Ogni cosa al suo posto
by Oliver Sacks
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Come i suoi lettori ben sanno, il tratto che accomunava le varie facce di quella personalità unica che è stato Oliver Sacks era la passione. Una passione destinata ancora una volta a contagiarci, giacché in questo libro ritroveremo tutta la vitalità dell’uomo curioso, l’acutezza dello scienziato, l’empatia del medico, la brillantezza dello scrittore. Risaliremo, sul filo dei ricordi, alla genesi di tante sue inclinazioni: quella per il nuoto, trasmessa dal padre; quella per la storia naturale, maturata nel corso delle visite al Museo di Storia naturale a South Kensington; quella per le biblioteche, innescata dagli scaffali del salotto di casa. Ammireremo la sua non comune capacità di auscultare le neuropatologie e le psicopatologie come fossero irruzioni di antropologie aliene, dalla « figura di cera » congelata nell’immobilità per un « coma ipotiroideo » ad alterazioni percettive quali gli « arti fantasma », dai sintomi terribili dell’encefalite letargica ai più eccentrici disturbi della cognizione o dell’umore. Rimarremo colpiti dalla molteplicità di temi e interessi coltivati in un’esistenza fatta di molte esistenze sovrapposte, dalla vita extraterrestre alle varietà zoologiche – elefanti, oranghi, pesci – ai giardini e agli orti botanici. E ancora una volta ci faremo trascinare da quella voce perturbante e partecipe, ironica e intensa che connotava – « non importa se nella contemplazione di un’opera d’arte, di una teoria scientifica, d’un tramonto o del volto di una persona amata » – la sua inesauribile voracità conoscitiva.

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StreppyStreppy wrote a review
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Che meraviglia tutti ciò che è bizzarro!
Probabilmente molti di voi avranno sentito parlare di Oliver Sacks, romantico neurologo, chimico e grande divulgatore scientifico. Per chi, di contro, non lo conoscesse, un film può venire in soccorso e chiarire l'ambito in cui ci stiamo muovendo. La pellicola a cui mi riferisco è "Risvegli" - capolavoro degli anni '90 tratto dal suo omonimo saggio e interpretato da un colosso del cinema come Robin Williams. La materia in questione è la neurologia, branca della medicina complessa e fascinosamente legata al benessere psico fisico.

Con "ogni cosa al suo posto", l'autore racconta la sua esperienza personale e professionale. Ebbe una vita intensa e in questo saggio restituisce al lettore un'idea piuttosto completa di quello che fu la sua personalità. Il libro trasuda infatti passione e conoscenza, entrambi fortemente presenti tanto nella sua attività di medico quanto in quella di scrittore.

Il testo è organizzato in tre parti distinte.

Si comincia con una serie di racconti, tutti frutto di nostalgici ricordi tratti dalla giovinezza. Seguiamo così il percorso formativo di un giovane appassionato di scienza che, dopo essersi calato nei panni di un naturalista vittoriano, ci fa parteci della sua passione per gli invertebrati. Ci guida nei meandri del museo di storia naturale di South Kensington e si addentra nel museo di geologia dove, incantato, ammira la perfezione matematica dei cristalli. È sulla loro superficie che gli occhi famelici di questo adolescente scorgono lo stratificarsi di secoli e storia.
Il capitolo dedicato ai tempi dei suoi studi ad Oxford - dove protagoniste sono le biblioteche ricche di preziosi incunaboli- chiude la prima parte e ci introduce alla seconda, in cui Sacks racconta alcuni casi clinici che, ormai adulto, si trova ad affrontare nelle vesti di neurologo.

Questi stralci sono estremamente interessanti. Non vi anticipo nulla ma, a lettura terminata, è prepotente in me un'idea clinica di benessere: possedere un corpo e controllarlo dipende solo parzialmente dalla psiche e in larghissima parte dai propri nervi.
Allucinazioni, crisi estatiche, esperienze extracorporee, tic, sindrome di Tourette, psicosi maniaco depressive sono sviscerate con chiarezza in tutta la loro fattualità.
Di questa seconda parte del libro merita di essere citata l'esperienza di una piccola realtà olandese, dove il disturbo mentale ha cessato da tempo di essere stigma. A Geel, cittadina in cui si venera Dympha - santa protettrice dei folli - il mito si trasforma in pratica sociale e molte famiglie si rendono disponibili ad accogliere e adottare malati psichici.

Nella terza parte Sacks si fa testimone delle tradizioni - anche legate alla sua origine ebraica-, ci racconta di un curioso ed emozionante contatto con un orango, affossa la realtà virtuale e promuove la scienza come via maestra per l'evoluzione:

"Mi sembra che soltanto la scienza, sostenuta dal rispetto per i valori umani, dal buon senso, dalla lungimiranza e dalla preoccupazione per gli sfortunati e i poveri offra al mondo una speranza nella palude in cui attualmente si trova"

Nel chiudere questo volume mi porto a casa un'esperienza bellissima e con le sue parole vorrei celebrare la dignità che è sempre viva, anche nei folli, anche in chi è diverso:

“Tra gli ebrei ortodossi, esiste una benedizione da pronunciare quando si è testimoni di qualcosa di strano: si benedice Dio per la diversità della creazione, e gli si rende grazie per la meraviglia di ciò che è bizzarro".
tatotato wrote a review
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