Per sconfiggerti
by Chiara Cilli
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Ho ucciso la donna che amo.
Ha ucciso il nostro amore.

L’ho vista diventare il mio avversario più pericoloso, e non ho fatto niente per impedirlo.
È diventato il mio nemico, e il mio cuore ha già iniziato a sanguinare.

Sta venendo per me.
Pagherà per ciò che ha f
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Lady Kei - per RFS
Siamo giunti al capitolo finale della storia degli Andyia. Nadyia e André stanno per affrontarsi nello scontro finale, che deciderà le sorti del loro amore.

Il prologo ci mostra una scena straziante, che già ci offre un chiaro indizio su quello che sarà l’epilogo di un sentimento tormentato e ostacolato dal destino e dagli uomini. Un epilogo che non giunge del tutto inaspettato, come se l’autrice avesse voluto preparare, in questo come nei volumi precedenti, il lettore alla svolta drammatica e definitiva.

Ho deciso di non raccontare nulla della trama, perché ritengo che coloro che hanno seguito fino a qui le vicende dei fratelli Lamaze debbano arrivare fino in fondo a questo sesto romanzo senza alcuna anticipazione o allusione, ciascuno con la propria attesa della conclusione.

Il sentimento che lega i due protagonisti ci ha fatto conoscere un nuovo André, portando alla luce la sua umanità, squarciando quel velo di tenebra che lo ha circondato per anni, che ha rappresentato l’unica protezione dagli orrori subiti e che ha consentito a se stesso, come ai suoi fratelli, di sopravvivere al passato.

Questa volta, però, l’oscurità ha fatto prigioniera Nadyia, fino a renderla cieca e sorda, sfruttando la sua fame di vendetta proprio nei confronti dell’uomo di cui si è innamorata. Sarà solo in nome del grande amore che li lega e, soprattutto, grazie allo sguardo e alle parole di André, che Nadyia vacillerà, ritrovando uno spiraglio di quella luce che lei stessa ha portato nella vita dell’uomo che ama, ma che sembra inesorabilmente persa.

Devo ammettere che su questo punto ho percepito un netto stridore nella costruzione della trama. Mi rifaccio alle parole di Armand, che si rivolge a Nadyia in un momento drammatico e profondamente triste, nel tentativo di comprendere la natura di quel sentimento così travolgente, a lui sconosciuto.

«Non ho mai visto un legame così indistruttibile,» disse. «Siete stati risucchiati dal male che padroneggia le nostre vite. Siete stati sommersi dall’odio e messi alla prova dall’indicibile crudeltà della Regina. Eppure avete sconfitto ogni sorta di tenebra che minacciava di separarvi. Avete lottato per quello che c’era tra di voi anche quando stavate combattendo l’uno contro l’altro.»

In tutta sincerità se davvero l’amore degli Andyia fosse stato così indistruttibile, non saremmo mai potuti arrivare alle vicende che hanno decretato la conclusione della storia tra i due giovani, né sarebbe stata plausibile la vendetta di Nadyia, che avrebbe perso la sua ragione d’essere di fronte alla potenza di un tale sentimento, così come il potere nefasto di Neela Šarapova. È un po’ come se l’autrice avesse voluto dare forti motivazioni alla rabbia, all’odio e alla sete di vendetta di Nadyia contro André, ma allo stesso tempo avesse voluto esaltare il legame invincibile che li lega, grazie al quale avrebbero potuto affrontare e sconfiggere il mondo. Purtroppo, però, questo tentativo di conciliare l’inconciliabile non è stato un successo, effetto collaterale prevedibile se si predilige ad ogni costo l’aspetto dark della storia.

Infine ho apprezzato il coraggio di una conclusione definitiva e irreversibile, per quanto dolorosa, che lascia tuttavia ancora in sospeso degli aspetti misteriosi e delle zone d’ombra che fanno da preludio alle vicende del maggiore dei fratelli Lamaze.