Picciridda
by Catena Fiorello
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Il romanzo è ambientato nell'Italia degli anni '50 e '60, nel periodo delladepressione. Lo sguardo è rivolto ai bambini, molti dei quali vengono affidatiai nonni o agli zii mentre i genitori emigrano in cerca di fortuna. Ma mentre igenitori attendono un futuro lontano, c'è un'altra attesa che si consuma:quella di un ritorno, piena di lacrime, nostalgia e speranze indicibili. Moltidi questi bambini non hanno mai potuto raccontare la difficoltà di conviverecon persone che non fossero i loro cari, la solitudine, aspettando una carezzache non arrivava mai e il profondo senso di disagio nel guardare le famiglie"normali". Lucia in questo contesto diventa l'emblema involontario di unagenerazione che attraverso il sacrificio riesce a emanciparsi: personesemplicemente sfortunate a cui restituisce con forza orgoglio e coscienza. ÈLucia, una "picciridda" siciliana, che attraversa lacrime e sorrisi, gioie edolori e ristabilisce le regole del suo microcosmo. È Lucia che nelle suelunghe passeggiate ricorda il passato, anche solo mettendo i piedi nellasabbia, una ragazzina che ha saputo ritrovare quella parte di sé che avevataciuto a lungo per non soffrire più. Piccoli riti in cui ritrova la bussolaper un futuro migliore.

(S.P.) Marirò's Review

(S.P.) Marirò(S.P.) Marirò wrote a review
12
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Positiva sorpresa
Leggo Catena Fiorello per la prima volta e scopro che mi piace. Mi piace l'argomento del libro che mi fa tornare indietro di tanti anni in una "Leto" che conosco discretamente bene nella sua desolante bellezza, nel suo fatale chiacchiericcio, nella sua abbagliante semplicità, fatta di riti e usanze, ora fortunatamente più lontani.
Nel testo emerge il dramma dell'emigrazione, per chi va e soprattutto per chi resta, e il bel rapporto nonna-nipote.
La scrittura di Catena Fiorello è semplice, direi troppo, ma le buone riflessioni e alcune caratterizzazioni psicologiche dei personaggi non mancano. Discutibile l'uso dei paragrafi.
Della scrittrice mi ripropongo di leggere altro per cercare la sua crescita stilistica.

Comments

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io di Catena Fiorello ho letto "Un padre è un padre", conquistata dalla bellissima copertina... la trama sarebbe stata bella, ma 3/4 di libro li ho trovati piuttosto pesanti per la continua e puntigliosa descrizione dei luoghi e delle cose... alla fine conoscevo Catania come se ci fossi stata! l'ultimo quarto di libro è la parte più bella secondo me :))
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io di Catena Fiorello ho letto "Un padre è un padre", conquistata dalla bellissima copertina... la trama sarebbe stata bella, ma 3/4 di libro li ho trovati piuttosto pesanti per la continua e puntigliosa descrizione dei luoghi e delle cose... alla fine conoscevo Catania come se ci fossi stata! l'ultimo quarto di libro è la parte più bella secondo me :))