Passione semplice
by Annie Ernaux
(*)(*)(*)(*)( )(197)
Una donna e un uomo condividono un'intensa relazione clandestina. Lui, straniero, è sposato e inaccessibile. La avvisa con una telefonata ogni volta che gli si presenta l'occasione di passare del tempo insieme. Gli incontri che seguono sono brevi, con l'amore che si consuma in amplessi tormentati dal presentimento del distacco. Poi lei lo osserva rivestirsi e andare via e allora riprende, lì da dove si era interrotta, quell'attesa ossessiva: di lui, di una chiamata, del prossimo intreccio di corpi e desideri. Quando la storia finisce l'uomo e la donna smettono del tutto di sentirsi o vedersi. Restano, come marchi impressi nella carne, i segni del sesso, dell'amore, dell'attesa. Indizi di una passione semplice.

All Reviews

29 + 4 in other languages
TeofanoTeofano wrote a review
417
(*)(*)(*)( )( )

Questo testo non è altro che il dettagliato  della sintomatologia amorosa dell'amour fou unilaterale; quando la conoscenza dell'altro è inversamente proporzionale alla  confidenza e comunione dei corpi.

Il libro, pubblicato nei primi anni 90', è ispirato, come il resto della produzione artistica della scrittrice francese, ad un un'episodio autobiografico, nello specifico caso, alla relazione clandestina con un diplomatico russo, la cui cronaca è contenuta in un'altra opera della Ernaux "Se perdre" non ancora pubblicata in Italia.
In "Passione semplice" il tempo si dilata e si sospende attorno agli sporadici convegni amorosi di Annie e di A. "l'uomo dell'est".
Il lavoro, la vita sociale, il ruolo di madre della scrittrice, la sua intera vita di relazione con il mondo esterno viaggia con il cambio automatico e tutta l'intelligenza -intesa come attiva capacità organizzativa- si coagula attorno alle poche ore passate con l'amante.
Tutta l'iniziativa è lasciata all'affascinante straniero vagamente somigliante ad Alain Delon, che quando più gli aggrada fissa appuntamenti estemporanei chiamando da difettose cabine telefoniche.
Attorno ai convegni ruota tutta la vita della scrittrice che  come una geisha, nei momenti dell'attesa, cura trucco e parrucco, sceglie outfit e lingerie, si segna domande e aneddoti che giudica possano essere interessanti per l'amato.
Dopo ogni breve infuocato "rendez vous", Annie vive in sospensione animata lasciando intatto lo scenario come un quadro vivente: portacenere colmi di cicche, il groviglio di lenzuola franato sulla moquette durante la forsennata attività sessuale, i suoi indumenti disseminati in ogni stanza che conduce all'alcova, durante i frenetici preliminari.
Lei stessa evita di lavarsi per conservare dentro di sé lo sperma dell'amante.
Illusa in un primo tempo che simili effetti di deflagrante passione coinvolgano anche il partner, Annie non tarda a rendersi conto che lui conduce normalmente la sua vita e che probabilmente il motivo per cui viene sporadicamente da lei a fare l'amore, è semplicemente "fare l'amore".
Il libro, diviso in brevi paragrafi, si legge in un'ora o poco più, ma è un ritratto scarno e fedele di come l'uomo sia per ogni donna sempre "straniero".
Fantasmi di possibili altre donne la torturano, e durante una solinga vacanza a Firenze intrapresa durante la relazione, Annie riempie ogni luogo visitato della presenza/ assenza di lui non riuscendo a staccarsi dalla contemplazione del "David" di Michelangelo riconoscendo in un particolare contorno della spalla o nella linea che congiunge l'anca al pube tratti dell'amato. La sua follia la porta a peregrinare nella chiesa dove Dante vide per la prima volta Beatrice, ad accettare superstizioni, a fare voti infantili per propiziare il successo della sua storia amorosa.
Si comprende come Annie Ernaux sia per molte donne una scrittrice di culto: riproduce infatti, senza pudori né pietà per sé stessa tutti i tratti di un'ossessione amorosa in cui molte donne possono riconoscere sè stesse.
Alla fine assolve la sua follia che le ha permesso di intravedere e a tratti superare la barriera che separa un'individualità dall'altra, e di avvicinarsi e comprendere i molti luoghi comuni e usanze popolari che precedentemente giudicava irrazionali.
mafalda0250mafalda0250 wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)( )
RosettaRosetta wrote a review
817
(*)(*)(*)(*)( )
“UN UOMO ALTO E BIONDO CHE ASSOMIGLIA VAGAMENTE AD ALAIN DELON”
Semplice: “che è costituito di un solo elemento e non può risolversi perciò in ulteriori componenti”, recita il dizionario Treccani.
Questa passione è infatti costituita di un solo elemento, indicato con A, l’uomo di cui è pazzamente innamorata la scrittrice-narratrice.
La quale, in verità, coltiva anche un’altra, forse più duratura e pericolosa passione: quella per la scrittura, l’ambizioso desiderio di voler trasporre sulla carta sentimenti, emozioni, vicende, quasi in contemporanea, mentre si vivono; insomma eliminare lo iato tra la parola scritta e la vita vissuta.
“Spesso, avevo l’impressione di vivere quella passione come avrei scritto un libro: la medesima necessità di centrare ogni scena, la medesima preoccupazione dei singoli particolari.” E sembra riuscirci: a vivere come scrive, a scrivere come vive. E’ questa la sua grande ambizione, sta qui la grandezza di Annie Ernaux.
Eppure, la sua ingordigia di vita sembra contrastare con lo stile algido della scrittura. Ecco cosa dice a proposito dell’arte nei musei, ad esempio: “Non capisco le persone che cercano nella guida la data, la spiegazione di ogni quadro, tutte cose senza relazione con la loro stessa vita. L’uso che io facevo dell’opera d’arte era soltanto passionale.” E lo dice con tale distacco! E sul desiderio: “Mi fa dono del suo desiderio (…) Sarei stata certa di una cosa: il suo desiderio o l’assenza di esso. La sola verità incontestabile era visibile guardando il suo sesso.”
Ma quale donna ha mai descritto la passione amorosa in modo così essenziale, diretto, semplice? Desiderio, gelosia, inconfessabili fantasticherie, tutto viene trascritto sulla pagina.
E il pudore? C’è posto anche per questo: sta nella “proroga”.
“Non provo naturalmente alcuna vergogna ad annotare queste cose, a causa del lasso di tempo che separa il momento in cui esse vengono scritte - e io sono la sola a vederle -, da quello in cui saranno lette dalla gente e che, ho l’impressione, non arriverà mai… E’ grazie a tale proroga che sono oggi in grado di scrivere…” Ciò che distingue chi scrive sulla propria vita da un esibizionista.
Non solo, in qualche modo la “proroga” ristabilisce, a posteriori, lo scarto ineludibile tra vita e letteratura.
Evi *Evi * wrote a review
09
(*)(*)(*)(*)( )
Je vivais le plaisir comme une future douleur.

