Northlanders vol. 3
by Brian Wood, Danijel Zezelj, Davide Gianfelice, Dean Ormston, Vasilis Lolos
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Brian Wood continua a sorprendere e divertire con il suo originale stile che amalgama generi e tematiche diverse. Tutto questo gli ha permesso di diventare “uno dei migliori scrittori dell’industria” (IGN.com). Questo volume contiene i numeri 9-10 e 17-20 della serie originale, illustrati da artisti

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3
AnjubbisAnjubbis wrote a review
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Spoiler Alert
Molto bello questo terzo volume della saga norrena di Brian Wood. A differenza dei precedenti, esso raccoglie 4 storie, una più bella dell'altra. Tutte disegnate da abili illustratori tra i quali il nostrano Davide Gianfelice, già noto autore tra l'altro di John Doe per la defunta Eura Editoriale, che qui illustra un piccolo epilogo a distanza di diversi anni della saga di Sven l'Immortale, che ha aperto la serie con il volume 1 ("Il ritorno di Sven"). Per me, che ho adorato quel primo volume, quest'ultimo racconto non è all'altezza nè dell'antecedente narrativo nè delle storie che lo precedono in questo albo.
La prima, "Linidfarne", narra della battaglia di Lindisfarne, appunto, che ha avuto luogo grazie ad un bambino che prega gli dèi del nord di liberarlo dagli invasori cristiani: "[i]La religione di questi cristiani insegna la schiavitù... il silenzio... la completa obbedienza... la tortura trattata come onore... il dolore e la morte come una ricompensa alla fine di tutto... Ma non i miei dei. Li prego per la mia libertà, per l amia felicità, per correre col vento alle spalle... per vivere come loro, li prego. E quando crepitano i fulmini... quando il mare sale e si infrange... quando le foreste gemono e la terra stessa mi trema sotto i piedi... so che gli dei della guerra delle terre del Nord mi hanno sentito[/i]". Il piccolo Edwin perde così tutto, ma guadagna una nuova vita, e soprattutto la libertà mai prima conosciuta.
Ne "L'arte vichinga del Combattimento uno contro uno" Wood si cimenta in una narrazione atipica, che illustra al lettore appunto la tecnica e l'arte del combattimento corpo a corpo vichingo. Vi sono pochi dialoghi, molte narrazioni. Forse un po' troppo lungo, eppure abbastanza efficace. Il più debole dei tre (escludo il quarto perché è molto breve, quasi un'appendice).
Molto interessante - forse perché chi scrive è una donna - è il terzo racconto, "Le fanciulle scudo", nel quale tre vedove, alle quali sono appena morti i mariti vichinghi in battaglia, si danno alla fuga e - occupata una antica roccaforte romana - combattono contro gli assalitori e li sconfiggono, assaporando così la frenesia della battaglia, e allo stesso tempo la calma concentrata, che certamentei rispettivi mariti provavano quando erano ancora in vita e si dedicavano alle scorrerie per i mari: "Furono completamente presi dal panico e, se le razzie vichinghe si avvicinavano a tutto questo, perdonavo mio marito per le sue lunghe assenze".
Forti, indipendenti, coraggiose, queste tre donne del Nord riescono a riavere la propria libertà e vivere dignitosamente grazie ad una parte del tesoro dei mariti.
Molto interessante, in questo racconto, il modo in cui le tre fanciulle si preparano alla battaglia, i loro discorsi, le loro paure, ma anche la loro caparbietà.
Il quarto ed ultimo racconto, a mio parere più una sorta di appendice, è dedicato a Sven. Torna Gianfelice, torna Sven, ma è ormai vecchio e deve difendere i suoi bambini da sette giovani imbecilli che hanno deciso stoltamente di sfidare colui il quale è ormai diventato, suo malgrado, una leggenda.
Sinceramente, potevano risparmiarsela, e lasciare la saga di Sven dove era terminata con il volume 1.
Concludendo, ritengo il qui presente davvero un bell'albo, nettamente migliore del secondo anche se discontinuo, in quanto diviso di 4 diverse storie.