Peppino Impastato
by Lelio Bonaccorso, Marco Rizzo
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Giuseppe “Peppino” Impastato nasce a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948. A soli trent’anni, nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, viene assassinato con una carica di tritolo lungo la ferrovia Palermo-Trapani per aver denunciato speculazioni e affari di mafia, in primo luogo quelli ... More

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Può essere utile a chi non sa nulla (o quasi) di Peppino Impastato, oltre che essere importante come perpetuazione di un atto di denuncia contro la mafia. Dal momento che ancora oggi ci sono atti di provocazione contro la sua memoria da parte di persone legate a un circolo mafioso, è importante di conseguenza che si parli di lui, che si diffonda la sua storia a chi ancora non la conosce. Per chi conosce la vicenda di Peppino Impastato almeno un po', nei suoi snodi principali, forse leggere questo libro non costituirà un gran additivo.
Se devo valutarla come opera artistica, ammetto che al confronto con il film I cento passi di Marco Tullio Giordana impallidisce. Il film dice tutte le cose, e anche di più, del libro e lo fa molta con maggiore potenza espressiva. Questo libro è un collage di più parti: per una buona metà si tratta di un fumetto che racconta in maniera molto frammentaria e parziale la storia di Impastato, ma lo fa volutamente, in quanto ciò che omette viene compensato dalla seconda parte, che riassume con una precisa datazione la sua vita, aggiungendo un articolo informativo e due interviste ai suoi cari. Non scende nel dettaglio rispetto a nulla, purtroppo, e credo che anche la personalità di Peppino nella sua vera essenza venga ridotta ad un "sentito dire" da parte degli altri. Un esempio concreto: è stata solo accennata e non riportata l'atto di accusa satirica contro "Mafiopoli", ovvero il suo paese, Cinisi, che alla radio Aut è stata trasmessa con il titolo di "Cretina Commedia", dove difatti molti spunti da Dante vengono rielaborati. Là non solo esce il suo talento, ma anche la sua personalità agguerrita e allo stesso tempo irriverente, intelligente, colta, ma mai snob, anzi, molto comunicativa. Nel film è stata dedicata una scena a questa cosa, e dà un grande impatto, mentre purtroppo nel libro viene tagliata. Anche i rapporti con i suoi purtroppo vengono soltanto accennati, e ne traspare di più dall'intervista con il fratello di Peppino, specialmente sulla figura della madre, che da tutto il resto. Dal film invece questi escono benissimo: la figura della madre, il rapporto con il padre e anche quello con il fratello, oltre che dare un ritratto efficace della personalità di Impastato. Ecco perché mi sento di consigliare la visione di I cento passi, che prende tutti gli elementi trattati o soltanto accennati di questo libro, e li porta efficacacemente sullo schermo e con una soluzione più compatta di quella adottata qui. D'altronde è lo stesso libro a consigliarne la visione, oltre che dare una utilissima bibliografia sulle opere dedicate a lui.
Detto questo, è un libro molto carino di sostegno alla vicenda di Impastato e per questo non si merita meno di 3 stelle.
RudiRudi wrote a review
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Ironia, sarcasmo, irrisione: attraverso articoli di giornale (L’Idea Socialista) e poi dai microfoni di Radio Aut, ecco le forme della ribellione a “Mafiopoli” di Peppino Impastato. Candidato alle elezioni comunali di Cinisi per Democrazia Proletaria, due giorni prima del voto, l’8 maggio 1978, Peppino viene trovato morto. Aveva trent’anni. Il cadavere è dilaniato dal tritolo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani: una messinscena degli assassini, che vogliono far credere a un incidente nell’atto di compiere un attentato terroristico.

Peppino nasce a Cinisi il 5 gennaio 1948; 25 anni prima, la sua città ha dato i natali a Gaetano Badalamenti – “il grande capo Tano Seduto”, che nel 2002 sarà condannato all’ergastolo come mandante del delitto.
La famiglia Impastato abita a 100 passi dalla casa di Badalamenti. Gli Impastato sono legati alla Famiglia, e la storia mostra la crescente preoccupazione del padre Luigi, che sa che nemmeno la parentela può salvare un figlio che si espone in quel modo contro il Boss, e compie un ultimo tentativo recandosi in America, da un cugino che spera sia così potente da proteggerlo.
Ma Peppino insiste. Ridicolizza i rituali mafiosi. Denuncia l’esproprio delle terre per costruire la terza pista di Punta Raisi, l’assurdità di un aeroporto “con le montagne davanti, il mare dietro e lo scirocco sulla testa!”. La sua irriverenza risulta intollerabile.
Il disegnatore Lelio Bonaccorso propone 68 tavole in bianco e nero, caratterizzate da notevole libertà compositiva, mezzitoni e fisionomie dei volti appena accennate; un segno che mi ha ricordato la lezione di José Munoz, con Alack Sinner.
Il siciliano Marco Rizzo confessa il proprio coinvolgimento emotivo nella storia, la cui sceneggiatura è ispirata al libro scritto dall’amico di Peppino, Salvo Vitale (Nel cuore dei coralli); lo stesso libro che ha fatto da base al film di Giordana, I cento passi.
Pensando all’inevitabile confronto con un film di grande successo, Rizzo ha scelto di evitare la narrazione cronologica e ha escluso alcune scene-madri: la morte (probabile omicidio) del padre di Peppino, Luigi, investito da un’auto pirata nel settembre ‘77, e quella dello zio capomafia Cesare Manzella, la cui auto fu fatta saltare quando Peppino aveva 15 anni.
Francesco Del FrancoFrancesco Del Franco wrote a review
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SidnerSidner wrote a review
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"Si può essere spontanei e allegri, e allo stesso tempo essere profondi." Ernesto Che Guevara