Pesca al salmone nello Yemen
by Paul Torday
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Alfred Jones, un oscuro e timido ittiologo londinese che lavora per l'ente statale di tutela della pesca, viene incaricato da un ricchissimo sceicco yemenita di collaborare al progetto di introdurre il salmone tra le aride montagne dello Yemen. Alfred, consapevole dell'assurdità del progetto, all'in... More

Giogio53's Review

Giogio53Giogio53 wrote a review
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Insalatona - 30 ago 15
Anche questo è uno di quei libri che non sarebbero entrati nella mia copiosa biblioteca senza la spinta di opportuni e mirati suggerimenti. E bene ho fatto, che, anche se non è un libro stravolgente, mostra una indubbia capacità dell’autore di cogliere aspetti assurdi della vita, trattarli con efficacia e costruirvi intorno un libro rimarchevole. Peccato che poco dopo la pubblicazione di questa opera prima (scritta dall’autore già sessantenne) il nostro Torday muoia di un male incurabile. Anzi, è proprio questa malattia che lo aveva spinto, lui industriale di discreto successo nel campo petrolifero, a riprendere in mano la sua passione giovanile e dedicarsi alla scrittura. Ma non parliamo degli altri suoi lavori, rimaniamo a questo, ed alla sua natura eclettica ed umoristica. Che inizia già dal titolo che ci cattura: pesca al salmone nello Yemen? Infatti, se doveste immaginare di pescare salmoni – un pesce tipico di corsi d’acqua freddi e impetuosi, generalmente molto nordici – in un polveroso uadi tra gli infuocati canyon delle montagne dello Yemen penserete tutti ad un errore. Una cosa fuori da ogni logica, senza alcun senso, priva di qualsivoglia razionalità, scientifica, biologica. Un’assurdità, insomma. In effetti è la stessa opinione che matura il professor Fred Jones, idrobiologo dell’ENPI – l’ente inglese per la tutela e lo sviluppo del patrimonio ittico nei fiumi. Lo pensa fin da subito, ne andrebbe peraltro del proprio onore scientifico imbarcarsi in una assurdità del genere e non lo ritiene proprio il caso, dato che pure la vita privata non gira certo nel migliore dei modi – Mary, la moglie, è una donna in carriera alla quale prospettano un prestigioso trasferimento all’estero che lei decide di accettare subito, palesando così la fragilità del rapporto matrimoniale con Fred, probabilmente fin dall’inizio mancante di autentico amore e semmai soprattutto conveniente e “funzionale” ad entrambi. Una crisi matrimoniale in piena regola, insomma, durante la quale il professor Jones, gioco forza costretto dai suoi capi a prendere in mano il folle progetto di introduzione del salmone nello Yemen, conosce il fautore dell’impresa, lo sceicco Muhammad ibn Zaidi, ricchissimo yemenita con la passione per la cultura britannica e, ancor più, per la pesca sportiva nei fiumi di Sua Maestà: una persona affascinante, visionaria e spiritualmente assai profonda. Ma, soprattutto, Jones conosce la giovane e bella Harriet, dipendente della società incaricata dallo sceicco di realizzare materialmente il progetto, della quale, stante la sua situazione matrimoniale e nonostante lei sia già impegnata con Robert, un ufficiale dei Royal Marines di stanza in Iraq, ben presto si innamora. Noi seguiremo tutta l’intricata vicenda attraverso quello che è uno dei punti forza del romanzo: la sua particolare struttura narrativa. Il progetto che dà il nome al libro viene infatti raccontato al lettore prima attraverso le pagine del diario personale di Fred, poi dalle lettere di Harriet, poi dalle mail tra Fred e Mary, dallo scambio di mail tra l'ENPI di cui sopra e il Ministero dell'Ambiente e dell'Agricoltura, dalle note del Ministero degli Esteri, da stralci di giornale, dalle lettere secretate di Robert dall’Iraq, dai resoconti stenografici delle Commissioni Parlamentari. Seguiamo il progetto, passo dopo passo, dalla sua ideazione fino alla sua concreta, ma non priva di ostacoli, realizzazione. Un invito, in altre parole, a cercare di dare sempre il meglio di noi stessi, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato. È comunque ed alla fine un tentativo non solo di dare un senso umoristico al tutto, ma anche di critica sociale (castiga ridendo mores, che, ricordo ai più smemorati, non è una tradizione del latino antico, ma una frase del latinista francese del XVII° secolo, Jean de Santeul). Dalle manie di successo della moglie Mary, agli strani comportamenti di fondamentalisti mediorientali, dalle follie della politica estera britannica ai comportamenti giornalieri di chi quella politica dovrebbe attuarla per il bene della patria. Terminando, realisticamente, con una citazione di Tertulliano che riassume sia il senso del progetto “Salmone” sia quella della vita dei protagonisti: Certum est quia impossibile est (è certo perché è impossibile). Solo nel finale, il nostro Torday si incarta un po’, ma non ci saremmo mai aspettati un lieto fine da tutta la storia. E così sarà, ma non ve ne dico i contorni, ma vi esorto a leggere il libro per scoprirne meglio tutte le sfumature. Vale la pena.
