Oltre l'invisibile
by Clifford D. Simak
(*)(*)(*)(*)( )(109)
In riva a un fiume, su Aldebaran XII, c'è un'astronave schiantata. Intorno giacciono i cadaveri semicarbonizzati di cinque umani. Ma non si tratta di un incidente; e tra i cinque «umani» c'è una leggera differenza: tre sono uomini, mentre gli altri due, distinti soltanto da un segno sulla fronte, «n... More

All Reviews

12 + 1 in other languages
FuSerFuSer wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)( )
Il romanzo si articola attraverso tre linee temporali: quella presente che viene ambientata nell'ottavo millennio; quella passata, circa sei mila anni prima; quella futura, 500 anni dopo. Si parla d'un'epoca nella quale l'Uomo ha ormai colonizzato quasi tutta la galassia d'appartenenza ma, per scarsità numerica, ha dovuto ricorrere alla fabbricazione d'androidi al fine di tener sotto controllo i vasti possedimenti. Questi androidi, grazie all'avanzatissima tecnologia vigente, non sono altro che uomini in tutto e per tutto, con la sola differenza di non poter riprodursi. Essi vengono perciò marchiati sulla fronte per motivi di riconoscibilità.
Il personaggio principale della nostra storia è Asher Sutton, un uomo spedito in missione verso l'unico sistema stellare che non sia mai stato penetrato dalla razza umana per ragioni tuttora misteriose, 61 Cygni. Sutton scompare, ma riappare vent'anni dopo, molto cambiato, provocando una certa sorpresa in diversi ambienti. Questo ritorno eccezionale rivela una guerra temporale, che sembra verrà provocata da un libro sul Destino non ancora scritto ed il cui autore sarà proprio il nostro redivivo. Sono tre le fazioni sul terreno: la burocrazia terrestre, con a capo l'oscuro Morgan coadiuvato da Christopher Adams, il vecchio capo di Sutton, che tenta senza mezzi termini d'uccidere il futuro scrittore per conservare lo status quo; i revisionisti, guidati da Trevor, che tentano di corromperlo allo scopo di fargli enunciare concetti che pongano il genere umano a capo d'ogni altra forma di vita; infine, i buoni, gli ortodossi, di cui fan parte gli amici Herkimer ed Eva, i quali combattono una mera guerra di posizione in modo da limitare le vittime ma nello stesso tempo di consentire a Sutton la scrittura libera ed indipendente del trattato.
I lati maggiormente affascinanti dell'opera sono due:
- le nuove capacità (in realtà, veri e propri poteri) che il protagonista esercita al suo ritorno da 61 Cygni sono molto stimolanti;
- l'organizzazione sociale che vede l'umanità governare sugli androidi, ma nello stesso tempo dipenderne pesantemente, ricorda la concezione marxiana di lotta di classe, con l'Uomo nel ruolo della borghesia e gli androidi in quello del proletariato.
Ottima fantascienza.
NicatelNicatel wrote a review
01
(*)(*)(*)( )( )
Retrofuturo confuso e ormai datato
"Oltre l'invisibile" aveva forse qualcosa da dire negli anni '50, quando fu scritto, ma ora sarebbe impubblicabile. Si svolge attorno all'anno 8000, ed è un tipico esempio di "retrofuturo", cioè il lontanissimo futuro come lo immaginavano allora: videotelefoni pubblici a gettone, robot centralinisti, astronavi atomiche, macchine del tempo, giornali cartacei con le notizie della galassia, bobine di pellicole di microfilm... affiancati a libri di successo, collezioni di francobolli e duelli con la Calibro 45.
A parte questo, negli anni '50 dovevano ragionare davvero in modo diverso da noi, se hanno fatto diventare un successo questo libro che mischia alieni, androidi, robot, resurrezioni, viaggi nello spazio, viaggi nel tempo, telepatia, superpoteri, duplicazione umana, in un minestrone dove nulla viene approfondito ma tutto viene gettato dentro e mescolato. E comunque si può sospendere l'incredulità su tutte queste cose, ma non sul fatto che il protagonista erediti per caso una cassa dove trova una lettera cartacea (ancora chiusa) scritta SEIMILA anni prima da un suo antenato, conservata da allora, e scritta in linguaggio corrente!
Tre stelle solo per incoraggiamento, perché è uno dei primi romanzi di Simak.

Note a margine:
1) perché intitolarlo "Oltre l'invisibile", quando il titolo originale è "Time and again"? Non capirò mai alcune scelte editoriali, ma - se proprio non vuoi usare la traduzione letterale del titolo originale - in questo caso mi vengono in mente almeno venti titoli che potrebbero essere più attinenti al contenuto del libro.
2) nella quarta di copertina è clamorosamente evidente che la coppia Fruttero & Lucentini non ha proprio idea di cosa parli questo romanzo; d'altra parte nessuno dei due ha voglia di leggerlo prima di presentarlo (probabilmente si sono limitati a prendere un titolo famoso del catalogo e ristamparlo in questa collana). Così utilizzano il sistema "guardo-al-volo-le-prime-due-pagine-e-le-riporto-qui-e-poi-sbrodolo-due-frasi-generiche-sull'autore". Un sistema che a volte funziona, ma più spesso no. In questo caso le prime due pagine non danno affatto l'idea del contenuto.
Mr JingleMr Jingle wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
Simak: oltre l'invisibile
rece completa qui: beatblog2.blogspot.it/2013/06/clifford-d-simak-pt1-oltre-linvisibile.html

Oltre l'invisibile (1951) è uno dei più celebri romanzi di Simak, in cui vengono snocciolati – purtroppo in modo troppo superficiale e sparso – spunti speculativi davvero all'avanguardia. C'è il fondamento della poetica di Simak, forse ancora un po' alla rinfusa sebbene il salto di qualità tra Ingegneri cosmici e Oltre l'invisibile sia assoluto.
Il concetto fondamentale, per Simak, è la possibilità di una condizione di vita diversa da quella che conosciamo, situata in un altrove più o meno specificato. In questo caso su un pianeta lontano, padroneggiata da una sorta di coscienza intangibile (ma tratteggiata come un microrganismo). Essa rappresenta per l'uomo la possibilità di un eterno paradiso e, quindi, è una assoluta rivoluzione. Sutton, che l'ha scoperta ed è tornato inspiegabilmente da una missione finita male, vuole diffondere questa conoscenza mediante un libro che avrà importanza biblica. Viene osteggiato da alcuni gruppi rivali che, dal futuro, ritornano per cercare di cambiare la storia. [...]
H. P. LovecraftH. P. Lovecraft wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Il primo romanzo di Simak e probabilmente il suo capolavoro.Di quest'opera colpisce la grande fotografia che l'autore riesce a dare della situazione degli umani e di quella degli androidi pur senza annoiare con lunghe filippiche.Il fatto che si parli di salti temporali (viaggi nel tempo) conferisce spesso alla narrazione l'aria del sogno, con molti elementi onirici che però non appesantiscono il racconto.Forse un po troppo ruffiano e buonista il finale ma lo svolgimento è da applausi.