Onore e dignitudine
by Ludovica Ioppolo, Sabrina Garofalo
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Le storie che raccontiamo in questo libro rappresentano uno spaccato della grande realtà quotidiana delle mafie. Abbiamo scelto di immergerci in una dimensione nuova, quella delle relazioni private e intime in cui “le piccole storie di donne e uomini” forniscono nuovi modi di leggere il fenomeno e di raccontarlo.
Partire dal piccolo, dalle passioni, dai sentimenti, dai desideri.
Una scelta precisa, quella di guardare e ascoltare, in una prospettiva di genere, le storie di uomini comuni che si innamorano di donne che non possono amare. Donne che non possono in nessun modo passare il confine della famiglia e della ’ndrangheta. E che invece rompono il tabù dell’onore e della “dignitudine”, contro ogni logica, oltre il controllo mafioso totale e totalizzante.
Raccontare è anche fare memoria, e non è solo il monito del “non dimenticare” a fare la differenza. È un gesto politico quello di contribuire a decostruire l’immaginario mafioso legato all’onore, alla narrazione macro che descrivendo le grandi operazioni e i grandi traffici, non permette di considerare che di ’ndrangheta – ma anche di amore, di onore e di dignitudine – si muore.

Sabrina Garofalo
Dottora di ricerca in Politica società e cultura presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica dell’Università della Calabria, è docente a contratto di sociologia generale presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Negli ultimi anni, si è occupata di formazione e ricerca per “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” in Calabria.

Ludovica Ioppolo
è sociologa e ricercatrice Istat. Per diversi anni, si è occupata di formazione e ricerca per “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e collabora con la cattedra di Sociologia della criminalità organizzata del prof. Nando dalla Chiesa all’Università Statale di Milano.