Giogio53Giogio53 wrote a review
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Insalatona - 30 ago 15
Anche questo è uno di quei libri che non sarebbero entrati nella mia copiosa biblioteca senza la spinta di opportuni e mirati suggerimenti. E bene ho fatto, che, anche se non è un libro stravolgente, mostra una indubbia capacità dell’autore di cogliere aspetti assurdi della vita, trattarli con efficacia e costruirvi intorno un libro rimarchevole. Peccato che poco dopo la pubblicazione di questa opera prima (scritta dall’autore già sessantenne) il nostro Torday muoia di un male incurabile. Anzi, è proprio questa malattia che lo aveva spinto, lui industriale di discreto successo nel campo petrolifero, a riprendere in mano la sua passione giovanile e dedicarsi alla scrittura. Ma non parliamo degli altri suoi lavori, rimaniamo a questo, ed alla sua natura eclettica ed umoristica. Che inizia già dal titolo che ci cattura: pesca al salmone nello Yemen? Infatti, se doveste immaginare di pescare salmoni – un pesce tipico di corsi d’acqua freddi e impetuosi, generalmente molto nordici – in un polveroso uadi tra gli infuocati canyon delle montagne dello Yemen penserete tutti ad un errore. Una cosa fuori da ogni logica, senza alcun senso, priva di qualsivoglia razionalità, scientifica, biologica. Un’assurdità, insomma. In effetti è la stessa opinione che matura il professor Fred Jones, idrobiologo dell’ENPI – l’ente inglese per la tutela e lo sviluppo del patrimonio ittico nei fiumi. Lo pensa fin da subito, ne andrebbe peraltro del proprio onore scientifico imbarcarsi in una assurdità del genere e non lo ritiene proprio il caso, dato che pure la vita privata non gira certo nel migliore dei modi – Mary, la moglie, è una donna in carriera alla quale prospettano un prestigioso trasferimento all’estero che lei decide di accettare subito, palesando così la fragilità del rapporto matrimoniale con Fred, probabilmente fin dall’inizio mancante di autentico amore e semmai soprattutto conveniente e “funzionale” ad entrambi. Una crisi matrimoniale in piena regola, insomma, durante la quale il professor Jones, gioco forza costretto dai suoi capi a prendere in mano il folle progetto di introduzione del salmone nello Yemen, conosce il fautore dell’impresa, lo sceicco Muhammad ibn Zaidi, ricchissimo yemenita con la passione per la cultura britannica e, ancor più, per la pesca sportiva nei fiumi di Sua Maestà: una persona affascinante, visionaria e spiritualmente assai profonda. Ma, soprattutto, Jones conosce la giovane e bella Harriet, dipendente della società incaricata dallo sceicco di realizzare materialmente il progetto, della quale, stante la sua situazione matrimoniale e nonostante lei sia già impegnata con Robert, un ufficiale dei Royal Marines di stanza in Iraq, ben presto si innamora. Noi seguiremo tutta l’intricata vicenda attraverso quello che è uno dei punti forza del romanzo: la sua particolare struttura narrativa. Il progetto che dà il nome al libro viene infatti raccontato al lettore prima attraverso le pagine del diario personale di Fred, poi dalle lettere di Harriet, poi dalle mail tra Fred e Mary, dallo scambio di mail tra l'ENPI di cui sopra e il Ministero dell'Ambiente e dell'Agricoltura, dalle note del Ministero degli Esteri, da stralci di giornale, dalle lettere secretate di Robert dall’Iraq, dai resoconti stenografici delle Commissioni Parlamentari. Seguiamo il progetto, passo dopo passo, dalla sua ideazione fino alla sua concreta, ma non priva di ostacoli, realizzazione. Un invito, in altre parole, a cercare di dare sempre il meglio di noi stessi, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato. È comunque ed alla fine un tentativo non solo di dare un senso umoristico al tutto, ma anche di critica sociale (castiga ridendo mores, che, ricordo ai più smemorati, non è una tradizione del latino antico, ma una frase del latinista francese del XVII° secolo, Jean de Santeul). Dalle manie di successo della moglie Mary, agli strani comportamenti di fondamentalisti mediorientali, dalle follie della politica estera britannica ai comportamenti giornalieri di chi quella politica dovrebbe attuarla per il bene della patria. Terminando, realisticamente, con una citazione di Tertulliano che riassume sia il senso del progetto “Salmone” sia quella della vita dei protagonisti: Certum est quia impossibile est (è certo perché è impossibile). Solo nel finale, il nostro Torday si incarta un po’, ma non ci saremmo mai aspettati un lieto fine da tutta la storia. E così sarà, ma non ve ne dico i contorni, ma vi esorto a leggere il libro per scoprirne meglio tutte le sfumature. Vale la pena.