Paula
by Isabel Allende
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Nae83Nae83 wrote a review
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SUN50SUN50 wrote a review
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The right title should have been ISABEL not PAULA (con TRADUZIONE)
A few years ago I read Isabel Allende's "Eva Luna" and I didn't like it at all., but I thought to give the author another try. I chose “Paula” on impulse. I chose "Paula" on impulse. Maybe hoping it was better because it's so different from the other one: the true story of Allende's daughter Paula and her terrible health condition.
Allende starts this book as a collection of letters to her daughter who fell into a coma. She wrote this while caring for her in a Madrid hospital so that when Paula, the daughter who might be suffering from brain damage, woke up, she could read everything about her ancestry.
I had to wonder how much poor Paula, if she ever emerged from the coma, would want to read about her mother's sex life. Allende proved a bit too self-centered and goddessy for me. This is 80% Allende talking about her life and 20% about the deterioration of her daughter's health condition. The right title should have been ISABEL not PAULA.
If the book was solely about Paula it would have been much better. The parts about Allende's life felt... pretentious. She's a rich connected person narrating her life as she was a proletarian. It didn't sit right with me.
"Paula" smacks of opportunism, of using her daughter’s disease as a springboard to produce another Allende Bestseller. Allende is so prolific, a writing machine, and as such it’s understandable that she manages her emotions through writing. However, some of her hand-wringing rings false: 'the anguish! shall I ever write another book?!? how could I, when my daughter may never wake up!'
And then, as if by magic, via the loving kindness of dead relatives watching over her and guiding her…some editor or literary agent has the brilliant idea to push "Paula" into the world. The publishing world smiles and Allende buys another house overlooking the Pacific Ocean.
So tedious! I just couldn't get into this book.
It's sad that so much amazing Latin American literature gets overlooked because Allende and others like her keep hogging all the spotlight with their simplistic, stereotype-driven "scribbling". You can't compete against corporate marketing.
I don't understand why it's such a famous book. The writing is just ok, I've read better and is an endless circle of the same stuff repeating again and again. I could not care less about how her family was rich and with connections that helped her get away with stuff other people wouldn't be able to.
I could not care less about how she met her ex-husband, her sex life with her new partner, or how co-dependent her relationship with her mother is. I also found some of the stuff she said to be problematic (the way she presented her sexual abuse), and I highly disagree with some of the values she showed in the book, which is ok, it's her values, but I don't have to keep reading them and I sure don't have to accept them as mine. (She also contradicts herself with saying how she disliked the difference that was made between girls/boys, but when her daughter is about to get married pressures her to drop her career).
This book disappointed me a lot, from what I've heard of people, I thought it'd be better written, the prose would've been elegant and beautiful and that the story would be compelling. Instead, what I found was something dull, in which the author focuses on making her own ego bigger and ends up showing us how full of herself she is.
The book should have been her secret diary safely hidden in some private place, but it was released to the public to be sold. I hated that.
The narration of a mother's torture while waiting for her daughter's impending death should be kept private, not have a price-tag attached to it.

