Paranoia
by Shirley Jackson
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Un giorno, a metà degli anni Novanta, Laurence Jackson Hyman, il figlio maggiore di Shirley Jackson, apre la porta di casa e - sorpresa - si trova davanti una scatola di cartone senza traccia di mittente. Dentro, immediatamente riconoscibili dai fogli di carta gialla e dai caratteri della sua Roval, una messe di scritti inediti della madre, morta ormai da trent'anni. Da quell'imprevista cornucopia, e dalle successive ricerche nel suo Fondo presso la Biblioteca del Congresso di Washington, scaturirà nel 2015 un libro sorprendente, "Let Me Tell You", definito «un revival di 'Ai confini della realtà'». I molti e appassionati lettori di Shirley Jackson - che amava dire di essere una strega - saranno così felici di trovare, nella scelta che qui offriamo, comicissimi sketch familiari, stranianti conferenze sull'arte dello scrivere, nonché alcuni dei racconti più inquietanti che «la maestra di Stephen King» abbia mai scritto. E di provare di nuovo quell'arcano sentimento che proprio lei ci ha fatto conoscere così bene: l'angoscia che si insinua in noi nell'intravedere la presenza del Male.

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TambayTambay wrote a review
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StefiStefi wrote a review
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Libro di racconti, diario di vita quotidiana e pensieri...curiosa di questo libro perchè dopo aver letto "Abbiamo sempre vissuto nel castello" volevo conoscere meglio quest'autrice...non scrive un genere che io amo ma il libro letto mi aveva colpito e affascinato quindi volevo approfondire. Questo Paranoia è una sorta di Zibaldone che, sicuramente, permette di intravedere la personlità dell'autrice, ci sono racconti inediti e il racconto della sua vita quotidiana, di una donna presa da faccende domestiche e scrittura, da figli, marito e da modi che appaiono davvero lontani dai racconti che scrive...mi è piaciuto quello che il quadro d'insieme propone.
Mi è piaciuta l'ironia, il distacco, l'arguzia sapiente. I suoi racconti raccontano l'horror dei classici, quello delle sfumature, del sospeso, dell'orrore dell'umanità e dell'inspiegato che resta tale.....sempre su quel climax che lancia domande, attese e non si risolve.
Insieme a questo ci racconta cosa significa scrivere.
"Dacchè mi ricordo per me la scrittura è sempre stata un atto privato. Il libro è una rassicurante pila di fogli di carta gialla coperti di parole scritte a macchina, una nazione conosciuta e ospitale in cui mi sento a casa, in grado di trovare una riga o un paragrafo senza difficoltà, di riconoscere al primo sguardo la giusta collocazione di una pagina.Un libro trasformato in bozze non è più mio :la carta non è gialla, le parole sono stampate e appaiono più piccole; l'intera nazione è stata ripulita e messa in ordine. (......)