Picciridda
by Catena Fiorello
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Il romanzo è ambientato nell'Italia degli anni '50 e '60, nel periodo delladepressione. Lo sguardo è rivolto ai bambini, molti dei quali vengono affidatiai nonni o agli zii mentre i genitori emigrano in cerca di fortuna. Ma mentre igenitori attendono un futuro lontano, c'è un'altra attesa che si consuma:quella di un ritorno, piena di lacrime, nostalgia e speranze indicibili. Moltidi questi bambini non hanno mai potuto raccontare la difficoltà di conviverecon persone che non fossero i loro cari, la solitudine, aspettando una carezzache non arrivava mai e il profondo senso di disagio nel guardare le famiglie"normali". Lucia in questo contesto diventa l'emblema involontario di unagenerazione che attraverso il sacrificio riesce a emanciparsi: personesemplicemente sfortunate a cui restituisce con forza orgoglio e coscienza. ÈLucia, una "picciridda" siciliana, che attraversa lacrime e sorrisi, gioie edolori e ristabilisce le regole del suo microcosmo. È Lucia che nelle suelunghe passeggiate ricorda il passato, anche solo mettendo i piedi nellasabbia, una ragazzina che ha saputo ritrovare quella parte di sé che avevataciuto a lungo per non soffrire più. Piccoli riti in cui ritrova la bussolaper un futuro migliore.

Maristella's Review

MaristellaMaristella wrote a review
02
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PICCIRIDDA
“ …ricorda che l’amore è ovunque,
anche dove nessuno ha piantato un fiore”
Uscito la prima volta nel 2006 edito da Baldini e Castoldi, il romanzo di esordio di Catena Fiorello, con una veste editoriale e grafica nuovissima e rinnovato nella scrittura che negli anni è diventata più matura, viene riproposto da Giunti nel 2017. Non ho letto il “nuovo” libro, rielaborato e perfezionato dalla scrittrice, ma ho letto la “vecchia” edizione. A detta dell’autrice, la storia è la stessa, ma la decisione di riscrivere il romanzo che più le sta a cuore, è dovuta al suo cambiamento interiore che di conseguenza ha operato dei cambiamenti anche nella piccola Lucia, la protagonista, e a una evoluzione nel tempo delle tematiche trattate che sono cambiate trasformando anche le emozioni che le accompagnano.
Il libro è sicuramente un romanzo di formazione: è la storia della piccola Lucia e della sua famiglia, nella Sicilia degli anni 60. L’Italia si sta riprendendo dalla guerra, il boom economico sta per scoppiare ma nel paesino di Leto (Letojanni) c’è ancora povertà e manca il lavoro per tutti. Il padre di Lucia, la madre e il fratellino scelgono di emigrare in Germania per poter comprare un domani una casa e poter stare meglio economicamente. Decidono di lasciare la figlia con l’autorevole nonna Maria Amoroso, detta La Generala, pensando poi di farsi raggiungere da lei in seguito. La separazione dai genitori e dal fratellino è per la piccola Lucia straziante, un vero distacco, un tradimento. La nonna è severissima e le “tuppuliate” alla nipote sono numerose perché certe insubordinazioni, anche se lievissime, non possono essere accettate. Ma in quell’anno, passato lontano dalla famiglia, Lucia crescerà e apprenderà le cose importanti della vita, cementando un legame forte con la nonna, orgogliosa e indomita che le sarà preziosa con i suoi consigli e con il suo grande amore, nascosto sotto la dura scorza agrumata e aspra dell’austerità e dell’inflessibilità.
Lucia dovrà superare terribili accadimenti ma riuscirà a non perdere mai la speranza, cercando con tutte le sue forze di rialzarsi dopo ogni colpo infertole dall’esistenza, dopo ogni scontro con il dolore, quello che prima o poi tutti incontriamo.
In un commovente epilogo, una Lucia ormai grande e realizzata, svelerà i suoi ultimi segreti e dichiarerà il suo incondizionato amore per la nonna dalla quale ha imparato ogni cosa solamente guardandola vivere e ricordandola esempio dopo esempio, parola dopo parola, imparando a divorare e annientare “fette abbondanti di passato soffocandole con il presente” e continuando ad amare profondamente, sorridendo alla vita senza mai lasciare la chiave delle sue fragilità infilata nella toppa in modo da crescere sempre più forte.
MaristellaMaristella wrote a review
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PICCIRIDDA
“ …ricorda che l’amore è ovunque,
anche dove nessuno ha piantato un fiore”
Uscito la prima volta nel 2006 edito da Baldini e Castoldi, il romanzo di esordio di Catena Fiorello, con una veste editoriale e grafica nuovissima e rinnovato nella scrittura che negli anni è diventata più matura, viene riproposto da Giunti nel 2017. Non ho letto il “nuovo” libro, rielaborato e perfezionato dalla scrittrice, ma ho letto la “vecchia” edizione. A detta dell’autrice, la storia è la stessa, ma la decisione di riscrivere il romanzo che più le sta a cuore, è dovuta al suo cambiamento interiore che di conseguenza ha operato dei cambiamenti anche nella piccola Lucia, la protagonista, e a una evoluzione nel tempo delle tematiche trattate che sono cambiate trasformando anche le emozioni che le accompagnano.
Il libro è sicuramente un romanzo di formazione: è la storia della piccola Lucia e della sua famiglia, nella Sicilia degli anni 60. L’Italia si sta riprendendo dalla guerra, il boom economico sta per scoppiare ma nel paesino di Leto (Letojanni) c’è ancora povertà e manca il lavoro per tutti. Il padre di Lucia, la madre e il fratellino scelgono di emigrare in Germania per poter comprare un domani una casa e poter stare meglio economicamente. Decidono di lasciare la figlia con l’autorevole nonna Maria Amoroso, detta La Generala, pensando poi di farsi raggiungere da lei in seguito. La separazione dai genitori e dal fratellino è per la piccola Lucia straziante, un vero distacco, un tradimento. La nonna è severissima e le “tuppuliate” alla nipote sono numerose perché certe insubordinazioni, anche se lievissime, non possono essere accettate. Ma in quell’anno, passato lontano dalla famiglia, Lucia crescerà e apprenderà le cose importanti della vita, cementando un legame forte con la nonna, orgogliosa e indomita che le sarà preziosa con i suoi consigli e con il suo grande amore, nascosto sotto la dura scorza agrumata e aspra dell’austerità e dell’inflessibilità.
Lucia dovrà superare terribili accadimenti ma riuscirà a non perdere mai la speranza, cercando con tutte le sue forze di rialzarsi dopo ogni colpo infertole dall’esistenza, dopo ogni scontro con il dolore, quello che prima o poi tutti incontriamo.
In un commovente epilogo, una Lucia ormai grande e realizzata, svelerà i suoi ultimi segreti e dichiarerà il suo incondizionato amore per la nonna dalla quale ha imparato ogni cosa solamente guardandola vivere e ricordandola esempio dopo esempio, parola dopo parola, imparando a divorare e annientare “fette abbondanti di passato soffocandole con il presente” e continuando ad amare profondamente, sorridendo alla vita senza mai lasciare la chiave delle sue fragilità infilata nella toppa in modo da crescere sempre più forte.