All Reviews

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E poi ci sono quei giorni che girando per la Feltrinelli ti cade l'occhio su questo piccolo libriccino ed in un secondo ti ritrovi alla cassa. Il fatto poi che sul retro sia scritto "il compenso dei diritti delle Autrici sarà devoluto a percorsi e progetti di memoria per le vittime delle mafie" ti rende anche consapevole che contribuisci a qualcosa di buono.
"Le storie che raccontiamo in questo libro rappresentano uno spaccato della grande realtà quotidiana delle mafie. Abbiamo scelto di immergerci in una dimensione nuova, quella delle relazioni private e intime di cui "le piccole storie di donne e uomini" forniscono nuovi modi di leggere il fenomeno e di raccontarlo" .
Cosa sappiamo noi dell'ndrangheta e di tutti i suoi meccanismi.? Sempre e solo molto poco e libri come questo non servono solo a colmare lacune, ma anche a portare alla luce storie che altrimenti non verrebbero mai raccontate.
Come quella di Lollò Cartisano sequestrato il 22 luglio del 1993. Il corpo viene ritrovato dieci anni dopo solo dopo l'indicazione di uno dei carcerieri. Non viene spiegato il motivo del sequestro e non viene detto l'esito del processo. Forse perchè ancora non sono stati identificati i mandanti.
Demetrio Quattrone è un giovane ingegnere , ispettore del lavoro ucciso il 28 settembre 1991, colpevole di aver scritto quello che accadeva nel settore edilizio. "Il partito dei palazinari a Reggio governa la città. Come si diceva, l'affare assicurato periodicamente e senza programmazione dallo Stato porta flussi di denaro che non vengono reinvestiti nell'azienda che avrebbe dovuto produrre il bene oggetto dell'appalto."
Vincenzo Grasso è ormai un nome noto a tutti. Chi non conosce ancora quell'imprenditore che ha detto no al pizzo? Che ha osato denunciare? La risposta dell'ndrangheta non tarda ad arrivare. Ucciso il 20 marzo 1989.
Alessandro Bozzo giornalista di quarant'anni suicidatosi il 15 marzo 2013. Il processo in corso è per violenza privata. Ecco quanto scrive "in un mondo normale se uno fa il proprio dovere nell'interesse dell'azienda per cui lavora e della comunità, fa carriera. E viene trattato con riguardo, rispettato e stimato. Perchè ha etica professionale e rispetto della legge o semplicemente perchè è onesto e non gli piacciono furbetti e prepotenti. Ma Cosenza non è una città normale. Qui se uno fa il proprio dovere lo assegnano ad altro incarico e se si ribella gli incendiano pure la macchina. Per far carriera a Cosenza bisogna essere vigliacchi senza onore o imbroglioni dell'avidità insaziabile, sempre pronti a inginocchiarsi davanti ai prepotenti".
E poi ci sono quelli ammazzati per essersi innamorati della donna sbagliata. Sì perchè il tradimento viene visto come un disonore per la famiglia che lo subisce.
Pino Russo Luzza scomparso il 15 gennaio 1994, Massimiliano Carbone morto il 23 settembre 1999, Fabrizio Pioli ucciso il 23 febbraio 2012. “Megghiu na figghia morta che disonorata” questo quanto detto dalla mamma di Simona, compagna di Fabrizio.
L'ultima storia è quella che mi ha colpito di più. Lei si chiama Angela Donato ed il figlio Santo Panzarella. Angela conosce molto bene l'ambiente degli ndranghetisti anche se non ne è mai entrata a far parte. Nonostante conosca bene l'ambiente nulla ha potuto per salvare la vita di suo figlio. Sì perchè quando si decide per la tua morte, niente e nessuno li può fermare. E' il 10 luglio 2002 quando Santo viene ucciso ed è il 23 maggio 2006 quando viene ritrovato un frammento osseo. A questa madre non rimane altro che denunciare tutto e tutti, ma quando tutti hanno forze e mezzi ecco che vengono tutti assolti.
quando leggi libri come questo o come altri la desolazione è tanta perchè sono meccanismi talmente ben organizzati ed integrati nel territorio che difficilmente li si estirpa.
cotolettacotoletta wrote a review
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E poi ci sono quei giorni che girando per la Feltrinelli ti cade l'occhio su questo piccolo libriccino ed in un secondo ti ritrovi alla cassa. Il fatto poi che sul retro sia scritto "il compenso dei diritti delle Autrici sarà devoluto a percorsi e progetti di memoria per le vittime delle mafie" ti rende anche consapevole che contribuisci a qualcosa di buono.
"Le storie che raccontiamo in questo libro rappresentano uno spaccato della grande realtà quotidiana delle mafie. Abbiamo scelto di immergerci in una dimensione nuova, quella delle relazioni private e intime di cui "le piccole storie di donne e uomini" forniscono nuovi modi di leggere il fenomeno e di raccontarlo" .
Cosa sappiamo noi dell'ndrangheta e di tutti i suoi meccanismi.? Sempre e solo molto poco e libri come questo non servono solo a colmare lacune, ma anche a portare alla luce storie che altrimenti non verrebbero mai raccontate.
Come quella di Lollò Cartisano sequestrato il 22 luglio del 1993. Il corpo viene ritrovato dieci anni dopo solo dopo l'indicazione di uno dei carcerieri. Non viene spiegato il motivo del sequestro e non viene detto l'esito del processo. Forse perchè ancora non sono stati identificati i mandanti.
Demetrio Quattrone è un giovane ingegnere , ispettore del lavoro ucciso il 28 settembre 1991, colpevole di aver scritto quello che accadeva nel settore edilizio. "Il partito dei palazinari a Reggio governa la città. Come si diceva, l'affare assicurato periodicamente e senza programmazione dallo Stato porta flussi di denaro che non vengono reinvestiti nell'azienda che avrebbe dovuto produrre il bene oggetto dell'appalto."
Vincenzo Grasso è ormai un nome noto a tutti. Chi non conosce ancora quell'imprenditore che ha detto no al pizzo? Che ha osato denunciare? La risposta dell'ndrangheta non tarda ad arrivare. Ucciso il 20 marzo 1989.
Alessandro Bozzo giornalista di quarant'anni suicidatosi il 15 marzo 2013. Il processo in corso è per violenza privata. Ecco quanto scrive "in un mondo normale se uno fa il proprio dovere nell'interesse dell'azienda per cui lavora e della comunità, fa carriera. E viene trattato con riguardo, rispettato e stimato. Perchè ha etica professionale e rispetto della legge o semplicemente perchè è onesto e non gli piacciono furbetti e prepotenti. Ma Cosenza non è una città normale. Qui se uno fa il proprio dovere lo assegnano ad altro incarico e se si ribella gli incendiano pure la macchina. Per far carriera a Cosenza bisogna essere vigliacchi senza onore o imbroglioni dell'avidità insaziabile, sempre pronti a inginocchiarsi davanti ai prepotenti".
E poi ci sono quelli ammazzati per essersi innamorati della donna sbagliata. Sì perchè il tradimento viene visto come un disonore per la famiglia che lo subisce.
Pino Russo Luzza scomparso il 15 gennaio 1994, Massimiliano Carbone morto il 23 settembre 1999, Fabrizio Pioli ucciso il 23 febbraio 2012. “Megghiu na figghia morta che disonorata” questo quanto detto dalla mamma di Simona, compagna di Fabrizio.
L'ultima storia è quella che mi ha colpito di più. Lei si chiama Angela Donato ed il figlio Santo Panzarella. Angela conosce molto bene l'ambiente degli ndranghetisti anche se non ne è mai entrata a far parte. Nonostante conosca bene l'ambiente nulla ha potuto per salvare la vita di suo figlio. Sì perchè quando si decide per la tua morte, niente e nessuno li può fermare. E' il 10 luglio 2002 quando Santo viene ucciso ed è il 23 maggio 2006 quando viene ritrovato un frammento osseo. A questa madre non rimane altro che denunciare tutto e tutti, ma quando tutti hanno forze e mezzi ecco che vengono tutti assolti.
quando leggi libri come questo o come altri la desolazione è tanta perchè sono meccanismi talmente ben organizzati ed integrati nel territorio che difficilmente li si estirpa.