Non parlare
by Brian McGilloway
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Derry, Irlanda del Nord. Una notte una bambina viene ritrovata mentre vaga nel fitto bosco innevato. Nonostante il gelo, indossa solo un pigiama con su scritto un nome, Alice, e ha del sangue addosso, ma non è il suo. Difficile capire chi sia e da dove provenga, perché "Alice" non sa o non vuole parlare. L'unica persona di cui sembra fidarsi è la giovane detective che l'ha salvata, Lucy Black. Mentre cerca di identificare la bambina, a poco a poco la detective Black inizia a sospettare che ciò che è accaduto alla piccola Alice abbia a che fare con un altro caso che sta tenendo con il fiato sospeso l'intera città: il rapimento di Kate McLaughlin, la figlia di un noto imprenditore locale. E quando, all'improvviso e senza apparente spiegazione, la detective viene estromessa dalla squadra che indaga sul caso di Kate, i suoi sospetti si fanno sempre più forti. La verità è nascosta in fondo agli occhi pieni di terrore di Alice, e la chiave di tutto potrebbero essere alcuni tragici eventi della recente storia dell'Irlanda, gli stessi che hanno segnato l'infanzia di Lucy...

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CaraffaCaraffa wrote a review
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KinKin wrote a review
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MiriamMiriam wrote a review
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AngelinaAngelina wrote a review
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coleicheleggecoleichelegge wrote a review
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A Derry, Irlanda del Nord, la detective Lucy Black sta affrontando l’ennesima crisi del padre affetto da Alzheimer, che spesso la chiama Janet. Ma poco male se lui l’ha svegliata, qualche minuto dopo è la centrale di polizia a richiedere la sua presenza: in un bosco poco distante da casa sua è stata vista una ragazzina che potrebbe essere Kate McLaughlin, la figlia adolescente di un ricco imprenditore che si suppone rapita. Lucy si precipita e accompagnata dal fattorino che ha visto la ragazzina si inoltra nel bosco in attesa dei rinforzi. Non importa la neve, non importa il freddo: una ragazzina nel bosco di notte ha comunque la priorità. La bambina non è Kate, è uno scriccioletto esile dai lunghi capelli neri bagnati fradici, coperta solo da un pigiamino su cui c’è scritto “Alice”. Evidentemente sotto shock, Alice non parla e nessuno riesce a farla uscire dal suo stato catatonico. La necessità di capire chi sia e cosa sia accaduto, il ricovero nello stesso ospedale del padre – caduto malamente mentre era Lucy era fuori - spingono la poliziotta a stazionare fra le corsie ben oltre il normale e ad interagire con i servizi sociali. Alice, Kate e Janet: tre ragazzine, un solo filo conduttore che parte da lontano, di cui Lucy scoprirà essere parte integrante…
Bel romanzo con qualche incongruità nelle personalità dei personaggi. La trama gialla è fondamentalmente un pretesto abbastanza riuscito per raccontare quella che è stata e probabilmente è ancora la situazione in Irlanda. La storia personale della protagonista è fortemente influenzata nelle sue scelte dal passato della famiglia, coinvolta in pesanti scontri fra nazionalisti e unionisti, ma soprattutto attacchi contro la polizia. Pur non entrando mai nel merito della questione, McGilloway riesce a farci percepire le differenze sociali e politiche che - anche se apparentemente sedate - continuano ad avere una notevole influenza sulle vite degli irlandesi. Un giallo quindi in cui la Storia distrae un po’ dalla storia: leggermente difficoltoso anche seguire l’iter, le procedure e le gerarchie della polizia che sono evidentemente diverse dalle nostre ma anche da quelle americane e inglesi a cui bene o male siamo abituati come lettori o spettatori se non come cittadini. Ottimo per passare qualche ora, ma senza aspettarsi il capolavoro.