Novella degli scacchi
by Stefan Zweig
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Stefan Zweig scrisse "Novella degli scacchi" nel 1941, pochi mesi prima di suicidarsi, insieme con la seconda moglie, nella città brasiliana di Petropolis, il 22 febbraio 1942. La notizia della sua morte fu soffocata da quelle provenienti dai fronti di guerra e così anche la sua ultima, disperata protesta, non fu che un flebile grido, quasi inudibile nel frastuono di quegli anni. Nella "Novella degli scacchi" lo stato d'animo di abbandono, di infinita stanchezza, di rinuncia alla lotta, è prefigurato nella sconfitta di colui che rappresenta la sensibilità, l'intelligenza, la cultura per opera di un semianalfabeta, ottuso uomo-robot. E, a rendere ancora più crudele la disfatta dello spirito, Zweig scelse come terreno dello scontro una scacchiera.

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eddy64eddy64 wrote a review
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Passione e follia per “il gioco dei re”
l “gioco dei re”, come vengono talvolta definiti gli scacchi, è forse l’unico gioco dove la fortuna non conta, ma solo l’intelletto e la capacità di concentrazione e applicazione, un gioco complesso che affascina e intimorisce allo stesso tempo.
Su una nave da crociera durante l’ultima guerra si svolge una memorabile partita tra due giocatori che più diversi non potrebbero essere. Il campione russo, che incontriamo per primo nel racconto, è in realtà un uomo privo di passione e di cultura, bravo e insuperabile solo sulla scacchiera; scostante e altezzoso gioca solo per denaro, una sorta di uomo – robot privo di immaginazione tanto da non poter ricostruire mentalmente una partita.
il signor B. invece è un avvocato della vecchia Vienna, imprigionato dalla Gestapo dopo l’annessione dell’Austria, per estorcergli la destinazione dei beni della chiesa e dei monarchici di cui da anni era fidato amministratore. Rinchiuso per mesi in una anonima stanza d’albergo trova un manuale di scacchi, così il gioco diventa prima un rifugio dove esercitare la mente estraniandosi dalla prigionia, poi una passione fino a rasentare la follia quando costruisce partite immaginarie contro sé stesso, l’Io bianco che sfida l’Io nero. La partita con il campione russo sulla nave è la prima sfida reale contro un avversario reale.
Racconto lungo o romanzo breve, la Novella degli scacchi è un gioiellino. Inizia come il racconto di un simpatico aneddoto di viaggio – l’incontro con il campione russo, l’iniziativa di un gruppo di giocatori di pagarlo per il brivido di sfidarlo – poi la lunga confessione del signor B ci catapulta nell’angoscia e nella tensione, facendoci sentire il dramma di una persona confinata nel nulla, svuotata, annichilita nel buio opprimente della prigionia nazista. La sfida finale si carica di significati e diventa il simbolo dello scontro tra il vecchio mondo della sensibilità, dell’intelligenza, della cultura a cui lo scrittore stesso apparteneva e il terribile nuovo che avanza, fatto di uomini razionali, specialisti in attività meccaniche ma privi di sentimenti e comprensione. Zweig all’epoca non aveva dubbi su chi poteva essere il vincitore (e pochi mesi dopo si suicidò insieme alla moglie). Quattro stelle meritate.
tartartartar wrote a review
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Elena824bElena824b wrote a review
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Frasi arziantiFrasi arzianti wrote a review
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