Paura degli stranieri
by E.C. Tubb
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Per chi ama il “cosmo profondo” e le trame fitte d’intrigo con una punta di mystery, ecco due inediti romanzi a tema. Paura degli stranieri apre su un’astronave interstellare che torna verso il nostro sistema portandovi un morbo pericolosissimo; quando l’equipaggio deciderà di sfuggire alla quarantena,

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10
Asimov83Asimov83 wrote a review
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Recensione della Biblioteca Galattica
PAURA DEGLI STRANIERI:

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L’astronave Hope è tornata dalla prima missione di esplorazione di un altro sistema solare, Proxima Centauri. Dell’intero equipaggio sono però sopravvissuti soltanto in tre, affetti da quella che, inizialmente, sembra essere solo una semplice malattia ma che si rivelerà qualcosa di molto più pericoloso… Mentre il governo terrestre ha deciso di rispedirli nello spazio profondo, un gruppo di ribelli marziani cerca di salvare i contagiati, pensando di scoprire un segreto compromettente per la Terra…
Lettura discreta ma nulla di più. Lo scenario è tratteggiato in maniera sbrigativa e approssimativa; la vicenda si concentra su un intreccio d’avventura, simil poliziesco, che di fantascientifico ha l’ambientazione e poco altro. La trama in sé non è malvagia, è dotata di un buon ritmo e, alla fin fine, la lettura risulta sufficientemente avvincente; un finale piatto, tuttavia, senza nessun motivo di orginalità, delude ancora il lettore.


SULLE ORME DEGLI ANGELI

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Il romanzo è ambientato in un sistema solare colonizzato dall’uomo in cui i viaggi interplanetari sono resi possibili dalla tecnologia zipdrive che permette di raggiungere una velocità pari al 5% di quella della luce compiendo balzi al di fuori del continuum spazio temporale. In questo scenario, un numero sempre maggior di persone, senza alcun legame tra loro, cade vittima di una misteriosa malattia che li porta in uno stato vegetativo in cui tutte le funzioni coscienti vengono meno. Tale sorte tocca anche alla figlia del ricchissimo Max Feyman che si getta alla disperata ricerca di una cura girovagando per tutto il sistema solare. La risposta sarà però una vera sorpresa…
L’unico aspetto originale del romanzo è la descrizione del metodo di propulsione zipdrive e di alcuni fenomeni ad esso collegati (come il tentativo di zippare, ovvero compiere un unico balzo, attraverso il sole). Per il resto la trama si limita ad un intreccio di space opera avventurosa con una carrellata di personaggi improbabili e una storia d’amore ai limiti dell’assurdità, con un finale sì abbastanza sorprendente ma rispondente ad una sorta di misticismo illogico che mal si coniuga, a mio parere, con il genere fantascientifico. Fortunatamente, perlomeno lo stile è di buon livello e il ritmo rapido e incalzante degli eventi nasconde, almeno in parte, l’inconsistenza di fondo dell’opera.
Giovanni Dall'OrtoGiovanni Dall'Orto wrote a review
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Un prodotto di onesto artigianato, senza colpi di genio ma anche senza gravi pecche.
Ci sono due modi di scrivere "letteratura di genere" (come è la fantascienza); il primo quale artigianato tutto sommato prevedibile ma proprio per questo onesto, perché fornisce un prodotto che rispetta una serie di standard che il lettore prevede di trovare proprio per il fatto di acquistare letteratura di genere.
Il secondo è cercare di allontanarsi (o non essere capaci di non allontanarsi) da questo standard medio: è da questa decisione che nascono i capolavori come Valis, ma anche il 99% della tanta fuffa pretenziosa ("vorrei, ma non posso") che ammorba questo àmbito della letteratura.

Tubb in questa mini-antologia ha optato per la prima strada. Dà al lettore esattamente quel che il lettore si aspetta da una narrazione di fantascienza: minacce aliene, colonizzazione dello spazio, viaggi su e giù per il sistema solare, scienza superomistica, paesaggi esotici. E' un po' poco? I personaggi sono un po' schematici? Allora avete sbagliato genere letterario. Dalla fantascienza difficilmente otterrete di più di questo.

I due racconti non sono molto ben assortiti, è vero. Ed anche la copertina ha superato gli standard, già infimi, della bruttezza media delle copertine di Urania. Ciò detto, il prodotto è buono, si lascia leggere, intrattiene, diverte, e tanto basta. Non è un capolavoro, ma non ho mai detto che Tubb e Dick fossero la stessa persona. Tubb non è un genio, sì, però è un onesto artigiano.

Passando ai racconti, il primo, che dà il titolo alla raccolta, descrive il ritorno di un'astronave interspaziale nella quale tutti i (pochi) superstiti dell'equipaggio sono infetti (ed invasati) da una forma di vita aliena, che non aspetta altro che la discesa della capsula per impestare il pianeta intero. Ovviamente i terrestri non lo vogliono permettere, mentre gli untorelli scappano per fare proprio quello, e devono essere inseguiti in un poliziesco astronautico un po' sui generis. Lieto fine assicurato.

Nel secondo, meglio scritto e più maturo, un ricco padre è alle prese con la misteriosa malattia che ha reso catatonica la figlia, e molte altre persone al mondo. Tanto dice e tanto combina, spostandosi di colonia in colonia e su e giù per il sistema solare, che alla fine viene a capo del problema (e la soluzione è alquanto puerile).
Tubb, con l'espediente elementare del viaggio un po' frenetico qua e là, riesce ad affastellare brevi schizzi e ritrattini delle varie forme di società umana che si sono evolute nel futuro. Ed è questa in assoluto la parte più godibile della narrazione, che è fantascienza "classica" allo stato più puro. Questa parte ha alzato la media del mio giudizio, che altrimenti sarebbe stato più severo.

Noto dalle recensioni che altri lettori han trovato deludente il prodotto. Che dire? Dipende tutto dalle aspettative. Questo è indubitabilmente un prodotto seriale, però è anche un buon prodotto seriale.
Il vostro gradimento dipenderà tutto dal fatto che vi infastidisca la frequente caduta nel cliché "di genere", che fa sì che la vicenda vada esattamente come vi aspettavate che andasse, oppure dal fatto che apprezziate la presenza in questa narrazione esattamente di quel che vi aspettavate da un libro di fantascienza: non di più, ma neppure di meno.

A voi la scelta.

[Le mie recensioni di fantascienza sono qui:
giovannidallorto.com/sfindex.html ]
WalkerWalker wrote a review
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