Noi che gridammo al vento
by Loriano Macchiavelli
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Aprile 1980. Stella lascia Basilea, dove lavora all'Università, e parte all'improvviso per Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo. Appena arrivata, fa amicizia con Eva, Ditria e Vito. Ma forse non è la prima volta che li incontra. Forse doveva tornare in quella terra per scoprire l'origine degli incubi che la tormentano. Anche George, 'u miricanu, arriva a Palermo dagli Stati Uniti. Ha una missione: parlare con chi comanda - in Sicilia e non solo - di alcuni misteriosi documenti che potrebbero far vacillare la stabilità della Repubblica. Poi c'è Francesca, Ceschina per gli amici. Si aggira per i feudi attorno a Piana con una mitraglietta nello zaino, e se il primo maggio sale sempre a Portella non è per partecipare alle celebrazioni. Loriano Macchiavelli scava ancora una volta in uno dei nodi oscuri e irrisolti della nostra storia. Rievocando la madre di tutte le stragi italiane, mette in scena un pericoloso gioco di accordi tra mafia, politica e servizi segreti. E soprattutto racconta la dolorosa, umana verità di persone e luoghi violati.

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Bernie GuntherBernie Gunther wrote a review
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Noi che gridammo al vento
Loriano Macchiavelli è considerato a ragion veduta il papà del giallo italiano. Probabilmente, se non ci fosse stato il suo Sarti Antonio, i celebri “successori” come il Commissario Montalbano di Camilleri o l’Avvocato Guerrieri di Carofiglio non sarebbero mai venuti alla luce.
Qualche anno fa scrisse – utilizzando lo pseudonimo di Jules Quicher – tre romanzi incentrati su grandi misteri italiani: “Strage”, “Funerale dopo Ustica” e “Un triangolo a quattro lati”.
Ora, a 81 anni compiuti, riprende il discorso lasciato in sospeso, concentrando l’attenzione a quella che è considerata la prima strage dell'Italia Repubblicana”: l'eccidio di lavoratori che avvenne a Portella della Ginestra, vicino a Palermo, il 1º maggio 1947 ad opera della banda criminale di Salvatore Giuliano.
Macchiavelli è un maestro a rimestare nel torbido degli italici misteri. Sulla vicenda reale innesta una trama avvincente, ambientata a 33 anni di distanza dalla strage: nella Sicilia del 1980.
Due donne sono le protagoniste di questo romanzo, davvero ben costruito, che non ha niente da invidiare ai più pubblicizzati prodotti di “genere” d’oltreoceano: Stella (Nina) e Francesca (Ceschina). La prima giunge improvvisamente dalla Svizzera, con un passato indecifrabile alle spalle ed un presente al servizio di un’agenzia di cui – fino alla fine del romanzo – si ignoreranno obiettivi ed implicazioni. La seconda è donna di mafia, ma non nel senso classico del termine: è operativa, con mitraglietta a tracolla e sangue freddo nelle vene.
Sul piatto della bilancia, un documento scomparso da cui dipendono gli equilibri (piuttosto instabili a dire il vero) dell’Italia degli anni ‘80: il memoriale di Salvatore Giuliano, in cui sono contenuti segreti scottanti che potrebbero destabilizzare il futuro del Paese in maniera irreparabile.
Macchiavelli è scrittore sopraffino: la scrittura limpida ed armoniosa si fonde perfettamente con un’accurata analisi sociale e politica, davvero insolita nella letteratura cosiddetta “di genere”.
Ed il romanzo soddisfa appieno il palato degli amanti del giallo/thriller che non si limitano ad apprezzare un valido prodotto d’intrattenimento, ma vogliono provare a vedere cosa si celi realmente sotto il mantello del Paese. Un Paese che nel corso degli anni ’80 del secolo scorso ha vissuto momenti drammatici, funestati da stragi di stato che hanno lasciato un’eredità di ombre impenetrabili, che ancora oggi confondono ed offuscano la coscienza collettiva.
veronica99veronica99 wrote a review
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