Perché leggere i classici
by Italo Calvino
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YarnspinnerYarnspinner wrote a review
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E' meglio leggerli che non leggerli
"Perché leggere i classici" è il titolo del primo di una serie di saggi letterari scritti da Calvino prevalentemente negli anni '70 e '80, con qualche lavoro redatto anche negli anni '50 e '60. In questo primo saggio, che dà il titolo alla raccolta, Calvino cerca di spiegare cos'è un "classico" e la prima definizione che ne da è: "i classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: Sto rileggendo". Di solito, io non rileggo i libri. Mi è capitato, credo, due volte, una proprio Calvino (Il barone rampante) e una Sciascia (Il giorno della civetta), ma erano due letture fatte la prima volta alle scuole medie: sono "classici? Credo di sì, ma non perché li ho riletti. Ho sempre inteso un Classico come un'opera letteraria che conserva il suo valore e il suo fascino nel tempo, anche dopo aver vissuto secoli. Le scelte di Calvino comprendono invece anche lavori a lui contemporanei (di Gadda scrive immediatamente dopo la pubblicazione), quindi per assurgere al ruolo di classico un libro non deve essere "invecchiato" come un vino. La scelta dei saggi non ha intenti pedagogici o didascalici: tra gli Italiani ci sono Ariosto, Galileo e Cardano e poi si salta a Gadda, Montale e Pavese, c'è tanto '700 e meno '800, tra i russi solo Tolstoj, con un romanzo meno conosciuto, e Pasternak. Dei Francesi e degli Inglesi Calvino non racconta le opere più famose. Nel dipanarsi dei racconti di Calvino, due cose mi hanno colpito: la prima, che va da Balzac a Hemingway passando per Twain, racconta di come il romanzo sia nato come un genere "popolare" e per lo meno borghese, contrapposto alla letteratura aulica delle classi dominanti, ma successivamente è stato rimpiazzato dal cinema ed è a sua volta passato a genere di elite. Per dirla con Baricco qualcosa portato dai barbari (i barbari di oggi che cosa porteranno?). La seconda è che nei decenni centrali del secolo scorso i "classici" venivano ristampati da editori di spicco in edizioni con curatori di assoluto rilievo: capolavori nei capolavori. Oggi tutto questo non c'è più e i classici che si ristampano sono in edizioni tristi ed economiche, su brutta carta e con tanti refusi, senza commenti o approfondimenti. Ridateci i "barbari" di una volta.
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ClaclaClacla wrote a review
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Romina AngeliciRomina Angelici wrote a review
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