Picciridda
by Catena Fiorello
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MaristellaMaristella wrote a review
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PICCIRIDDA
“ …ricorda che l’amore è ovunque,
anche dove nessuno ha piantato un fiore”
Uscito la prima volta nel 2006 edito da Baldini e Castoldi, il romanzo di esordio di Catena Fiorello, con una veste editoriale e grafica nuovissima e rinnovato nella scrittura che negli anni è diventata più matura, viene riproposto da Giunti nel 2017. Non ho letto il “nuovo” libro, rielaborato e perfezionato dalla scrittrice, ma ho letto la “vecchia” edizione. A detta dell’autrice, la storia è la stessa, ma la decisione di riscrivere il romanzo che più le sta a cuore, è dovuta al suo cambiamento interiore che di conseguenza ha operato dei cambiamenti anche nella piccola Lucia, la protagonista, e a una evoluzione nel tempo delle tematiche trattate che sono cambiate trasformando anche le emozioni che le accompagnano.
Il libro è sicuramente un romanzo di formazione: è la storia della piccola Lucia e della sua famiglia, nella Sicilia degli anni 60. L’Italia si sta riprendendo dalla guerra, il boom economico sta per scoppiare ma nel paesino di Leto (Letojanni) c’è ancora povertà e manca il lavoro per tutti. Il padre di Lucia, la madre e il fratellino scelgono di emigrare in Germania per poter comprare un domani una casa e poter stare meglio economicamente. Decidono di lasciare la figlia con l’autorevole nonna Maria Amoroso, detta La Generala, pensando poi di farsi raggiungere da lei in seguito. La separazione dai genitori e dal fratellino è per la piccola Lucia straziante, un vero distacco, un tradimento. La nonna è severissima e le “tuppuliate” alla nipote sono numerose perché certe insubordinazioni, anche se lievissime, non possono essere accettate. Ma in quell’anno, passato lontano dalla famiglia, Lucia crescerà e apprenderà le cose importanti della vita, cementando un legame forte con la nonna, orgogliosa e indomita che le sarà preziosa con i suoi consigli e con il suo grande amore, nascosto sotto la dura scorza agrumata e aspra dell’austerità e dell’inflessibilità.
Lucia dovrà superare terribili accadimenti ma riuscirà a non perdere mai la speranza, cercando con tutte le sue forze di rialzarsi dopo ogni colpo infertole dall’esistenza, dopo ogni scontro con il dolore, quello che prima o poi tutti incontriamo.
In un commovente epilogo, una Lucia ormai grande e realizzata, svelerà i suoi ultimi segreti e dichiarerà il suo incondizionato amore per la nonna dalla quale ha imparato ogni cosa solamente guardandola vivere e ricordandola esempio dopo esempio, parola dopo parola, imparando a divorare e annientare “fette abbondanti di passato soffocandole con il presente” e continuando ad amare profondamente, sorridendo alla vita senza mai lasciare la chiave delle sue fragilità infilata nella toppa in modo da crescere sempre più forte.
Salvatore PalmaSalvatore Palma wrote a review
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La picciridda è Lucia, la figlia maggiore di una famiglia che, per costruirsi una avvenire migliore per sé e per i figli, decide di lasciare il proprio piccolo paese in Sicilia – Leto, in realtà Letojanni – per emigrare in Germania portando con sé Pietro, il figlio più piccolo della coppia. Lei invece “picciridda giudiziosa” resterà a fare “compagnia alla nonna” paterna, Maria la “generala”, una donna tanto austera e scorbutica quanto determinata e, a suo modo, affettuosa. Una decisione terribile che si abbatte su Lucia come una “ghigliottina” che spacca in due il suo corpo, “una parte tremava per la rabbia, l’altra si era marmorizzata all’istante”. Siamo nei primi anni Sessanta e la vita quotidiana scorre tra frequentazioni dei famigliari, amicizie, successi scolastici e brevi incursioni in spiaggia anche se non mancano le rinunce, qualche lutto e tanta malinconia per la lontananza dei propri cari. Fino ad un episodio finale, sorprendente e sconvolgente, che ne segnerà la vita per sempre e che forse rappresenta un ulteriore tragico tassello di antichi risentimenti affettivi. Un libro che riesce a conciliare la lievità e la delicatezza della narrazione con la trattazione di temi impegnativi e importanti come l’emigrazione, il dolore, la povertà e gli indissolubili vincoli famigliari. Bellissimo e meraviglioso è il rapporto tra nonna e nipote, dal quale Lucia uscirà più forte e più coraggiosa perché – come lei stessa sostiene - “quel pezzo di strada fatto insieme è stato fondamentale per la mia formazione”.