Oggetti smarriti
by Shaun Tan
(*)(*)(*)(*)(*)(323)

All Reviews

38 + 11 in other languages
TuttoilpacchettoTuttoilpacchetto wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Yuko86~Living For BooksYuko86~Living For Books wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)( )
Avevo sentito mesi fa parlare di Shaun Tan per il suo silent book L'approdo, ma non mi era ancora mai capitato di avvicinarmi a una sua opera.
Ho trovato La cosa smarrita nel reparto dei libri illustrati per bambini e sono stata subito catturata dalla sua copertina.
Protagonista della vicenda è un ragazzino che, mentre è a cercare tappi sulla spiaggia per la sua collezione, trova una strana e non meglio definita Cosa, che evidentemente è stata smarrita.

Le si avvicina, le parla, giocano insieme. Quando però giunge la sera non sa bene come fare, perché non sa di chi sia né dove abiti la Cosa. Decide allora di tenerla con sé. I due trascorrono momenti felici insieme, ma il loro idillio è destinato a non durare: i genitori si oppongono alla permanenza della Cosa a casa loro, e quindi al ragazzo non resta altro da fare che portarla presso una sorta di enorme deposito degli oggetti smarriti, pubblicizzato in ogni dove. Ma sarà davvero quello il posto giusto per la Cosa? A voi il piacere di scoprirlo.
Una trentina di pagine che mi hanno piacevolmente colpito e ammaliato. La città rappresentata da Tan è un luogo grigiastro, piatto, triste, in cui la Cosa, con il suo bel colore rosso, spicca come non mai: eppure, nonostante ciò, nessuno la nota, nessuno le si avvicina, nessuno la aiuta. Sono tutti troppo concentrati su sé stessi e sulla loro vita, sui loro crucci e i loro problemi. Nessuno si accorge di averla persa, i genitori del protagonista neppure si accorgono di averla in salotto finché lui non la fa notare loro. L'indifferenza domina questa società e ciò si riflette nei suoi colori, nelle sue vie, nei suoi abitanti, che hanno perso verve e sono diventati grigi.

Una Cosa che volontariamente rimane vagamente definita e in cui il lettore può identificare ciò che più lo aggrada. Nel momento in cui poi al protagonista viene imposto di liberarsene ci veniamo a scontrare con la facilità con cui ci liberiamo delle cose, senza preoccuparci più di tanto di dove esse andranno a finire. E non lo facciamo solo con le cose, ma anche con le persone. E, secondo Tan, pare che solo chi continua a guardare le cose con l'innocenza di un bambino, con un occhio ancora aperto alla meraviglia, possa fare la differenza ed essere davvero, ancora, umano.
RobertoRoberto wrote a review
436
(*)(*)(*)( )( )
LorelaiLorelai wrote a review
45
(*)(*)(*)(*)(*)
Ci sono cose che non vedi se non le cerchi..
Generalmente si leggono libri fatti di parole, su pagine in biano e nero, raramente con quache illustrazione..questa volta, invece, in modo del tutto inaspettato, ho trovato nella libreria di un'amica questa splendida graphic novel..un piccolo gioiello! :)

Shaun Tan, illustratore e scrittore australiano (di origini malesi), ci propone due storie meravigliose. La prima è Oggetti smarriti - di cui probabilmente avete visto il corto (fantastico anche questo..vi consiglio caldamente di vederlo..straordinario! Se non vi foste già decisi a farlo, sappiate che ha anche vinto il Premio Oscar!): parla di un ragazzo in cerca di tappi sulla spiaggia per la sua incredibile collezione che, all'improvviso, nota qualcosa di abbandonato/perso.., completamente invisibile agli altri nonostante le sue notevoli dimensioni e il suo sgargiante colore rosso. Commovente il campanellino che suona sull'illustrazione quando il piccolo (forse poi non così tanto!) uomo gli si avvicina e lo nota in quel mondo di indifferenza generale, in quella monotona realtà. Non vi anticipo altro perchè la storia bisogna godersela: un libro illustrato ha anche il pregio di regalare al lettore un viaggio personale..
La seconda storia, un po' "nascosta" ma anche questa di rara bellezza, è L'albero rosso: protagonista è una bambina, che trascorre i suoi giorni nella più profonda apatia, in un grigiume inusuale per la sua età, priva di espressione..tant'è che non ha neanche quasi la bocca per sorridere..da puro graffito, monodimensionale, deciderà di diventare qualcosa di vivo..una figura a tutto tondo.

Le poche parole presenti ci guidano, sembrano volerci "svegliare", farci vedere/sentire e, perchè no?!, volere di più..essere più partecipi della realtà circostante. Non solo gli "oggetti" ma anche le persone possono diventare "trasparenti" se si comincia a non farci più caso..

Quelle proposte in questo volume sono storie un po' di denucia e rappresentano il mondo in cui viviamo..di cose che non vedi finchè non le cerchi. Cose smarrite che, se guardate, ci stupiscono per quanto sono numerose.

Da leggere, riguardare e sfogliare perchè un'immagine, quasi sempre, racconta più di mille parole..
EcilaEcila wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
kovalskikovalski wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
GatassoneGatassone wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
zuccazucca wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
se, vabbè, parlare di tan.
sugherini of the world