Non esiste saggezza
by Gianrico Carofiglio
(*)(*)(*)(*)( )(1,553)
I racconti di "Non esiste saggezza" provengono dai luoghi della realtà quotidiana: sono volti che emergono dalla folla dei viaggiatori, in zone neutrali di transito. Soprattutto, figure di donne: con esse, la voce del narratore è partecipe, solidale, protettiva, come a voler condividere il peso di un segreto in varie forme doloroso, a volerle affrancare da un destino ostile. Appaiono improvvisamente: a un casello autostradale, la bambina solitaria chiede a un automobilista ignaro di accompagnarla verso il mistero. L'attesa notturna in un aeroporto è colmata dai versi di una poetessa russa, dalla sosta sfuggente di una sconosciuta. E, improvvisamente, queste donne scompaiono: dall'ambulatorio di una missione umanitaria, ultimo posto in cui sono state viste una dottoressa volontaria e la ragazza colombiana sua compagna, nella rischiosa sfida a ingiustizie e prevaricazioni. I personaggi maschili si trovano a cercare, a inseguire: un'impressione, un sospetto, una curiosità che li spinge oltre i limiti del prevedibile, talvolta del lecito. E la raccolta si completa con un vero e proprio romanzo di formazione in miniatura, ambientato negli spazi metafisici della Murgia. "Le cose non esistono se non abbiamo le parole per chiamarle."

All Reviews

291 + 7 in other languages
Diego Della RivaDiego Della Riva wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Andrea de FilippisAndrea de Filippis wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
MaqrollMaqroll wrote a review
827
(*)(*)(*)(*)( )
Fronte capillata, post est occasio calva. (Catone)
Ci sono cose che arrivano per caso. Come questo libro che stava appoggiato sul bancone in un locale dove si raccolgono abiti usati per coloro che ne hanno bisogno. Non era da solo, ma questo in particolare aveva catturato il mio interesse.
Ricordavo di aver letto di Carofiglio "passeggeri notturni" e mi era piaciuto. Avevo intitolato il commento: "l'arte di raccontare". Mentre navigavo con la mente su quel dettaglio, una delle anziane (anziane, si fa per dire. Mie coetanee, insomma) una delle volontarie del gruppo mi dice - se le interessa lo prenda - No, ma… veramente - faccio io, e lei - prenda tutti i libri che vuole. Quelli non interessano a nessuno. Qui danno solo fastidio -
Così, dopo aver promesso che sarei ritornato, me ne tornai a casa con tre libri.
Bene. Dopo una prolusione così, dovrei dedicare quattro pagine a parlare del libro.
Sono dieci racconti, ma non mi va di riassumerli. Posso dire che quattro sono di una bellezza e una tristezza struggente. Sai, quelle storie che vorresti non finissero mai, eppure devono la loro bellezza proprio alla brevità e semplicità che le caratterizza. Come quando dipingi un acquerello: una pennellata di troppo e rovini tutto. Irreparabilmente. L'arte di sapersi fermare al momento giusto.
Altri capitoli del libro sono di sapore, temo, autobiografico, essendo stato Gianrico Carofiglio prima poliziotto e poi magistrato. Si parla di crimini, processi, pestaggi, errori giudiziari. Tutte situazioni dolorose ma, ahimè, situazioni possibili, reali, dolorose e maledette.
Chiudo dicendo che solo uno dei racconti mi è parso fuori luogo, un po' banale, una nota stonata, insomma. Ma ognuno ha i propri gusti.
Perciò se vi capitano tra le mani queste 250 pagine di racconti, leggetele. Vi lasceranno la bocca buona.
jeffrey.hammondjeffrey.hammond wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
Luca Barbanti1992Luca Barbanti1992 wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )