Ossa della Terra
by Michael Swanwick
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Richard Leyster si occupa di dinosauri e il suo mondo naturale è il Mesozoico, ma quando gli viene offerta l'impensabile opportunità di andarci, si imbatte in una forma di vita molta più misteriosa del previsto. Tramutatosi in investigatore, dovrà scoprire cosa si nasconde nel passato e al tempo stesso,

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FrontìsFrontìs wrote a review
01
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Dinosauri! Viaggi nel tempo! Swanwick!
Se subodorate weirdosità, tamarria et alia NOPE. Questo libro è un’ucronia: cosa succederebbe se un autore di SF piuttosto scarsotto degli anni ’50-’60 avesse accesso alle conoscenze paleontologiche odierne?
Swanwick stavolta ha scritto un regolarissimo romanzo di SF – neanche troppo hard per giunta – ma il tutto ribolle di mediocrità: personaggi monodimensionali nel migliore dei casi (e troppi, in ogni caso), dialoghi banali, raccontato a vagonate, infodump e as you know Bob come se non ci fosse un domani, un tot di cose che sono semplicemente stronzate, deus ex machina più beceri di Dipré e una serie it is because it must be legati al viaggio nel tempo che vengono poi mandati a donnine allegre becuz of luv. Notevole il fatto che vengano a crearsi due situazioni ad alto tasso di conflitto per le quali Swanwick riesce a smontare ogni forma di tensione usando il ritmo incalzante di un brano dei Pan.American.
Il problema centrale è che è un romanzo a tesi: quant’è bello il metodo scientifico! E, ok, sono d’accordo, mi fa piacere che mi mostri una peer review simposiale e discuti dell’evoluzione in modo onestamente interessante; e ti sono grato del fatto che tu abbia formulato la Teoria della Montagna di Merda che sì tanto fomenta i complottardi. Per dire, slogajcome "Se il viaggio nel tempo è reale, perché non abbiamo trovato orme umane fra le impronte dei dinosauri?" sono il nuovo "se l'evoluzione è vera, perchè mancano i fossili degli anelli mancanti?": una trollata stupenda, il tema dei vari Moon Hoax o 9/11 Was an Inside Job virato al creazionismo 2.0
Però mi aspettavo una storia, ecco.
Non che gli spunti non ci siano: come ho detto, ci sono due situazioni nelle quali una migliore gestione del ritmo, personaggi meglio delineati e meno infodump invoglierebbero molto di più – e, aggiungo, farebbero passare le lezioncine di etica scientifica in modo più efficace; la scenda della peer review è un buon esempio di cosa sarebbe potuto diventare il tutto.
Lo stile di Swanwick è irriconoscibile – nel bene e nel male: non avendo a che fare con draghi biomeccanici o tatuaggi spersonalizzanti, risulta molto più piano e semplice; come fruibilità di lettura è ai livelli di Asimov. Peccato per gli infodump. E i raccontati. E l’assenza di conflitto a livelli da castigazione. Errori di questo tipo rendono sciatto e assolutamente antimmersivo uno stile altrimenti scorrevole.
Vorrei dire anche qualcosa sulla sospensione dell’incredulità, ma è brutto parlare male di chi non c’è.

Ho poi un dubbio da primo della classe che vuole impressionare l'insegnante. Lessi tempo fa su Theropoda - blog del paleontologo Andrea Cau - che ciò che questa scienza studia non è l'animale, ma calchi fossili di ciò che resta di esso; e, logicamente, da un calco fossile è possibile estrapolare circa l'animale una quantità di informazioni minore rispetto a studiarlo in modo completo - cosa che viene ben sottolineata nel romanzo dalla sorpresa di Leyster nel poter finalmente sezionare un cervello di stegosauro del quale finora si erano potute conoscere solo forma e dimensioni.
La paleontologia è difficilmente falsificabili, i campioni difficilmente replicabili (almeno per i vertebrati) e soggetta al bias della conservazione dei fossili; posso oltretutto immaginare che ottenere dati di natura ecologica sia alquanto un macello. La zoologia ha problemi nettamente minori, sulla carta.
Detto questo, nel libro ha senso parlare di paleontologi per degli scienziati che studiano non fossili ma animali vivi, come ogni altro zoologo? Forse "paleontologo" ora vuol dire "zoologo di animali mesozoici", con tutte le declinazioni del caso (auspicherei anche degli biologi molecolari che cerchino di ricostruire il genoma dei trilobiti e degli eupteridi)
Probabilmente la mia domanda è malposta, o forse ho capito male cosa intendesse Cau , o forse (peggio) ben poco compreso il metodo. O forse la questione nemmeno sussiste. Ma tant'è.
ruforufo wrote a review
20
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