Vivevo il piacere come un futuro dolore


Accade a volte che la passione sia e s a t t a m e n t e come Annie Ernaux la descrive, una passione che non dà alcuna gioia se non per spasmi di felicità, passione intesa nel senso di Via Crucis, perché è lei a possederci.

Una passione anche ridicola per chi la osserva dal di fuori, per i benpensanti che alzeranno l’indice scorgendovi solo una forma di abbruttimento innanzi l’oggetto d’amore.

Annie Ernaux non vuole spiegare cosa sia questa forma di passione che sta più nella testa di una donna che nel suo corpo, semplicemente la espone in maniera asettica e chirurgica, la offre al lettore come un cuore di bue sanguinante e ancora caldo; non la giudica, non si giudica ciò di cui si è preda, è un lavoro del tutto inutile, perché ciò che si subisce è indipendente dalla nostra volontà.

Nel leggere questo brevissimo romanzo di circa 50 pagine non bisogna dimenticare quale tipo di relazione leghi quella donna a quell’uomo straniero che parla malamente il francese e che non viene mai chiamato per nome bensì solo con una iniziale: A. E’ un amore clandestino che si nutre di attimi, di attese, di reverie, di picchi incandescenti, di lunghe assenze, che manca, suo malgrado, di progettualità.

Lei non avrebbe voluto fare nient’altro che aspettare quell’uomo, ogni altra attività ridotta a mero succedaneo atto solo a riempire l’attesa tra la fine di un incontro con lui e l’inizio del prossimo.

A partir du mois de septembre l'année dernière, je n'ai plus rien fait d'autre qu'attendre un homme: qu'il me téléphone et qu'il vienne chez moi.

Dal mese di settembre dello scorso anno non ho fatto altro che aspettare un uomo: che mi telefonasse e che venisse da me


C’è una componente fortemente autobiografica che fa arrossire Annie Ernaux di fronte alla sconvenienza di confessare di avere subito quel tipo di soggiogamento.
E ad un certo punto lei stessa si domanda se l’urgenza di scriverne non fosse dovuta a sapere se anche altri avevano vissuto le stesse identiche cose, fragili e indifesi perché incapaci di ribellarsi a una passione che è a un tempo croce e delizia .

Passion simple non è un racconto erotico in senso tradizionale, non c’è alcuna esibizione di corpo spogliato, non un centimetro di pelle nuda né volgarità ma, nonostante, sono righe che grondano una tensione erotica, incandescente ad ogni sillaba.