Per sempre in Blu
by Ann Brashares
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Nel nostro ultimo giorno in Grecia abbiamo fatto una lunga passeggiata e siamo finite su una scogliera a picco sull'acqua. Ci siamo sedute lasciando penzolare le gambe nel vuoto, come parte dell'aria. Non c'era una nuvola in cielo e il mare era piatto come una tavola.
Ho guardato le mie amiche abbronzate, scalze, lentigginose, spaiate e felici, ognuna di noi con i vestiti dell'altra. Tibby con i calzoni bianchi di Lena arrotolati alle caviglie, Carmen con la maglietta ricamata di Tibby, Lena con il mio cappello da cowboy e io con i capelli nel foulard rosa di Carmen.
Il cielo e il mare erano così assolutamente immobili che, per quanto strizzassimo gli occhi e guardassimo con attenzione per trovare la linea di demarcazione fra il mare e il cielo, fra il tempo e lo spazio, fra l'acqua e l'aria, non riuscivamo a vederla.
Ho ripensato alle parole di Carmen. Non siamo in un posto o in un tempo. Noi siamo ovunque, qui e là, passato e futuro, unite e separate.
E così siamo rimaste a lungo sedute a guardare in silenzio, perchè la linea di confine era invisibile e il colore era eterno.
E pensando al colore, ho capito quale blu fosse.
Era il blu delicato e cangiante, il blu preciso di un paio di pantaloni lisi.


Pantaloni=Amore
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Nel nostro ultimo giorno in Grecia abbiamo fatto una lunga passeggiata e siamo finite su una scogliera a picco sull'acqua. Ci siamo sedute lasciando penzolare le gambe nel vuoto, come parte dell'aria. Non c'era una nuvola in cielo e il mare era piatto come una tavola.
Ho guardato le mie amiche abbro
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«So di cosa si tratta» disse. «Non siamo più a Bethesda e non siamo più alle superiori. Non siamo più con le nostre famiglie e nelle nostre case. Quelli sono i luoghi dove siamo cresciute e rappresentano i momenti che abbiamo condiviso, ma non sono noi. Se crediamo che ci rappresentino, allora siamo perse, perchè quei luoghi e quei momenti sono persi. Noi non siamo in un luogo o in uno momento.»
Ripensò ai loro Pantaloni. Se li immaginò mentre volavano via dal filo della biancheria e salivano in aria, veleggiando e librandosi fino a fondersi nel silenzio del cielo e del mare.
«Ecco il punto. Noi siamo ovunque.»
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«So di cosa si tratta» disse. «Non siamo più a Bethesda e non siamo più alle superiori. Non siamo più con le nostre famiglie e nelle nostre case. Quelli sono i luoghi dove siamo cresciute e rappresentano i momenti che abbiamo condiviso, ma non sono noi. Se crediamo che ci rappresentino, allora siamo... More
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«Allora, guarda cosa ho comprato» disse Bee al padre quando rientrò dal lavoro.
Era stupito di vedere lei, prima di tutto, per non parlare dell'assortimento di verdura, frutta fresca e pasta che Bee aveva comprato nel nuovo supermercato Whole Foods e appoggiato sul piano di lavoro della cucina. «Mi fermo per un paio di giorni e ho pensato che potremmo cenare insieme.»
C'era stato un tempo in cui a suo padre piaceva cucinare. Aveva l'abitudine di ascoltare le canzoni dei Beatles in cucina. Cantava a squarciagola, tanto che le parole arrivavano fino sui fogli dei compiti di Bridget.
Gli diede un colpetto affettuoso sulla spalla. «Che ne dici? Tu sai come si prepara il pesto, no?»
Annuì. Pareva teso, molto sorpreso e un po' impaurito.
«Bene. Chiamerò Perry. Può preparare la macedonia.»
Era un'idea assurda, ma Bee quella sera era ambiziosa.
Trascinò giù dalle scale Perry, che sbatteva gli occhi come una talpa trascinata fuori da sottoterra. «Puoi tornare ai tuoi videogame dopo cena» gli disse. Lo sistemò al bancone, vicino a lei, con lo sbucciatore, un mucchio di frutta e una scodella blu. «Devi solo sbucciarla e tagliarla più o meno a quadratini» gli spiegò.
Era così sbigottito che obbedì senza ribattere.
Bridget cominciò a tritare l'aglio per il pesto. «Così?» domandò al padre. Lui sollevò gli occhi dal basilico che stava lavando.
«Un po' più fine» le rispose.
Bridget infilò nella presa la spina della radio che non usavano da tanto, una specie di pezzo d'antiquariato, e la sintonizzò su un'emittente di vecchie canzoni. Si mise a saltellare mentre grattuggiava il formaggio.
«Penne o linguine?» domandò a Perry, saltellando come un pugile davanti a lui. «Devi scegliere.»
«Uhm.» Perry guardò prima l'una poi l'altra. Sembrava prendere sul serio quel compito. «Penne?»
«Perfetto» dichiarò Bridget.
Lavorarono in silenzio con il sottofondo di una stupida canzone dei Carpenter alla radio.
«Hai i pinoli?» le chiese il padre.
«Eccoli» disse con soddifazione, tirandoli fuori dal dietro una pagnotta.
«Certi ci mettono le noci» spiegò il padre, «ma io preferisco i pinoli.»
«Anch'io» disse Bridget, compunta.
Perry annuì.
Dopo aver apparecchiato il tavolo della cucina, acceso una candela e aiutato Perry a travasare la macedonia in una scodella più grande, ascoltò Hey Jude trasmessa alla radio. Avvertì una strana sensazione di tristezza ed esaltazione. Si voltò dall'altra parte per un attimo e chiuse gli occhi, presa nella morsa del ricordo di come si stava una volta in quella casa, in quella cucina.
Alla sua destra, sopra il suono dell'acqua che scorreva nel lavandino, suo padre canticchiò due parole seguendo la canzone. Solo due, eppure le procurò una gioia che a stento riuscì a trattenere.
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«Allora, guarda cosa ho comprato» disse Bee al padre quando rientrò dal lavoro.
Era stupito di vedere lei, prima di tutto, per non parlare dell'assortimento di verdura, frutta fresca e pasta che Bee aveva comprato nel nuovo supermercato Whole Foods e appoggiato sul piano di lavoro della cucina. «Mi
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