Orgoglio e pregiudizio
by Jane Austen
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Sere MoSere Mo wrote a review
010
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ManuManu wrote a review
28
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La perfezione non esiste, ma talvolta ci si avvicina.
Prima lettura del nuovo anno che difficilmente avrebbe potuto essere più piacevole. L'autrice mi ha preso per mano e mi sono lasciato trasportare tra le campagne dell’Inghilterra di inizio ‘800, immerso nel verde di sentieri e boschi, rimanendo incantato dai panorami favolosi di natura incontaminata. Inoltre, ho potuto oziare e prendere il tè nei salotti elegantemente arredati, facendomi travolgere dalle vicende amorose della famiglia Bennet. 
La Austen ha la capacità straordinaria di lasciare il lettore incollato alla pagina, facendogliela girare con impazienza una volta terminata per la curiosità di scoprire cosa succede in quella successiva, nonostante nel concreto non accada mai nulla di rilevante. Come già accennato, i protagonisti del romanzo trascorrono le loro giornate tra salotti e balli, immersi nell’ozio. Tuttavia, ci si appassiona ardentemente alle vicende narrate, in particolar modo a quelle riguardanti Jane ed Elizabeth, le due sorelle maggiori, che per distacco sono le più intelligenti. Lizzy, sagace e scanzonata, secondo molti ha diversi tratti del carattere della scrittrice, risultando così un personaggio fortemente autobiografico. 
Il romanzo in questione è un classico intramontabile scritto da una penna superlativa, elegante e raffinata come quella della Austen, sul quale non è necessario spendere ulteriori elogi per sottolinearne la grandezza. Trama, personaggi, dialoghi e luoghi sono impressi su carta in maniera eccellente e fusi insieme compongono un quadro idilliaco che rasenta la perfezione. Spero che aver iniziato il nuovo anno con questo gioiello sia di buon auspicio per le prossime letture.
SPIDYSPIDY wrote a review
01
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AK-47AK-47 wrote a review
832
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Spoiler Alert
Finito. Guardiamo avanti

Ho sempre accuratamente evitato i libri incentrati prevalentemente su una relazione sentimentale, le sue circonvoluzioni, i suoi sbalzi verso l'alto o verso il basso prima dell'inevitabile lieto fine: li ho sempre trovati insulsi e noiosi. Detto questo, credo che non si possa ignorare un romanzo che, a distanza di secoli, resiste, inscalfibile, tra i classici più letti e amati. Questo lungo preambolo mi serve soltanto a sottolineare che non ho iniziato il romanzo della Austen volentieri, diciamo piuttosto, con la cocciuta volontà del lettore incallito che non vuole tralasciare di battere nemmeno i sentieri che lo attirano poco o per niente. E poi, in fondo, si è trattato di un audiolibro, letto dalla bravissima Paola Cortellesi, ascoltato a spizzichi e bocconi nel tragitto casa-lavoro. La storia è arcinota: di Jane ed Elizabeth, le maggiori tra le 5 sorelle Bennett, figlie di un facoltoso proprietario terriero nella campagna inglese dell'ottocento, s'innamorano, rispettivamente, Mr. Bingley e Mr. Darcy. Mentre il primo ha un carattere piuttosto semplice, buono e solare e viene da subito ricambiato da Jane nell'amore, il secondo è inizialmente altezzoso verso i Bennett, consapevole della loro grande distanza sociale (la sua è una famiglia nobile di antico lignaggio e i Bennett, da parte della madre, donna sciocca e vanesia, vengono invece dalla classe mercantile). Dopo una lunga serie di vicissitudini, allontanamenti forzati (di Bingley da Jane), menzogne smascherate, un primo clamoroso rifiuto (di Elizabeth a darcy), tutto finisce bene con le due coppie che si uniscono in matrimonio, con l'amore, soprattutto nella coppia Darcy-Elizabeth, che trionfa sulle convenzioni sociali portate avanti da una parte dei parenti di lui, che non vedevano di buon occhio il matrimonio con una ragazza di rango inferiore e nella cui famiglia c'era stata una sorella con un comportamento alquanto"allegro" (Lydia, la più giovane delle cinque, fuggita con un ufficiale e poi convolata a nozze con questi per evitare uno scandalo).

Il mio giudizio, in breve: la lettura non mi ha preso molto, la trama, come prevedevo, trattandosi di amore, un sentimento volubile, stra-trattato e celebrato fino alla nausea da poeti e letterati si tutti i tempi, mi ha annoiato e infastidito, così come i personaggi, che non mi hanno suscitato la minima simpatia. In particolare, Darcy mi sta antipatico, per me resta un tronfio signorotto di campagna, sussiegoso e sprezzante. Neppure Elizabeth apprezzo, per la rapidità con cui ha mutato i suoi sentimenti verso di lui. Resta una bella scrittura e la descrizione di un mondo che fu, quello della nobiltà inglese di campagna, delle sue rigide convenzioni, dei suoi interessi e della sua vita quotidiana. Tre stelle.

MedeaMedea wrote a review
03
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Un bel romanzo, con qualche meh!

Ho un rapporto di amore e odio con questo romanzo. Nulla da ridire sulla letterarietà, la prosa è ritmata, il ritratto sociale, nella sua levità ostentata, è impietoso. La prosa aggraziata e così, così inglese (letto in lingua originale) della Austen è quasi ammaliante. I dialoghi scivolano che è un piacere. Insomma, non è un romanzetto rosa ma un'opera letteraria non circoscrivibile a un genere di consumo.

Però credo che la figura di Darcy abbia rovinato generazioni di donne, me compresa. Trovo alcuni messaggi insiti nella storia tra Lizzie e Darcy molto pericolosi, o perlomeno preludi di amarissime delusioni.

- Se uno sembra stronzo e si comporta da stronzo non significa che lo sia: è bloccato, rigido, ha paura, cambierà per amore, ecc. Vabbè.

- Lui cambia, si mette in discussione, scardina un forte tratto identitario, l'orgoglio; lei, dal canto suo, si limita a mutare il giudizio che ha di lui. Certo, si addolcisce un po', ma nessun vero cambiamento. Meh.

- Lui salva lei, il suo onore, la sua famiglia. La salva DALLA sua famiglia (schemi, passato, eredità, ferite...): esiste illusione più pericolosa in amore?

Sintetizzando brutalmente: lui cambia, ama, salva. Lei, la ribelle, aspetta e basta, fa il grande sacrificio di cambiare opinione davanti all'evidenza e dopo aver dato un'occhiata alla sua maestosa tenuta, dopo aver toccato con mano quanto è schifosamente ricco. Sono io cinica o l'impianto "romantico" è un po' inquietante?


Per il resto è un bel romanzo, scritto bene. L'asfaltata in risposta alla dichiarazione di lui è memorabile. Va contestualizzato nel periodo storico, tenendo conto dell'effettivo, limitato, range d'azione di una donna all'epoca, per di più appartente a una nobiltà provinciale e decaduta: il problema è che, leggendo di questo Darcy, e immaginandolo, ovviamente, con le fattezze di un giovane Colin Firth nello sceneggiato della BBC, il rischio di attualizzare è forte. E può far danni.