TRADUZIONE

Qualche anno fa ho letto "Eva Luna" di Isabel Allende e non mi è piaciuto affatto , ma ho pensato di fare un altro tentativo con l'autrice. Ho scelto "Paula" d'impulso. Forse sperando che fosse migliore perché così diverso dall'altro: la vera storia della figlia di Allende, Paula, e delle sue terribili condizioni di salute. L’autrice inizia questo libro come una raccolta di lettere a sua figlia che è caduta in coma. Lo scrisse mentre si prendeva cura di lei in un ospedale di Madrid, in modo che, al risveglio, potesse leggere tutto ciò che riguardava i suoi antenati. Mi sono chiesta quanto la povera Paula, se mai fosse uscita dal coma, avrebbe voluto leggere della vita sessuale di sua madre. Allende si è rivelata un po' troppo egocentrica e divina per me. Questo libro tratta per l'80% di Isabel Allende che parla della sua vita e del 20% del deterioramento delle condizioni di salute della figlia Paula. Il titolo giusto del libro avrebbe dovuto essere “Isanel” e non “Paula”.
Se il libro fosse stato solo su Paula sarebbe stato molto meglio. Le parti della vita di Allende sembrano. . . pretenziose. È una persona ricca e connessa che racconta la sua vita da proletaria. Non mi è piaciuto molto. "Paula" sa di opportunismo, usare la malattia della figlia come trampolino di lancio per produrre un altro Allende Bestseller. Allende è così prolifica, una macchina per scrivere, e come tale è comprensibile che gestisca le sue emozioni attraverso la scrittura. Tuttavia, alcune sue preoccupazioni suonano false: "L'angoscia! dovrò mai scrivere un altro libro?! come potrei, quando mia figlia potrebbe non svegliarsi mai più!” E poi, come per magia, attraverso l'amorevole gentilezza dei parenti morti che la vegliano e la guidano. . . qualche editore o agente letterario ha la brillante idea di spingere "Paula" nel mondo. Il mondo dell'editoria sorride e Allende acquista un'altra casa affacciata sull'Oceano Pacifico.
Che noia! Non sono riuscita proprio a entrare in questo libro. È triste che tanta straordinaria letteraturalatinoamericana venga trascurata perché Allende e altri come lei continuano a monopolizzare tutti i riflettori con i loro "scarabocchi" semplicistici e stereotipati. Non si può competere con il marketing delle grandi case editrici.
Non capisco perché sia un libro così famoso. La scrittura è discreta ma ho letto di meglio ed è un cerchio infinito delle stesse cose che si ripete in continuazione. Non potrebbe fregarmene di meno di come la sua famiglia fosse ricca e con conoscenze che l'hanno aiutata a cavarsela con cose che altre persone non sarebbero state in grado di fare. Non potrebbe fregarmene di meno di come ha conosciuto il suo ex marito, della sua vita sessuale con il suo nuovo partner, o di quanto sia co-dipendente il suo rapporto con la madre. Ho anche trovato molto problematiche alcune delle cose che ha scritto (es. il modo in cui ha presentato i suoi abusi sessuali), e non sono assolutamente d'accordo con alcuni dei valori che ha mostrato nel libro, il che va bene, sono i suoi valori, ma non devo continuare a leggerli e di sicuro non devo accettarli come miei. (Si contraddice anche nel dire che non le piaceva la differenza di trattamento tra ragazze e ragazzi, ma quando sua figlia sta per sposarsi la costringe a rinunciare alla sua carriera).
Questo libro mi ha deluso molto, da quello che ho sentito dire, ho pensato che sarebbe stato scritto meglio, che la prosa sarebbe stata elegante e bella e che la storia sarebbe stata avvincente. Invece, quello che ho trovato è stato qualcosa di noioso, in cui l'autrice si concentra sul rendere più grande il proprio ego e finisce per mostrarci quanto sia piena di sé. Il libro avrebbe dovuto essere il suo diario segreto, nascosto al sicuro in qualche luogo privato, ma è stato rilasciato al pubblico per essere venduto. L’ho odiato. La narrazione della tortura di una madre in attesa della morte incombente della figlia dovrebbe essere tenuta privata, non avere un cartellino con il prezzo.
YappaYappa wrote a review
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Un libro che non doveva essere pubblicato...
Non amo leggere le biografie/auto-biografie. Quando e se mi ci dedico lo faccio per acquisire informazioni utili ad altri scopi, non con lo stesso animo e la ricerca di evasione che dedico a narrativa e letteratura in genere. Ma quando mi sono deciso di leggere finalmente questo "Paula" - parcheggiato nella mia libreria da troppo, troppo tempo - ne ero consapevole. Quindi il giudizio negativo che do a questo libro è da considerarsi al netto di quanto premesso. Né tanto meno vuole essere un giudizio morale o mancare di rispetto e sensibilità alla terribile storia vera che ha visto la figlia dell'autrice spegnersi a quel modo.

Pur apprezzando la prosa in sé (ad ogni modo, nulla di trascendentale), non mi è piaciuta l'operazione alla base. Abbiamo il diario/cronaca di un dramma familiare tra i più terribili (la lenta morte di una figlia) usato dall'autrice/madre come pretesto per parlare di sé, della sua famiglia e della sua storia – la sua "leggenda famigliare" – per l'ennesima volta, condita qua e là con autocitazioni e riferimenti ad altri libri dell'autrice stessa, quasi a voler pubblicizzare la propria opera.

Scrive la Allende: "Undici anni fa scrissi una lettera a mio nonno per dargli l'ultimo saluto nella morte, questo 8 gennaio 1992 ti scrivo, Paula, per riportarti alla vita". È evidente che la scrittura sia un qualcosa di terapeutico per la Allende, lo dice lei stessa; un qualcosa che le serve per affrontare la tragica situazione. E secondo me ha fatto benissimo, anche perché ognuno affronta il dolore a modo suo, sempre.
Quello che giudico sbagliato e di pessimo gusto è la necessità e la volontà di dare alle stampe un qualcosa che, a mio parere (ovvero, per come sono fatto io) sarebbe dovuto rimanere privato. Questo non è un libro sulla figlia della Allende: è un libro che parla di Isabel Allende.
Ma forse sono io che sono un po' cinico...
AndycarbAndycarb wrote a review
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JimmyJimmy wrote a review
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"Adiós, Paula, mujer. Bienvenida,Paula, espíritu"
Sono passati veramente tanti anni da quando lessi “D’amore e ombra” , il mio primo libro di Isabel Allende preso in prestito dalla biblioteca comunale , che ricordo non mi entusiasmò più di tanto .
Oggi , forte di un diverso interesse per la lettura maturato col passare del tempo , stimolato da un commento più che positivo recentemente letto qui sul sito , ho deciso di riprovarci .
D’altra parte una scrittrice notissima ed osannata in tutto il mondo , autrice di opere famose dalle quali sono stati tratti anche film di successo , meritava sicuramente un’altra occasione.
Ma devo confessare che anche questo mio secondo tentativo , la narrazione a tutto campo delle vicissitudini di una donna poliedrica come l’autrice , attorniata da un gruppo famigliare altrettanto ricco di figure incredibili che abbraccia mezzo secolo di storia del Cile , permeata dalla dolorosissima vicenda del lento calvario della figlia stroncata da una malattia rarissima a soli ventott’anni , ancora una volta non mi ha tramesso tutte quelle emozioni che , dato il tema , mi sarei aspettato .
Mi è sembrato infatti che il senso dell’immensa , intima tragedia che l’ha segnata nel corso di un’esistenza sempre vissuta con grande intensità , sia stato espresso in maniera che ho giudicato talvolta un po’ troppo “didascalica”.
Resta comunque un romanzo scritto molto bene , forse da me affrontato in un periodo sbagliato , con un bellissimo , commoventissimo, poeticissimo epilogo che da solo vale le mie tre stelline e mezzo.