesse ricredere sulle storielle sui vampiri/latin lover: questo è il problema. Il mio difetto più grande è quello di ascoltare troppo le critiche positive dei libri e costruirmi su queste dei castelli di carte di aspettative. Ma non normali castelli, quelli ben fatti con il ponte levatoio, le quattro torrette d'avvistamento, le stalle, la falconeria e con annesse prigioni e sotterranei. Ogni volta è sempre una delusione enorme.
Questo libro, che secondo la mia mentalità avrebbe dovuto essere una svolta, mi ha lasciata abbastanza indifferente, sotto tutti i punti di vista. Non è sensazionale nella storia (troppi mostri, troppo diversi, troppo poco approfonditi), nello stile di scrittura che è abbastanza nella media se non un filino al di sotto, nello spessore dei personaggi: non ho trovato interessante neanche la protagonista.
Una delle maggiori delusioni è Anita Blake: la Sterminatrice, l'ammazzavampiri più temuta in città e provincia, la nemica #1 dei redivivi di qualunque forma natura e razza che si dimostra essere una ragazzina non troppo cresciuta, nella media, non bella, non simpatica, non forte, non coraggiosa perché si scagazza in mano ogni due per tre, non abile nell'uccidere i vampiri, in tutto il libro non la si vede in azione mezzo secondo. Quello che sa fare meglio? Mettersi in situazioni a dir poco imbarazzanti per quanto stupide, far affidamento sulle armi che si porta dietro e che, con estremo orgoglio della scrittrice visto come descrive ogni volta questo processo minuziosamente, cerca di nascondere sotto gli abiti e la maggior parte delle volte anche inutilmente, non sapere cosa fare quando sarebbe il caso di utilizzarle e sgozzare qualche gola o sparare qualche colpo (perdincibacco, ma come si fa? Sei una vampire-slayer no?). Odia a morte i vampiri, anche se non si sa ancora bene perché, ma nonostante ciò si lascia allisciare da tutti gli esemplari maschi di questo genere, specialmente da un tal Jean-Claude.
Spero che sia solo un intoppo iniziale e che col passare dei libri la storia migliori, voglio continuare a dare fiducia e ad abbassare le mie mire e aspettative.
SognatoreSognatore wrote a review
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